Riduzione delle concentrazioni di biossido di azoto anche del 50% in alcune città europee.

SI RIDUCE L’INQUINAMENTO IN EUROPA A SEGUITO DEL LOCKDOWN PER CORONAVIRUS – Come era già accaduto in Cina nelle prime fasi dell’emergenza, anche in Europa abbiamo la conferma di una riduzione dell’inquinamento in concomitanza con le restrizioni imposte per l’emergenza Coronavirus. Attenzione: riduzione NON eliminazione. Nello specifico si sono ridotte anche in modo significativo le concentrazioni di biossido di azoto, che sono una parte dell’inquinamento totale, ma comunque dannose per la nostra salute e in particolare proprio per le vie respiratorie. In generale gli ossidi di azoto (NOX) vengono prodotti da tutti i processi di combustione ad alta temperatura (tra i quali impianti di riscaldamento, motori dei veicoli, combustioni industriali), per ossidazione dell’azoto atmosferico e in misura minore per ossidazione dei composti dell’azoto contenuti nei combustibili. Anche gli allevamenti intensivi contribuiscono alle concentrazioni dei nitrati. Il biossido di azoto è un inquinante per lo più secondario, che si forma in atmosfera principalmente per ossidazione del monossido di azoto (la cui formula e NO).

I nuovi dati ricavati dalle rilevazioni satellitari del Copernicus-Sentinel-5P del progetto europeo Copernicus, evidenziano come alcune città europee hanno visto una riduzione degli ossidi di azoto anche del 45-50% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Più in dettaglio i ricercatori del Royal Netherlands Meteorological Institute (KNMI) hanno monitorato l’inquinamento atmosferico in Europa negli ultimi mesi usando i dati dello strumento Tropomi del satellite Copernicus Sentinel-5P. Le ultime immagini elaborate mostrano le concentrazioni di biossido di azoto dal 13 marzo al 13 aprile 2020 in Europa, che comparate con le concentrazioni medie dello stesso periodo dello scorso anno mostrano riduzioni anche palesi proprio in concomitanza con il lockdown imposto per l’emergenza Coronavirus.

In particolare si evidenzia una riduzione del 49% su Roma, 48% su Madrid, 47% su Milano, 54% a Parigi.

ANCHE LA VARIABILITA’ METEOROLOGICA CONTA – A tutte le percentuali di riduzione viene però applicato un tasso di incertezza del +/- 15%, indotto dal fatto che la variabilità delle condizioni meteorologiche locali incide in modo assai significativo sulle concentrazioni di biossido di azoto (in particolare pioggia e vento). Per tale motivo l’analisi è su base mensile, in quanto settimanalmente e ancor più giornalmente sarebbe assai difficile sviscerare il contributo meteorologico da altri fattori per la variabilità della concentrazione degli inquinanti (questo tanto più nel Nord Europa, dove la variabilità climatica è mediamente più elevata per il frequente passaggio di perturbazioni con venti spesso più intensi). I prossimi mesi saranno ancora più importanti per analizzare tutti i dati satellitari e, su una distanza temporale assai più lunga, poter effettuare estrapolazioni più accurate circa l’impatto meteorologico sull’inquinamento atmosferico.

fonte 3bmeteo

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