Published On: Mer, Feb 26th, 2020

LETTERA AL DIRETTORE – EGO SUM, LA SVEZIA E LE CASE POPOLARI: DUE STORIE, DUE PESI E DUE MISURE

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Signor Direttore,
errore, banale svista, ignoranza storica, tanti sfottò e poi le scuse del Sindaco e soccorso con assunzione di responsabilità da parte del Presidente del Consiglio Comunale dal nobile doppio cognome.
La grave svista sulla lapide commemorativa affissa sul portale di accesso alla sala consiliare del comune ha lasciato il segno. All’evidenza della scritta errata, immortalata da tantissimi scatti fotografici il giorno dell’inaugurazione, non si poteva rimediare lì per lì, purtroppo.
Meglio scuse pubbliche immediate, presentate con ironia, ma ingoiate con molta saliva da Federico Pizzarotti, Sindaco nell’anno 2020 con Parma Capitale della Cultura.
Il suo Ego lo ha portato ad inserire il suo unico nome in calce alla lapide commemorativa del 770° anno dalla battaglia dei parmigiani contro Federico di Svevia. Il suo nome sarà sempre visibile ai posteri e per chi si reca nelle stanze antistanti il Consiglio Comunale.
Mi ha ricordato molto il suo predecessore Elvio Ubaldi, il cui ego era simile, ma forse gestito con molta più personalità: lui era riuscito a far inserire il suo nome in rilievo ed in fusione di bronzo sulle campane del Palazzo del Governatore durante i lavori di restauro.
Entrambi mi fanno rimpiangere il Sindaco Stefano Lavagetto, uomo più sobrio e colto che non aveva nessun bisogno di mettere in evidenza il suo nome perché venisse ricordato e che, se si fosse presentato per qualsiasi altra lista anziché per la lista della sinistra storica, avrebbe comunque avuto molti successi politici.
Ma questa è acqua passata, quello che invece oggi resta sono le scuse immediate del nostro Sindaco Federico Pizzarotti per l’errore dell’incisione sulla lapide.
A dir il vero, di errori ce ne sono stati due e forse il più grave è quello di aver messo in calce “Sindaco Federico Pizzarotti”, anziché “il Consiglio Comunale”. L’intero Consiglio Comunale e molti parmigiani si sarebbero compiaciuti di questa eredità riproposta senza personali attribuzioni, invece forte si è imposto l’ego sum e la soddisfazione personale: sentimenti che si scontrano con la carica di Sindaco e non portano lontano.
Per rimediare all’errore sarà sufficiente quindi il rifacimento della lapide in fretta e furia con montaggio a uffici chiusi: sufficienti un paio di migliaia di euro.
Quello che invece non va giù è che le scuse immediate arrivano solo per rimediare ad un banale errore di cultura storica, mentre per questioni più rilevanti tutto tace.
La Gazzetta di Parma ha dedicato due articoli, uno in prima pagina e l’altro nella cronaca, quasi a pagina intera.
Per errori ben più gravi, che sicuramente costano ai parmigiani decine e decine di migliaia di euro, Sindaco, Assessori e opposizione politica non dicono nulla. Forse i problemi sono più complicati da comprendere che “Svezia” al posto di “Svevia”, ma il ruolo che queste persone ricoprono dovrebbe indurre lor signori a studiarsi le problematiche.
Ci si riferisce ai cantieri per la realizzazione di case popolari messi sotto sequestro dal Tribunale di Parma per evitare che l’illegittima assegnazione effettuata a favore di imprese “fortunate” si protraesse nel tempo.
La Gazzetta di Parma, non potendo sottrarsi alla pubblica notizia data dal Tribunale, aveva pubblicato la notizia con un breve articolo dal titolo non propriamente chiaro; rispetto all’errore sulla lapide calza a pennello il detto “due pesi e due misure”.
Dal Sindaco e dagli Assessori Comunali nessun commento che giustificasse a torto o a ragione le decisioni assunte per gli anomali affidamenti.
L’ironia del Sindaco in questo caso risulta più difficile, sarebbe mal sopportata dalle imprese coinvolte nello scandalo e dai parmigiani che, se si fosse trattato di un finanziamento europeo, si vedrebbero sottratta l’importante occasione per costruire due case per edilizia popolare, e ancor meno l’ironia sarebbe mal sopportata dalle famiglie bisognose che aspettano in lista di attesa l’assegnazione di una casa. Ci chiediamo, Sindaco, se quelle famiglie dovranno pazientare ancora a lungo.
Ma la città della cultura non possiede uffici legali e Appalti che abbia indicato al Sindaco chiedendo se fosse possibile affidare i lavori senza gara, oppure se si fosse scivolati su una buccia di banana affidando direttamente un cantiere all’Impresa Buia presidente di ANCE e l’altra metà a due Cooperative, una rossa e una bianca?
Noi, da parte nostra, queste domande al Sindaco le abbiamo proposte più volte, speriamo che le scuse sulla “Svezia” gli ricordino anche questi cittadini bisognosi in attesa di una casa.
(lettera firmata)

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