Published On: Mer, Feb 26th, 2020

AEROPORTO AGONIZZANTE: ANNI DI ERRORI POLITICI E DI PROSPETTIVA

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Gentile Direttore,
Il recente servizio di canale 5, “Striscia la Notizia”, ha ridicolizzato il nostro aeroporto “fantasma” e ci ha quasi considerati, in materia, come un Paese e una città del terzo mondo. Purtroppo un’amara verità. L’aeroporto di Parma, infatti è al di sotto del 36° posto tra gli aeroporti italiani per numero di passeggeri/anno. Per un confronto basta dare un’occhiata ai numeri dei principali scali vicini al nostro territorio: Bologna ha 8,4 milioni di passeggeri anno, Orio al Serio 12,4 Milioni. Nel 2005 (amministrazione Ubaldi) i passeggeri del Verdi erano 61.000, poi saliti rapidamente (amministrazione Vignali) a circa 300 mila nel 2008, quindi scesi stabilmente ben al di sotto quota 200.000 dal 2012 (amministrazione Pizzarotti). L’aeroporto di Parma negli anni passati aveva diversi voli quotidiani con Roma (che erano tutti pieni e che servivano non solo la provincia di Parma ma anche le provincie di Piacenza, Cremona, Mantova ecc.); Milano-Malpensa; Londra, due volte la settimana; Sardegna (Olbia, Cagliari e Alghero); Albania; Malta e Sicilia (Trapani). L’aeroporto oggi serve due voli settimanali: Chisinau (Moldavia) e Cagliari; pochi voli charter e voli privati. La società di gestione Sogeap chiude da anni il bilancio in passivo. Nel 2016 Sogeap aveva annunciato un piano industriale che prevedeva investimenti in una prima fase di 37 milioni di euro con interventi che prevedevano allungamento della pista, spostamento del terminal presso le Fiere, modifica della viabilità, collegamento ferroviario, hangar. Il piano aveva l’obiettivo di arrivare a un traffico Cargo (merci) di 34.000 tonnellate/anno e ad un aumento di passeggeri. La Regione Emilia Romagna si è impegnata per 12 Milioni di euro. Il Sindaco Pizzarotti ha dapprima annunciato un impegno di 5 Milioni di Euro, successivamente la Corte dei Conti si è pronunciata con una censura sull’utilizzo di fondi pubblici a favore di società a capitale privato in perdita, quindi il Comune ha annunciato un impegno di 2,5 Milioni di Euro, per la realizzazione della parte infrastrutturale (ritenute da Sogeap troppo marginali per il progetto principale). Allo stato attuale nulla è stato fatto. Un inciso la prima cosa che fece Vignali da sindaco fu quella di stanziare oltre 6 milioni di Euro di fondi comunali per un aumento di capitale della Sogeap. Conti alla mano, il fabbisogno complessivo per l’Aeroporto risulta pari a 37 Milioni per la realizzazione della prima fase del piano, oltre a 3,5 Milioni/anno per colmare il negativo di bilancio sino a un eventuale futuro pareggio di esercizio. Quindi occorrerebbero circa 49/50 Milioni di Euro. Sogeap ha lanciato dal 2016 un piano ambizioso ma al momento l’aeroporto continua in una situazione di declino e stasi, senza manifestare segni di risveglio In questi anni sono stati fatti una serie di errori:
Primo errore: la vendita da parte del Comune delle quote di Fiere di Parma (2016), decisa inizialmente per assecondare il Piano di accorpamento delle Fiere regionali sotto l’egida di Bologna (voluto dal Presidente Bonaccini). Peccato che le nostre Fiere siano in attivo e quelle di Bologna in passivo, ma sembrerebbe un dettaglio. Che bisogno c’era di liberarsi di Fiere, che garantisce un utile crescente e che si conferma l’asseto strategico più efficiente del sistema Parma? A chi giova questa operazione? Non certo al Comune di Parma. E ad oggi neppure all’agonizzante aeroporto il cui destino è appeso al filo di attesi quanto incerti finanziamenti.
Secondo errore: ritenere che i proventi della vendita di Fiere potessero confluire alla Sogeap (società di gestione dell’Aeroporto) poi frustrato, come detto, dalla Corte dei Conti.
Terzo errore: sottovalutare la questione del Piano di rischio aeroportuale, latente sin dal 2012, quando Ciclosi emanò una delibera che impegnava il Comune ad adeguarlo alle Norme Enac. Se il Comune avesse aggiornato il Piano, avrebbe potuto/dovuto misurarsi con la compatibilità urbanistica del centro Commerciale. Ma non lo ha fatto.
Quarto errore: il rilascio del Permesso di Costruire al Centro Commerciale senza preventivo aggiornamento del Piano rischio. A seguito di esposto delle associazioni ambientaliste, la Procura della Repubblica di Parma e, successivamente, il Tribunale del riesame hanno disposto il sequestro del cantiere motivando la decisione, per quanto si è letto, con “macroscopiche illegittimità” dei Permessi di costruire rilasciati dal Comune di Parma. E la Parma Urban District (società che detiene il Centro Commerciale in costruzione) potrebbe oggi accampare richieste di danni, avendo iniziato i lavori sulla base del PdC e intrapreso la vendita degli spazi commerciali, sulla stregua, immaginiamo, di un piano industriale che prevede tempi certi, consegne delle opere finite altrettanto certe e conseguenti penali. E’ probabile che le norme Enac vengano riviste a maglia più larga (è stato così in una simile situazione con l’aeroporto di Torino Caselle), ma il rischio aeroportuale rimane.
Luigi Derlindati

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