Published On: Mer, Ott 23rd, 2019

Donald Trump: miopia criminale

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Cercare di capire quale sia la politica estera del presidente Trump è come cercare d’interpretare un testo scritto in una lingua sconosciuta. Le bizzarrie di Trump in politica estera, sin dal primo giorno della sua presidenza, hanno seminato tra capi di stato e di governo alleati, come pure avversari, incertezza e incredulità. Lì dove l’America era percepita come un polo di stabilità, di apertura sul mondo, simbolo di una democrazia basata su concetti di valori umani, è ormai vista come una nazione che si racchiude ogni giorno di più in sé stessa, senza preoccuparsi ormai delle conseguenze che le sue azioni, basate unicamente su uno stretto interesse nazionale, possano avere nel mondo. Gli eventi delle ultime due settimane confermano ancor di più l’incoerenza caotica di un Trump lasciato allo sbaraglio. Ormai circondato da soli “Yes men”, perché tutti quelli che osavano contraddirlo nelle sue decisioni li ha eliminati uno dopo l’altro, ebbene queste sue decisioni ora le prende solo su quello che lui stesso definisce come “istinto”. A sentirlo, per lui questa è una cosa innata che ha più valore ai suoi occhi che a quelli di tutti gli esperti riuniti. E questo suo “istinto”, dopo una telefonata col presidente turco Erdogan, senza consultare nessuno, decide di lasciare via libera a una invasione turca nel nord della Siria. Erdogan ha da sempre considerato le forze curde come dei terroristi di cui bisogna disfarsi eliminandoli a tutti i costi. Ma sono proprio queste forze curde, appoggiate dall’aviazione militare americana e da reparti speciali, che hanno sconfitto l’ISIS. Col suo incomparabile “istinto” e senza batter ciglio, in un istante, Trump abbandona gli alleati di ieri, alleati che hanno perso 11000 combattenti, per essere massacrati dalle forze armate di Erdogan. Solo la presenza degli americani aveva impedito ai turchi d’invadere il nord della Sira per crearsi una zona tampone. Ora è cosa fatta, con conseguenze catastrofiche, colpendo sia combattenti che civili, e tra questi per lo più donne e bambini. Davanti a un atto di tradimento cosi spudorato e assurdo, Trump ha avuto l’indecenza di dichiarare la sua decisione “brillante”. La verità purtroppo è che la sua decisione ha solo dimostrato una MIOPIA CRIMINALE.

Il partito repubblicano, dal momento che ha scelto Trump come suo rappresentante, non è più che l’ombra sbiadita del partito di Lincoln; per la prima volta in quasi tre anni ha ritrovato una sembianza di spina dorsale, condannando quasi all’unanimità la decisione del presidente. Persino i suoi sostenitori più accaniti, come il senatore Lindsay Graham (che, ironia della politica, prima della sua elezione aveva trattato Trump come un imbecille), collaborano con i democratici per imporre sanzioni pesanti contro la Turchia. Di fronte a questa critica completamente inaspettata, specialmente da parte del suo partito, Trump ha cercato di confondere il discorso. Ha dichiarato che non aveva mai dato carta bianca alla Turchia e che avrebbe distrutto la sua economia se avesse preso le decisioni sbagliate. Ma sono state solo parole, perché le sanzioni approvate da lui, diverse da quelle in discussione al congresso, non sono state mai applicate. E se da una parte faceva credere a conseguenze serie per la Turchia, dall’altra continuava ad affermare che la sua decisione era perfettamente giustificata e che non aveva nessun obbligo verso i curdi che a suo giudizio non facevano altro che difendere il loro territorio. Infine, dopo due settimane durante le quali la Turchia ha raggiunto tutti i suoi scopi, Trump decide di mandare il suo vice presidente e il segretario di stato per convincere Erdogan a cessare l’invasione. Durante una conferenza stampa, il vicepresidente Pence, elogiando in modo abbietto il presidente Trump, annuncia che, grazie alla sua leadership, la Turchia ha accettato un cessate il fuoco. Solo illusione. La cosa è stata subito smentita dai turchi dicendo di aver accettato una pausa e non un cessate il fuoco. Sul campo la cosiddetta pausa non è durata neanche 24 ore ed è subito stata rotta dai turchi. Trump voleva apparire come quello che era riuscito a mettere fine a una strage, ignorando il fatto che questa strage non sarebbe mai esistita se non per colpa della sua stupidaggine e ignoranza a proposito della geopolitica mediorientale. Ma le cose non sono andate come da lui previste. I risultati sono catastrofici: Erdogan occupa ormai una fascia importante nel nord della Siria e le sanzioni previste da Trump non saranno applicate; in assenza dell’America la Russia è ormai la potenza che ha maggior peso in medio oriente e i curdi hanno dovuto cercare appoggio dal nemico di sempre, cioè Bashar al Assad, che gode dell’appoggio di Putin e che ora può rafforzare la sua presenza su un territorio da tempo perso. L’ISIS rischia ora di risorgere dalle sue ceneri dopo la sua sconfitta e infine l’Iran potrà esercitare ancora più influenza nella regione. Un grande commentatore politico americano ha detto che se Trump considera questo risultato come una vittoria non vorrebbe vedere a cosa somiglierebbe una sua sconfitta. La realtà è che se un accordo interverrà nella regione questo avverrà tra qualche giorno, quando Putin e Erdogan s’incontreranno à Sochi in Russia. Gli americani sono ormai fuori ed hanno subito un’incredibile umiliazione grazie all’incompetenza di un Trump che non ha più nessun ritegno, se mai ne avesse avuto uno!
Anche nei peggiori momenti della sua storia, l’America non si era mai trovata in una situazione paragonabile a quella guidata da Trump. La sua presidenza è macchiata da corruzione, menzogne, incompetenza, avidità, disprezzo per le leggi e per la costituzione, nepotismo e ben altro. La lista sarebbe troppo lunga, basterà qualche esempio. All’opposto degli altri presidenti, Trump continua a rifiutare di svelare i suoi redditi, ha rifiutato di distanziarsi dai suoi affari privati, ha nominato sua figlia e suo genero in ruoli per i quali non hanno nessuna competenza, ha dichiarato di essere disposto ad accettare aiuto da parte di una potenza straniera per essere rieletto (il che è proibito dalla legge), ha ricattato l’Ucraina per ottenere informazioni che potrebbero nuocere ad un suo possibile rivale nelle prossime elezioni, il che ha provocato un inizio di possibile impeachment. E ancora: ha permesso ad una sua proprietà in Florida, con difficoltà economiche, di ospitare il G7 nel 2020 che verserà nella sua tasca milioni di dollari (se non avesse immunità come presidente solo per questo finirebbe in prigione); in meno di tre anni ha speso più di 110 milioni di dollari per giocare a golf nelle sue proprietà, quando prima di essere eletto aveva detto che come presidente avrebbe dovuto smettere di giocare, visti i troppi impegni. In realtà ha passato più tempo sui campi da golf in meno di tre anni che il presidente Obama in otto. Potremmo continuare così senza fine. Questa è la triste verità dell’America di Trump, un’America che non ha più niente in comune con quella di sempre.
P.S. Ultima ora: di fronte all’indignazione generale, Trump ha deciso di tenere il G7 in un luogo che non è di sua proprietà.

(il nostro esperto di politica internazionale)
F.P.

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