Published On: Mer, Nov 20th, 2019

APPALTI PILOTATI: FINALMENTE LA PROCURA METTE SOTTO SEQUESTRO I CANTIERI DI PARMABITARE

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Ritorniamo sull’argomento Acer-Parmabitare già più volte trattato. Ora vi è un’importante novità; due cantieri di Parmabitare sono stati sequestrati dalla Procura della Repubblica che da tempo indagava, coadiuvata dalla Guardia di Finanza sulla regolarità di alcuni appalti.

Avevamo visto giusto con i nostri articoli che si riferivano in particolare alle voci che arrivavano in redazione circa pesanti anomalie nell’affidamento di importanti opere pubbliche che il Comune di Parma aveva delegato alla partecipata Parmabitare il cui socio di maggioranza era appunto Acer Parma con oltre il 51% delle quote.

I finanziamenti della famigerata legge 203/1991 dell’ex ministro Prandini, di cui ci eravamo già occupati anni fa, pare non portino proprio fortuna a Parma e così l’ennesimo finanziamento della Legge destinato al nostro Comune per la realizzazione di abitazioni popolari è stato oggetto dell’intervento della Procura della Repubblica. È di martedì 5 novembre la notizia che il GIP ha autorizzato il sequestro dei cantieri del Comune di Parma per le gravi anomalie riscontrate nella scelta delle imprese costruttrici.

In pratica non era stata esperita nessuna gara di appalto obbligatoria per Legge.

La complessa vicenda è stata esaminata con attenzione dalla Procura della Repubblica e dal corpo della Guardia di Finanza e, a seguito delle approfondite indagini, il Giudice delle indagini preliminari, condividendo la relazione del PM, dr.ssa Arienti, ha autorizzato l’apposizione dei sigilli ai cantieri.

La Voce di Parma aveva pubblicato le indiscrezioni che da più parti arrivavano in redazione. Ci saremmo attesi che i vertici del Comune, di Parmabitare e di Acer rispondessero e smontassero gli inquietanti interrogativi posti negli articoli. Invece nessuna risposta nel merito, solo nel tardo autunno del 2018 Acer ha chiesto alla voce di pubblicare una serie di contro articoli di risposta che riguardavano però la filosofia sociale, la Costituzione e l’importanza di possedere una casa per le categorie meno abbienti.

Gli articoli comparsi sulla Voce sono poi stati successivamente e ripetutamente ripresi dal quindicinale Zerosette che ha pubblicato una serie di lettere di un dipendente comunale indignato.

La Procura della Repubblica ha oggi confermato che le anomalie che avevamo denunciato non erano solo impressioni. Questo fatto, nonostante ci turbi l’animo, ci appassiona ancor più al nostro mestiere di giornalisti d’inchiesta.

La vicenda, oltre che al nostro Comune, a Parmabitare ed Acer Parma, vede coinvolte importanti imprese private socie di Parmabitare, tra le quali quella di Gabriele Buia, Presidente Nazionale di ANCE, affidataria dei lavori di costruzione dell’edificio di Vicofertile Nord.

Proprio il Presidente di Ance aveva a suo tempo criticato la costituzione di società di scopo delle Acer, scordandosi però di far parte con la sua impresa dell’unica società di scopo costituita in Emilia Romagna.

Forse anche da questa presenza importante deriva la riservatezza o meglio il silenzio dei media locali (by ponte Caprazzucca). La Gazzetta di Parma ha interrotto solo ora il silenzio stampa perché non era giustificabile tacere il sequestro giudiziario dei cantieri, che è stato invece subito annunciato dal quotidiano nazionale La Repubblica.

Comunque sia la Gazza sia il canale 12TV Parma hanno sapientemente inserito l’importante quanto scomoda notizia tra le altre, dandole però un tono e un taglio minimalista. Se si ricerca la notizia sulla Gazzetta online, risulta oggi impossibile ritrovarla.

In Comune, tra l’inquietudine che gli articoli  di “Zerosette” e del settimanale “Voce di Parma” provocavano,  forse si sperava in un intervento politico nazionale che, sul tipo di quello approvato per l’utilizzo del Ponte Nord, provvedesse a far rientrare gli affidamenti nella regolarità amministrativa.

Ma ripercorriamo in sintesi la storia di questi ultimi affidamenti di Parmabitare che vedono coinvolta l’impresa del Presidente Nazionale di Ance ed altre due importanti cooperative di costruzione parmensi.

Nel 2017 la Corte dei Conti regionale chiede espressamente al Comune di Parma di mettere in liquidazione Parmabitare, società a maggioranza pubblica non più corrispondente ai requisiti di Legge in quanto da sempre priva di personale e bloccata nei movimenti finanziari da alcuni anni.

Anziché ottemperare alle disposizioni della Corte dei Conti, Acer e Parmabitare tengono artificiosamente in vita una società senza dipendenti, non operativa da anni, il cui Presidente però era remunerato regolarmente.

Acer stipula un accordo per il prepensionamento dei due dirigenti tecnici e rimane con un unico Dirigente amministrativo. Pare che i Dirigenti Tecnici non fossero d’accordo con l’affidamento che si andava prospettando da parte di Parmabitare.

Il Ministero delle infrastrutture concede a Parma un importante finanziamento per la costruzione di due edifici per case popolari che il Comune, in accordo con Acer, gira a Parmabitare che a sua volta incarica, senza nessun appalto, le imprese socie della stessa Parmabitare.

Le delibere comunali di approvazione dei progetti e di affidamento dei lavori sono redatte con esperienza trentennale dal Dirigente Apicale del Comune ing. Dante Bertolini, e appaiono atti minuziosi, talmente perfetti e formalmente inattaccabili, manca solo un particolare la gara di appalto per l’affidamento dei lavori.

Si noti che i fantomatici affidamenti a rotazione, previsti dai patti parasociali di Parmabitare, dal 2006 non rinnovati come afferma la Procura, vengono nuovamente superati dalla costituzione di nuove Associazioni temporanee di impresa.  Per completare l’informazione partecipavano a Parmabitare altre due imprese, non coinvolte in questa vicenda: le imprese Pizzarotti e Allodi.

La notizia dell’ottenimento dell’importante finanziamento ministeriale di oltre sette milioni di euro viene data con gran risalto dai mass media locali che riportano in articoli la cerimonia della posa della prima pietra (aprile maggio 2018). Gli assessori comunali intervenuti Alinovi e Rossi nell’esprimere la loro soddisfazione per il risultato raggiunto ringraziano l’ing. Bertolini per  il suo indispensabile apporto.

A questo punto cominciano i guai. “Zerosette”, raccogliendo indiscrezioni e verificando le deliberazioni comunali dà la notizia che gli affidamenti erano stati concessi senza l’obbligatoria gara pubblica di appalto.

A questi articoli non è seguita nessuna smentita né da parte del Comune né da parte di Acer né da parte delle Imprese coinvolte, nessun’ azione che giustificasse la legittimità degli affidamenti, nessun parere di luminari del codice degli appalti, nessun parere dell’avvocatura del Comune, alla Voce non è arrivato nulla che cercasse di smentire l’anomalia degli affidamenti che avevamo denunciato nei nostri articoli.

Di contro invece abbiamo appreso aspetti discutibili nell’azione amministrativa di Acer che nel luglio 2018 mette in liquidazione Parmabitare nominando liquidatore della società il Direttore di Acer Parma dr. Italo Tommaselli, mentre l’ex Presidente di Parmabitare Mauro Agnetti viene nominato revisore dei conti in Acer Parma, incarico remunerato. Anche in questi casi un bel connubio di interessi difficilmente spiegabile. Il codice etico adottato da Acer Parma impone il rispetto in ogni caso delle norme di Legge e ci pare che il ruolo di liquidatore debba essere assunto da persone esterne ad Acer.

 

La politica locale assente se non correa delle scelte errate

 

Nel novembre del 2018, nonostante i Comuni del parmense fossero a conoscenza delle contestazioni su Parmabitare apparse sulla  nostra stampa, viene riconfermato il mandato di 5 anni al Consiglio di Amministrazione uscente di ACER Parma, costituito dal Presidente Mambriani di area PD, proposto all’epoca dall’ex Presidente della Provincia Bernazzoli, dal Vice Presidente Francesca Cravero, persona di fiducia dell’assessore Rossi proposta dal Comune di Parma e dal signor Bussandri proposto dal Comune di Fidenza.

Si noti che da sei anni non si ritrova agli atti una delibera non presa all’unanimità.

La politica si stringe a riccio a difesa dell’attuale CdA dell’Acer, a difesa delle azioni ottenute per i propri Comuni e contro le notizie pubblicate dalla stampa libera.

Anche l’opposizione comunale a Parma appare per lo meno assopita, non ci risulta che nessun consigliere di opposizione abbia richiesto al riguardo informazioni agli assessori competenti o abbia proposto un’interrogazione al Sindaco.

Purtroppo quando la politica è assente, a mettere una pezza ci deve pensare la Magistratura ed è assai deprimente leggere oggi le dichiarazioni delle opposizioni in consiglio Comunale che si dicono preoccupate delle ripetute quanto eclatanti azioni della Magistratura.

Ci chiediamo: Ma questi consiglieri di opposizione dov’erano? non leggono oltre alla Gazzetta anche la stampa libera? da politici locali non fiutano l’aria? perché non hanno mai espresso alcun parere sulla riconferma del CdA di Acer Parma?

Se il finanziamento del Ministero delle Infrastrutture concesso a Parma fosse un fondo erogato dalla Comunità Europea, questo ci verrebbe ritirato dall’Europa per incapacità di spesa. Per questo fatto diverse persone dovrebbero rispondere e lasciare ad altri il ruolo ricoperto.

LETTERA FIRMATA

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