Published On: Mar, Gen 12th, 2021

La bozza del Recovery Plan inviata ai ministri

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Iv assicura “fiducia istituzionale”, ma aspetta di leggere le carte e Rosato: “Speriamo che contenuti corrispondano agli accordi’

È stata appena inviata a tutti i ministri, come da impegni assunti nel corso dell’ultimo incontro, la nuova bozza del Recovery Plan, rielaborata all’esito del confronto con le forze di maggioranza sulla base delle varie osservazioni critiche da queste formulate. Il Consiglio dei Ministri è pertanto fissato a martedì 12 gennaio alle ore 21.30. Lo si legge in una nota della presidenza del Consiglio.

Sale a 171 pagine la bozza di Recovery plan inviata ai ministri in vista dell’esame in Cdm. Il Piano nazionale di rilancio e resilienza, a quanto si legge nel testo, “si articola in 6 Missioni, che a loro volta raggruppano 16 Componenti funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del governo. Le Componenti si articolano in 47 Linee di intervento per progetti omogenei e coerenti. I singoli Progetti di investimento sono stati selezionati secondo criteri volti a concentrare gli interventi su quelli trasformativi, a maggiore impatto sull’economia e sul lavoro”.

Le risorse previste dal piano per il rilancio e la resilienza ammontano a 222 miliardi di cui 144,2 per nuovi interventi. Ma la cifra indicata in fondo alle tabelle delle risorse mobilitate arriva a quota 310 miliardi considerando anche la programmazione di bilancio per il quinquennio 2021-26. E’ quanto riporta una delle tabelle collegate al piano Recovery.

Il piano Nazionale di Ripresa e Resilienza messo a punto dal governo prevede per il settore sanitario quasi 20 miliardi di risorse mentre il primo capitolo rimane quello della rivoluzione verde e transizione ecologica con 68,9 miliardi. E’ quanto riporta la tabella di sintesi allegata al piano, con i sei macro capitoli di intervento. In particolare sono previsti 46,18 miliardi per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; 68,9 miliardi per la Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 28,46 miliardi per l’istruzione e la ricerca; 21,28 miliardi per l’inclusione e la coesione, 19,72 milairdi per la salute. In totale 222,9 miliardi.

Più fondi per istruzione e digitalizzazione, ma anche per l’agricoltura. Salgono le risorse appostate su due dei principali macro capitoli del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, anche rispetto alle indicazioni che erano state fornite giovedì scorso nel documento di confronto con i partiti. In particolare le risorse per il capitolo istruzione e ricerca salgono da 27,91 a 28,49 miliardi e quelle per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura da 45,86 a 46,18 miliardi.

IL DIBATTITO

Se non arrivano risposte alle proposte di Iv siete ancora pronte a dimettervi? “Assolutamente sì. E non è tutto risolvibile con il Recovery”. Lo dice Teresa Bellanova (Iv) a SkyTg24, ricordando i tavoli sul programma di governo che a novembre non si sono chiusi. E’ pronta a dimettersi per il Recovery o anche sul programma di governo? “Per entrambi, perché il Recovery significa più di 200 da impegnare non per operazioni come quelle della manovra, dove si sono fatte mancette. Dopodiché c’è il problema complessivo che è l’azione di governo fino a fine legislatura: il Cdm sta gestendo solo l’emergenza ma chi lo pensa il dopo?”

“Posso anche commettere errori, ma non dico falsità e bugie. Noi non abbiamo il documento – ha detto in seguito – e non l’hanno neanche gli altri: tutti hanno avanzato proposte”. E aggiunge che nessuna crisi si aprirà “prima di un passaggio in Cdm”: è una questione di “responsabilità istituzionale”.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto sapere che domani sera si terrà il Cdm sul Recovery. “Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan. Dobbiamo correre”, lo ha detto il premier Giuseppe Conte in una intervista al Tg3 nella quale ha parlato anche delle fibrillazioni nella maggioranza. “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini“, ha detto.

Domani in cdm arriva il recovery fund. Per la sanità si passa da 9 a 18 miliardi. É un primo passo molto importante nella direzione giusta. Si ricomincia ad investire sul serio sulla cosa più preziosa che abbiamo: il nostro Servizio Sanitario Nazionale”. Lo afferma il ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Fb.

“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere. Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo’”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.

In mattinata a Rtl 102.5: “Approviamo questo benedetto Recovery, che sono in larga parte prestiti e vanno spesi per creare posti di lavoro, per dare soldi alla sanità. Il 22 luglio ho detto spendiamo soldi, se qualcuno mi dice ‘facciamo veloci’ io dico ‘corri, presenti questo Recovery, e usiamolo ma in cose utili”.

“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire” ha aggiunto Renzi precisando che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.

“A me del cambio di Governo interessa zero. Il problema non è come si cambia il Governo, ma come si affronta questa pandemia. Io sono antipatico, non guardate me, ma guardiamo la sostanza. Noi abbiamo il maggior numero di morti, il peggior livello di pil e il paese che ha fatto le chiusure più toste, io dico non buttiamo via i soldi che abbiamo. Non ci frega nulla delle poltrone, ma non si buttino via i soldi che non torneranno mai più. O li spendiamo bene o spendeteli senza di noi. Io voglio avere la coscienza a posto”. “Il presidente della Repubblica ha detto cose che tutti noi condividiamo – ha aggiunto Renzi – . Suggerisco di non tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica, lui è un arbitro e non si mette a dire a un dirigente politico cosa deve fare. Nella sostanza, comunque, approviamo questo benedetto recovery”.

“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea. Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.

fonte ansa

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