Published On: Mer, Ott 9th, 2019

SCANDALO ACER, IL SILENZIO DEI MEDIA LOCALI: il Comune di Parma – Parmabitare – Acer SOSPESI “SINE DIE” GLI APPALTI PILOTATI DELLE CASE POPOLARI

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Una strategia per uscire dall’impasse e riappaltare?
Gli articoli di stampa apparsi nel 2018 su “La voce di Parma” e successivamente nel 2019 su “Zero Sette” hanno informato la città sul metodo borderline seguito dal Comune di Parma per l’affidamento di alcune opere pubbliche che riguardavano la costruzione di case popolari. I suddetti articoli di stampa pare siano stati premonitori dell’azione della Procura della Repubblica del Tribunale di Parma che nel merito ha avviato un’indagine.
Le indagini della Guardia di Finanza e della Procura starebbero infatti verificando la regolarità degli affidamenti che Comune di Parma, tramite la propria partecipata Parmabitare, controllata dall’azienda pubblica ACER Parma, ha concesso senza nessuna gara pubblica ad imprese locali tra cui quella del Presidente Nazionale Costruttori Edili.

Ma riprendiamo l’argomento con ordine: nella primavera 2018 la grancassa dell’editoria locale dava la notizia che il Ministero delle Infrastrutture aveva concesso al Comune di Parma un ingente finanziamento, 7 milioni di euro, per la realizzazione di due edifici per case popolari. Gli assessori competenti ed il sindaco Pizzarotti procedevano con la cerimonia della posa della prima pietra e con i ringraziamenti pubblici ai dirigenti che con il loro lavoro avevano consentito l’arrivo di questo importante finanziamento e davano l’avvio all’inizio dei lavori tramite la società partecipata Parmabitare, controllata da Acer Parma.
Tutto pareva filasse liscio come l’olio, poi, inaspettata la pubblicazione sulla Voce di Parma di alcune considerazioni sulla mancata messa in liquidazione della Partecipata Parmabitare, società senza alcun dipendente, per la quale la Corte dei Conti regionale aveva espressamente richiesto nel 2017 la messa in liquidazione.
C’era però anche chi, nonostante tutto, voleva mantenere artificiosamente in vita questa società pubblica/privata per pilotare gli affidamenti di questi ultimi appalti. Così facendo, Parmabitare ha ottenuto dal Comune, senza nessuna gara pubblica, l’affidamento dei lavori, che a sua volta ha affidato ad alcune imprese socie solo in forza di patti parasociali interni e senza alcun ribasso.
A seguito della pubblicazione degli articoli di stampa che contestavano sia l’anomalo modo di appalto che la vicenda in generale, il Comune di Parma e i soci di Parmabitare nel luglio 2018 decidevano in fretta e furia di mettere in liquidazione la società.
Ci chiediamo perché mai tale improvvisa scelta, visto che erano appena stati avviati due importanti cantieri per la città.
Comunque, i lavori di questi due cantieri, affidati brevi manu, procedevano, nonostante le contestazioni de” La Voce di Parma”. Contestazioni che però, verso fine anno 2018, “La Voce di Parma” decide incomprensibilmente di sospendere.
Dopo un avvio tentennato dei lavori, visto che, nonostante gli articoli di stampa apparsi, nessuna istituzione aveva chiesto spiegazioni del mancato appalto, i lavori prendono nuovo impulso e ripartono alla grande con scavi e fondazioni.
Poi però, quando tutto pareva rientrato nella normalità, e molti in Parmabitare tiravano un sospiro di sollievo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma apre un fascicolo di indagini in merito alla vicenda; vengono sentite persone informate sui fatti, la Guardia di Finanza assume dei documenti in Comune e presso Acer che controlla la partecipata Parmabitare per il 51%.
Questa in sintesi la cronologia dei fatti e della storia alla quale occorre aggiungere la pubblicazione di nuovi articoli di stampa apparsi,questa volta, sul settimanale “Zero Sette”. Gli articoli sono una serie di lettere-denuncia di un dipendente comunale e descrivono con precisione e puntualità l’anomala operazione di Parmabitare.

In Comune ed in Acer nessuno non si capacitavano chi potesse esserci dietro questa fuga di notizie che appariva sulla stampa e che metteva alla berlina le amministrazioni pubbliche interessate; ma era tardi per tirarsi indietro e annullare tutto, così si stringe ancor più il sodalizio tra Comune e Acer con l’apertura in Via Garibaldi dell’Ufficio “Casa del Comune” e dell’Ufficio Amministrazioni Condominiali” di Acer.
Viene spontaneo l’interrogativo: ma il DUC non era stato inventato come Direzionale Unico? c’era bisogno di un nuovo ufficio comunale decentrato a poche centinaia di metri di distanza dal DUC? e Acer perché mai doveva aggiungere una quarta sede decentrata?
Nelle disavventure, si può pensare, sia più opportuno stare uniti piuttosto che divisi cosìcchè, oltre alla sede condivisa tra Comune ed Acer, il Presidente di Parmabitare viene nominato revisore in Acer (incarico regolarmente remunerato) e il direttore di Acer, vero dominus della partecipata, viene nominato liquidatore della società stessa Parmabitare.

Un intreccio di interessi e nomine difficilmente spiegabile e con tutta probabilità teso al solo controllo dell’evolversi della situazione.

Le imprese costruttrici firmano gli atti di sospensione lavori con riserve e provvedono ad iscrivere negli appositi registri una richiesta di danni per oltre 600 euro al giorno; ad oggi i danni richiesti ammonterebbero a circa 180 mila euro. Ci chiediamo chi mai li pagherà?

Ipotesi su quello che potrà accadere
Pensiamo che in questi mesi un’attenta, produttiva e trasparente amministrazione, quale il Sindaco Pizzarotti si fregia di condurre, avrebbe potuto richiedere agli esperti del settore se tale metodo di affidamento lavori sia legittimo. Anche l’Autorità Nazionale Anti Corruzione avrebbe potuto rispondere ad un preciso quesito del Comune o del Presidente dell’ANCE.

Invece pare che in Comune e nelle Aziende interessate, anzichè porre dei quesiti, ci sia stato chi abbia brindato alle dimissioni del Presidente di Anac, dr. Raffaele Cantone. Forse uno scoglio in meno.

La sospensione dei lavori “sine die” per uscire dall’impasse.
Sono passati alcuni mesi dal giorno della sospensione lavori e, mancando la ripresa degli stessi, ipotizziamo che il parere sugli affidamenti degli esperti del settore o dell’ANAC manchi o più probabilmente sia negativo.

Chi pagherà la richiesta di danni alle imprese socie, ammontanti ad oggi a 180.000 euro?
Ipotizziamo che nessuno pagherà i danni di cui alle riserve. Le imprese faranno un pò di storie, poi le acque si quieteranno. Il Comune dirà che Acer dovrà far fronte ai danni e ai lavori eseguiti fino ad ora. Acer pagherà i lavori o poco più, tanto i soldi di Acer sono fondi pubblici, anche se gestiti da questa Azienda Pubblico Economica. Ipotizziamo che nessuno pagherà un euro di soldi propri, né gli amministratori né i dirigenti , se non forse le spese dei propri legali di fiducia, ma forse anche questi con qualche indennità riconosciuta o qualche premio rientreranno nelle tasche degli indagati.

La seconda festa intitolata “Una casa, non solo quattro mura”, tenutasi il 15 settembre in Piazzale Picelli, si è sviluppata sottotono. Molti meno del previsto gli inquilini partecipanti. Solo alcuni pullman organizzati e pagati dall’organizzazione. Nonostante Acer si inventi di tutto per tenere legato il Comune capoluogo, pare che i doposcuola, i cinema all’aperto, i murales sulle facciate degli edifici( costo 10 mila euro) e le altre iniziative sull’inquilinato seppur abbiano un carattere sociale siano risultate poco idonee a perseguire però quello che è il vero mandato dell’Azienda Casa: cioè realizzare case pubbliche da assegnare agli aventi diritto per incrementare il patrimonio di edilizia pubblica e da manutenere con puntualità quello esistente. In altre parole le azioni di Acer appaiono molto fumo e poco arrosto.

Mentre per quanto abbiamo visto, con Parmabitare le cose non sono proprio andate secondo i principi a cui l’azione amministrativa è tenuta e dovrebbe tendere: rispetto delle norme, trasparenza, economicità, efficacia.

La stampa omologata e i partiti di opposizione in Consiglio Comunale
Sull’apertura di un fascicolo di indagini da parte della Procura della Repubblica su questa vicenda e sull’invio degli avvisi di garanzia vi è un silenzio tombale da parte dei mass media, che avevano dato ampio risalto alle cerimonie della posa della prima pietra. Questo la dice lunga sulla libertà dei giornalisti asserviti alla proprietà editoriale.
Stesse considerazioni valgono per l’opposizione politica in Comune che non si pone come organo di controllo e stimolo dell’attività amministrativa in Comune; d’altra parte cosa potrebbero contestare le opposizioni visto che Parmabitare era stata voluta dalla Sinistra e tutto sommato era stata condivisa dal Sindaco Ubaldi con Forza Italia e i suoi alleati ed ora avallata anche dall’attuale Sindaco Pizzarotti: quindi tutti d’accordo.
Ci viene in mente quel sofisma ripreso da Grillo: “se tutti sono colpevoli, non esiste il colpevole, cioè nessuno è colpevole”.

Se invece si fossero seguite le regole…
Visto che il progetto c’era, e c’era pure lo Stato che ci aveva messo le risorse, se i lavori fossero stati appaltati regolarmente oggi sarebbero finiti e con l’inizio del 2020 con Parma Capitale della Cultura 47 i nuclei familiari in lista per ottenere una casa avrebbero potuto accedere a questo diritto. Come diceva il Presidente di Acer, dott. Mambriani, il diritto alla casa è un diritto primario costituzionalmente garantito, come pure, aggiungiamo alle parole del presidente Acer, dovrebbe essere garantito il rispetto delle Leggi.

A latere della vicenda, ACER sposta la sede dell’ufficio manutenzione
in questa fine di settembre Acer ha provveduto a spostare il proprio ufficio manutenzione di Via Costituente presso la sede storica di Vicolo Grossardi, ricompattando a tre sedi gli uffici.

(Un dipendente comunale indignato)

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