Ma chiede a Londra di decidersi. Spiraglio Boris sulle elezioni

La Brexit infinita s’incatena a un altro rinvio, mentre Westmister continua a discutere di elezioni anticipate, ormai inevitabili, senza tuttavia trovare ancora il bandolo della matassa sul quando e sul come. La Gran Bretagna potrà lasciare l’Ue il 31 gennaio 2020, ma anche prima, secondo l’ultima proroga flessibile (o ‘flextension’, nel linguaggio degli eurocrati) annunciata oggi dai 27, tornati ad armarsi di pazienza offrendo di fatto a Londra l’opportunità di uscire in ogni momento nei prossimi tre mesi. Una proroga che Boris Johnson è costretto a inghiottire, pur chiedendo ai partner europei d’impegnarsi a non darne altre. E che peraltro s’accompagna all’ennesimo appello di Bruxelles al Regno, quasi un’implorazione, a decidere nel frattempo una buona volta cosa fare: se approvare l’accordo di divorzio raggiunto in extremis con il premier Tory, rimettere tutto in discussione (magari con un secondo referendum) o chissà cos’altro.

 

fonte ansa

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