Published On: Mer, Feb 26th, 2020

Il risanamento dei conti del Comune di Pizzarotti? Millantato credito: al sindaco manca la capacità di analisi, per di più mente sui debiti trovati all’insediamento

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Caro Direttore, come ben saprà, all’indomani del discorso del sindaco Pizzarotti di fronte al Presidente della Repubblica nel giorno dell’inaugurazione di Parma Capitale della Cultura 2020, ho inviato ai quotidiani cittadini una lettera che, gentilmente pubblicata, ha avuto attenzione ed interesse e pure la richiesta di spiegare meglio come il sindaco abbia mentito affermando di aver trovato una città in fallimento e risanato con difficoltà i debiti.
Lo faccio con piacere perché vi sono ancora cittadini che credono alle magie del sindaco risanatore.
Come gli addetti ai lavori, ed anche molti, sanno che il Comune, come ente, avesse i bilanci a posto. Il debito riguardava le società partecipate, cioè le STU. Per chiarire quindi eventuali dubbi di persone che ancora credono al grande risanatore Pizzarotti, ripercorro brevemente la vicenda di queste società, fonte principale dell’indebitamento del Comune, ma con sempre un capitale netto positivo. Le STU (Società di Trasformazione Urbana) furono ideate da Romano Prodi come strumenti che aiutassero le civiche amministrazioni per riqualificare zone in stato di abbandono. Ubaldi, sindaco per realizzare e riqualificare importanti pezzi di città (Piani di Riqualificazione – PRU) aveva costituito queste STU; in alcuni casi anche miste pubblico/privato, come quella della stazione (oltre alla realizzazione della nuova stazione ferroviaria, infatti il PRU prevedeva la riqualificazione della zona a nord della stazione che era in uno stato di abbandono grave con realizzazione di residenziale, commerciale e alberghiero secondo il piano realizzato dall’archistar spagnola Bohigas) e quella del Pasubio (in questo caso il PR, sempre di Bohigas, prevedeva di riqualificare la prima zona industriale della città, tutta da risanare, realizzando un nuovo quartiere residenziale con aree verdi, parcheggi, percorsi ciclabili con standard di spazio pubblico come si usa in Spagna). La STU Authority, invece, si doveva occupare di riqualificare la zona di via Piacenza realizzando la nuova sede dell’EFSA, riqualificando la zona adiacente a nord, col ponte sulla Parma che collegava la stazione all’Efsa. Queste società sono entrate in forte difficoltà dopo la crisi del 2008 che, per la seconda volta in meno di 80 anni, gli americani hanno esportato nel mondo. Una crisi che ha colpito primariamente il settore immobiliare e l’edilizia in generale. Gli esempi di crack non mancano: CMC Ravenna, Unieco, Coopsette, Astaldi, Condotte, numerose banche in tutta Europa e addirittura stati come la Grecia. I piani di queste STU (in particolare Stazione e Pasubio), entrate in crisi nel 2008, non erano più attendibili. Si trattava infatti di piani industriali che richiedevano forti investimenti iniziali e flussi di cassa attesi alla fine, grazie alla commercializzazione del patrimonio immobiliare realizzato: si sono trovate in una situazione di massimo sviluppo progettuale e conseguente criticità finanziaria proprio con l’inizio dell’amministrazione Vignali che ha allontanato i tempi di realizzo e ha abbassato i valori del patrimonio realizzato. Questo era in sostanza il problema finanziario che aveva il “Sistema Comune di Parma”, mentre come abbiamo visto il Comune come ente aveva i conti in ordine. L’unico problema del Comune era il debito nei confronti dei fornitori che si era accumulato non per carenza di liquidità ma per i vincoli del patto di stabilità. Ecco infine come sono diminuiti o addirittura spariti i debiti delle STU: con il completamento del PRU stazione (grazie ai 71 milioni di fondi ex metro che Vignali ha recuperato) e cedendo all’impresa creditrice parte degli immobili edificati e aree fabbricabili, è sparito un debito di 155 milioni. Con la vendita della STU Pasubio (avviata dal commissario Ciclosi) sono spariti altri 38 milioni. Con il fallimento della SPIP sono spariti altri 100 milioni. E con il completamento dei cantieri relativi all’Authotity sono spariti altri 76 milioni. Così sono stati cancellati 360 milioni di debiti (senza che Pizzarotti abbia fatto nulla di suo). A questo poi si deve aggiungere che grazie al decreto sblocca Italia del governo Renzi (che ha permesso di derogare al patto di stabilità) sono stati pagati fornitori per oltre 50 milioni (con soldi che erano in cassa). Il sindaco Pizzarotti un risanatore? No, solo un abile esibizionista, millantatore di credito.

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