Published On: Mer, Ott 9th, 2019

LETTERA AL DIRETTORE: il Governo del furbo e degli allocchi

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Un governo che si regge sullo spirito di conservazione (del posto) e formato da chi prima si detestava anche a livello personale ed ove la sfiducia era reciproca.

Caro Direttore, vorrei aggiungere alcune considerazioni al tuo fondo sul nuovo governo “giallo-rosso” che il vecchio comunista Marco Rizzo ha chiamato “giallo-ravanello (rosso di fuori e bianco nel cervello)” perchè di rosso c’è solo la vergogna.

Veniamo alla novità giallo-rossa al cui paragone il trasformismo post risorgimentale sembra acqua fresca. Si tratta di un’alleanza fondata solo sull’opportunismo momentaneo, su cui pesava sino al giorno prima un disprezzo reciproco, anche a livello personale, ed una sfiducia totale a vicenda. Ma sul piano politico la visione sulle cose da fare era addirittura contrapposta. A tutti gli effetti è un governo che piace alle banche e ai poteri forti.
I porti si sono riaperti agli sbarchi per la gioia e gli affari di scafisti, Ong, cooperative di accoglienza.

Sempre a proposito di immigrazione, parlando del famigerato accordo di Dublino che dovrebbe scadere nel 2023, non è possibile considerare come punto di approdo la nazione che possiede la nave che raccoglie i migranti?

Le contraddizioni tra i due o tre partecipanti al governo sono veramente abissali, dalla “quota 100” che i nuovi soci non gradirono; al reddito di cittadinanza che il Pd contestò duramente; all’ambiente ove ove è rimasto il ministro grillino del “No”: no alla Tap, no alla Tav, dissensi che si dovette rimangiare; restava, fra gli altri, un altro importante no, ed ecco il contentino ai grillini: no alle trivelle nel mare Adriatico. Una solenne fesseria, infatti tra il Salento e la Grecia esiste un grande giacimento sottomarino di gas (in gran parte nelle nostre acque territoriali). Se non lo sfruttiamo, lo sfrutterà la francese Total cui la Gercia ha dato la concessione. C’è da ridere, i grillini che sostennero i gilet gialli anti Macron gli faranno il regolo di avere un giacimento di gas tutto francese. Qui forse i pieddini, probabilmente, remeranno contro, pur avendolo approvato in sede di accordo governativo.
il golpetto di palazzo di Renzi che ha rivelato quanto coglione sia stato Zingaretti. Col voto poteva disfarsi di Renzi ed avere il partito in mano invece ha seguito il rottamatore che ore è l’ago della bilancia: Renzi prima gli ha fatto fare il governo coi grillini e poi lo ha mollato e si è reso determinante nel sostenere il governo e legittimato a sedersi al tavolo che nel 2020 spartirà le nomine nelle partecipate e nel sottogoverno (è stato denominato “Alì Babà e le 40 poltrone). Renzi è stato molto bravo ma lo è potuto essere perchè aveva di fronte un pivello e si sa, i coglioni sono il patrimonio dei furbi. D’altronde cosa ci si può aspettare da un ex commerciante (ne ha pure la faccia) se non farsi infinocchiare da una specie di commerciante più furbo?

Come ha scritto uno dei nostri più intelligenti giornalisti, il movimento stellato è sorto sulla negazione e sulla ribellione contro ogni potere cui ha dedicato il noto “Vaffa”. Ha propugnato un modello pauperistico fondato sulla “decrescita felice” di Serge Latouche, ponendosi contro ogni opera pubblica nel nome dell’ambiente o della lotta alla corruzione. Qui però la nuova ministra pieddina ha annunciato l’apertura di tutti i cantieri, gli stellati si rimangeranno il loro principio fondante? E si rimangeranno pure la dichiarazione che mai si sarebbero alleati col “partito di Bibbiano”? I due partiti hanno anche qualche punto in comune come la degradazione della famiglia naturale a unione tra le altre, anzi retrograda e chiusa, da superare con maternità surrogate, con le coppie Lgtb, una famiglia considerata come prigione, stando alla pieddina Cirinnà. I grillini stanno sempre più riducendosi ad una corrente eco-movimentista della sinistra.

Due parole anche sul presidente del consiglio, il Bis-conte; un premier che è la negazione assoluta del grillismo (che lo ha voluto), un premier moderato, curiale, trasformista, democristiano di sinistra integrato nel sistema che passa tranquillamente dal vaffanculismo al paraculismo.

E perchè non ricordare alcuni “complimenti” che i giallo-rossi si son fatti reciprocamente: “Pd di lotta e di massoneria” (Grillo); “Gentiloni è telecomandato dalle banche e dalla Merkel” (Grillo); “Il Pd è un punto di riferimento del crimine” (Di Battista); “Il Pd è un cacasotto” (Fico); “Gigino sei il capo degli impresentabili, la tua è solo cialtronaggine” (M. Renzi); “Di Maio odia chi vuol creare posti di lavoro” (M. Renzi); “Di Battista insulta con toni che dimostrano che il fascista in casa sua non è soltanto il padre” (M. E. Boschi); “Di Maio sta distruggendo il sud d’Italia” (Zingaretti). Mi fermo qui, ma di queste citazioni si potrebbe scrivere un libro.

Il collante di questa zingarata da “Amici miei” è stato il timore dell’odiato Salvini e quello delle elezioni che avrebbero dimezzato i grillini in parlamento, ove si sarebbe quasi annullata la presenza dei renziani; e pensare che la stesso Zingaretti era per andare al voto (lo aveva detto a Salvini), ma cosa ci si può aspettare da un commerciante che si è messo a far politica sfruttando il nome noto del fratello attore?

Le elezioni europee avevano mostrato come gli italiani avessero squassato la sbornia grillina dimezzandone i voti e raddoppiando quelli della Lega, il Paese aveva parlato e le elezioni erano dovute. Il presidente della Repubblica non ha voluto prenderne atto (ricordiamo che è stato indicato da Renzi). I vecchi poltici erano più seri; Dalema presidente del Consiglio dopo la sconfitta alle regionali si dimise. Ora gli sconfitti siedono al governo! Ed hanno tutta la stampa più importante dalla loro che non perde occasione per dar contro alla Lega e elogiare gli inciucisti, contando non poche balle.

Caro Direttore, hai ragione tu, basta guardare da chi siamo governati; all’agricoltura una ministra che vuole i braccianti (migranti) per la raccolta agricola del sud; un ministro degli esteri che non sa l’inglese e che prima faceva il ministro del lavoro senza aver mai lavorato; un ministro della sanità che forse non è mai entrato in un ospedale; un ministro della pubblica istruzione che incita gli studenti a marinare la scuola per partecipare a dimostrazioni pro clima; una ministra allo sviluppo che gestiva una cooperativa indebitata e messa in liquidazione dopo la sua gestione. Potrei continuare, mi fermo al presidente del Consiglio che disse mai col Pd, che ora addirittura cerca di inglobare parte di Forza Italia per contrastare Renzi e sta, per questo, contattando Gianni Letta, una prospettiva che ritengo impossibile e che sarebbe la tomba del berlusconismo (anche se qualche transfuga poltronaro lo può sempre trovare). Può un primo ministro proporre la tassa sulle merendine?

Fra poco si inaugurerà la nuova stagione delle tasse da inserire nella nuova finanziaria, chissà cosa inventeranno per “aiutare” gli italiani a star meglio. Non c’è che aspettare.

L.D.

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