Published On: Mer, Nov 6th, 2019

Napoli, avvocato contro dipendenti Equitalia: «Non cancellano ipoteche illegittime»

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E’ una battaglia a tutto campo quella tra l’avvocato Angelo Pisani e alcuni dipendenti di Equitalia – contestati dallo stesso presidente di Noiconsumatori.it sia in tribunale e prima ancora pubblicamente , a seguito di rifiuti e negati incontri , sui social per non aver avuto risposta alle sue richieste – per violazioni di legge e dinieghi ingiustificati in danno dei contribuenti vittime di ipoteche – nella loro qualità di responsabili dei procedimenti esattoriali immobiliari non rispondenti ai termini di legge.

Per la prima volta si mette in atto un procedimento legale nei confronti, non solo dell’ente Equitalia, ma in particolare proprio dei responsabili dei procedimenti esattoriali che non solo non rispettano le normative vigenti, ma a seguito di procedure illegittime negano comunque ogni diritto ed ascolto al contribuente spiega l’avvocato Pisani. Ad iniziare la battaglia prima in via stragiudiziale ,poi mediatica anche attaverso la sua pagina Facebook in risposta al silenzio ed arroganza del palazzo di equitàlia e poi , proprio l’avvocato Pisani a tutela di alcuni contribuenti napoletani che nonostante l’illegittimità delle procedure ipotecarie subite sulle loro case si sono visti addirittura negare la cancellazione dei gravami ipotecari nonostante la richiesta di sgravio in autotutela perché l’importo richiesto dalla Gestline e si parla dell’anno 2005 era inferiore al minimo per valore oggi di 20000 euro previsto dalla legge.

Tra l’altro, sottolinea il legale, nelle missive in autotutela inviate alla società di riscossione ed inspiegabilmente disattese ogni ipoteca ancora imposta in danno dei contribuenti riguardava cartelle esattoriali oramai estinte per maturata prescrizione e dunque inesistenti, oltre che procedure mai notificate come per legge ai contribuenti. Dopo attente verifiche , ha sottolineato l’avvocato e’ risultato che numerose ipoteche illegittime non sono state mai cancellate, neanche a richiesta delle malcapitate vittime innocenti e che tali ipoteche non erano state mai comunicate , quindi come per legge risultano tutte nulle e non è giusto imporle .
Nonostante molteplici irregolarità e disattenzioni in danno dei contribuenti al momento della richiesta di cancellazione in autotutela la risposta del sistema Equitalia e’ stata un no grande come una casa , con pretesti intollerabili da chi dovrebbe dare il buon esempio .

In sostanza, denuncia il Legale, il sistema EquiItalia ha opposto ai contribuenti che non era obbligatorio un preavviso di legge per le ipoteche e che non esiste alcun obbligo di cancellare le cartelle prescritte, ne ‘ di rispettare alcun limite di valore o di preavviso per ipotecare le case dei contribuenti invece oggi per legge di 20.000 € .Insomma uno schiaffo alla legge racconta su Facebook l’avvocato Pisani, che annuncia il prosieguo della battaglia in tribunale .
A questo punto non è rimasto che portare la questione avanti alle autorità e magistrati competenti per chiedere la punizione dei responsabili di questi inspiegabili atti e la necessità’ di giuste risposte alle richieste di tutela dei contribuenti sempre più vessati e maltrattati da impiegati insensibili ai loro diritti. Così per la prima volta da Napoli parte L’azione di responsabilità , non solo all’ente di riscossione , ma in particolare ai responsabili dei procedimenti e degli uffici procedure immobiliari che non rispettano i diritti la salute e la dignità dei contribuenti affinché anche un giudice valuti le condotte e le risposte illegittime alle richieste dei cittadini per fermare ogni violazione di legge e ristabilire un rapporto trasparente e rispettoso tra fisco e contribuenti .

«Ormai nessuno più si scandalizza ma io non ci sto – sottolinea l’avvocato Pisani – a veder soffrire tanta gente costretta a dover affrontare costose cause per difendere la propria casa e senza comprendersi il motivo, se non lo sfizio da parte di qualche dipendente Equitalia , a far fare cause per dare incarichi inutili ai propri legali in processi già persi e costosi anche per la stessa pubblica amministrazione facendo soffrire la vittima sacrificata per qualche altro anno alla pronuncia di un giudice».

www.ilmattino.it

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