Published On: Mer, Dic 18th, 2019

Tensione nel M5s dalle banche ai transfughi, in campo Grillo

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‘Non convinco nessuno a restare’. Scoppia il caso di Lannutti

“Nessuno è in grado di fare quello che fa Luigi, va sostenuto. Tempo al tempo si sistemeranno tutte le cose”. Lo ha detto Beppe Grillo nel corso dell’assemblea dei senatori dove il Fondatore M5S ha incontrato gli eletti. “Siete voi le vere sardine di questo paese: guardate come mi comprimete . Avete dei microfoni che odorano di aliti terribili. E siete anche poco puliti, nel senso che avete degli aliti pazzeschi … non posso stare in mezzo a voi così!”, ha detto Grillo ai cronisti che lo “assediavano” all’uscita dell’hotel Forum.

Ed è tensione in M5s sulla commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche, slitta la seduta prevista giovedì per l’elezione del presidente. Pressing dal Pd perché il senatore 5Stelle Elio Lannutti rinunci alla candidatura. ‘Non mi sfilo da un bel niente, nessuno mi ha chiesto un passo indietro’, dice Lannutti. Il nome del presidente ‘sarà frutto di un accordo di maggioranza’, precisano fonti del M5s.

Lo slittamento della riunione per la presidenza della commissione banche non rallenta il lavoro sotterraneo che, nella maggioranza si sta facendo per un piano B rispetto al senatore Elio Lannutti. Anche perché in questi ultimi giorni nel M5S è emersa in maniera piuttosto chiara la consapevolezza che su Lamnutti un accordo sulla maggioranza è impossibile. E allora ecco che, nei corridoi parlamentari filtrano già le alternative. Il secondo più votato dal M5S, dopo Lannutti, è il deputato Alvise Maniero. Ma in pole ci potrebbero essere anche altri profili. Due donne in particolare: la presidente della commissione Finanze della Camera Carla Ruocco e il Questore del Senato Laura Bottici. “Non c’è nessun nome effettivo”, spiegano i vertici pentastellati. Eppure, nei prossimi giorni ci potrebbero essere delle novità, con delle appendici. Perché nel caso l’accordo Pd-M5S-Iv cada su Ruocco si libererebbe un posto alla presidenza della commissione Finanze. Nel caso la spunti la Bottici, sarebbe il ruolo di Questore a Palazzo Madama a liberarsi. Caselle che potrebbero andare al Pd. E Italia Viva? Un’ipotesi che circola timidamente corridoi parlamentari e’che potrebbe spuntarla per la presidenza di una commissione d’inchiesta particolarmente sentita in Toscana, quella sui fatti di Forteto.

Lannutti ha incontrato Beppe Grillo a Roma: con lui Antonio Di Pietro. Al termine dell’incontro Lannutti ha confermato che non intende ritirare la sua candidatura alla presidenza della commissione.
“Io non ho mai voluto denunciare nessun collega, ma ora ho affidato la tutela del mio onore ad Antonio Di Pietro e ad Antonio Tanza, presidente dell’Adusbef”. Così Elio Lannutti rispondendo alle critiche di conflitto di interesse per il fatto che il figlio lavora per la Popolare di Bari. “Cosa significa che mio figlio lavora in banca? Dov’è il conflitto di interesse? Andate a vedere il conflitto di interesse di coloro che hanno fatto i crack e non di uno che lavora onestamente. Vi dovete vergognare! Di Pietro mi difenda anche da questo!”.
“Alla commissione banche io non mi volevo neppure candidare: me lo hanno chiesto, io facevo il tifo per Paragone! Ma poi, con le procedure del M5S, mi hanno scelto. Dunque io sono il candidato del M5S e confermo che non farò nessun passo indietro”. Poi Lannutti aggiunge: “chi spacca non sono io ma chi non voterà la mia persona”.

“Non si può dare la presidenza della Commissione banche a uno come Lannutti”, afferma il segretario del Pd Nicola Zingaretti parlando a Carta Bianca. “Bisogna prendere atto che si deve trovare un altro candidato, su questo non c’è discussione”, aggiunge.

“Dovrebbe essere Lannutti a ritirarsi dalla candidatura per la presidenza della commissione banche. Mi auguro che abbia la sensibilità di togliere la maggioranza da questo grande, gigantesco imbarazzo”. Lo scrive su twitter Alessia Morani (Pd), sottosegretaria allo Sviluppo economico.

“Elio Lannutti dice bene: il presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta non è un dittatore, ma si attiene alla maggioranza. E siccome sulla sua auto-candidatura la maggioranza non c’è, agisca di conseguenza”. Lo scrive Enrico Borghi, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera, in un commento sul suo profilo Twitter.

“Penso che Elio Lannutti sia la persona con gli skills maggiormente adeguati per quel ruolo quindi noi insisteremo con Elio Lannutti”. Lo afferma Daniele Pesco, presidente della commissione Bilancio del Senato a radio anch’io su radio Uno in merito all’ipotesi che il senatoreM5s Elio Lannutti possa ricoprire il ruolo di presidente della commissione d’inchiesta sulle banche.

“Io non mi sfilo da un bel niente. E nessuno mi ha chiesto un passo indietro. Di Maio nell’ultima assemblea, a mia precisa domanda, ha risposto: vai avanti”. Il senatore M5s Elio Lannutti, intervistato dalla Stampa, ribadisce di essere il candidato del Movimento alla presidenza della commissione d’inchiesta sulle banche. “Sono la memoria storica di tutti i crac bancari: dal 2001 al 2018 ce ne sono stati per 98 miliardi di euro e 1,6 milioni di risparmiatori”, dice Lannutti. In merito al sostegno di Matteo Salvini, “lo ringrazio perché credo che la nomina debba avvenire con il più ampio consenso possibile. Se Pd e Renzi non mi voteranno saranno loro a spaccare la maggioranza. Se ne assumeranno le responsabilità”. Su Bankitalia, Lannutti auspica il controllo da parte del Parlamento. “In altri Paesi, azionista della banca centrale è il pubblico, non le banche private. Saniamo l’anomalia”, esorta. Quanto al governatore Ignazio Visco, “voglio tranquillizzarlo. Non deve avere paura, se non ha nulla da nascondere”, dichiara Lannutti. “Se ci sono stati tutti questi fallimenti, qualche responsabilità ci sarà o no? Guardo all’attualità: la nomina di Antonio Blandini a commissario della Popolare di Bari. È lo stesso commissario della Banca Tercas il cui salvataggio fu imposto alla Pop.Bari. C’è un approccio un po’ troppo fideistisco su Bankitalia”.

Di Pietro, ho detto a Grillo che non condivido espulsioni – “Di Razzi e Scilipoti ce ne sono in tutti i partiti. Per me è deprecabile il comportamento delle persone che lasciano il partito ma altrettanto deprecabile è la pretesa che le persone che siedono in Parlamento debbano votare alzando la mano senza poter esprimere le loro opinioni”. Così Antonio Di Pietro al termine del colloquio con Beppe Grillo. “Ho apprezzato il comportamento di Paragone che ha espresso il suo parere restando nel gruppo. Non condivido chi lo critica né chi sostiene che chi vota in dissenso debba venire espulso. Io – continua – sono convinto che la libertà di voto espressa dalla Costituzione debba rimanere e che nella ricerca della classe dirigente vadano fatti meno errori, come ho fatto anche io. D’altra parte tutti i partiti fanno errori non solo il M5S”.

Grillo, le Sardine sono movimento igienico-sanitario  – Le Sardine “sono un movimento interessante, da tenere d’occhio. Non si facciano mettere il cappello da nessuno”. Così Beppe Grillo che aggiunge:”Sono un movimento igienico sanitario”. “Siete voi le vere sardine di questo paese: guardate come mi comprimete . Avete dei microfoni che odorano di aliti terribili . E siete anche poco puliti, nel senso che avete degli aliti pazzeschi … non posso stare in mezzo a voi così !”, ha detto Grillo ai cronisti che lo “assediano” all’uscita dell’hotel Forum.

fonte ansa

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