Published On: Mer, Feb 24th, 2021

Congo, in Italia i feretri dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci

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Il padre del diplomatico: ‘Ci è crollato il mondo addosso’

L’aereo di Stato con a bordo i feretri dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi in Congo, è atterrato all’aeroporto militare di Ciampino a Roma. Ad attenderli, il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

Le autopsie sui corpi sono attese in mattinata al Policlinico Gemelli di Roma.

La vedova e le tre figlie di Luca Attanasio dovrebbero arrivare in Italia in giornata. Secondo quanto reso noto dal sindaco di Limbiate, Antonio Domenico Romeo.

Attanasio era sposato da alcuni anni con Zakia Seddiki e dal matrimonio era nata una bimba di quasi 4 anni e due gemelline di poco più di due anni e mezzo.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio terrà alle 9 nell’Aula della Camera e alle 10.45 nell’Aula del Senato un’informativa urgente sull’uccisione del ambasciatore italiano in Congo

I genitori e la sorella dell’ambasciatore sono partiti da Limbiate per Roma. I familiari, visibilmente provati, sono stati aiutati a caricare dei bagagli. Il suv è quindi ripartito scortato da un’auto dei carabinieri.

“In trenta secondi sono passati i ricordi di una vita, ci è crollato il mondo addosso. Sono cose ingiuste, che non devono accadere. Per noi la vita è finita”. Così Salvatore, il papà dell’ambasciatore Luca Attanasio, ha spiegato all’ANSA il momento in cui ha appreso della morte in un agguato del figlio.

Il Comune di Sonnino, in provincia di Latina vorrebbe intitolare la locale caserma dei carabinieri alla memoria di Vittorio Iacovacci. “Noi oltre ad indire il giorno di lutto cittadino in concomitanza con i funerali, vogliamo chiedere ai vertici dell’Arma di intitolare la caserma dei carabinieri di Sonnino a Vittorio Iacovacci”, ha detto all’ANSA il sindaco Luciano De Angelis.

I carabinieri del Ros, giunti in Congo su delega della Procura di Roma, acquisiranno i verbali delle testimonianze raccolte dagli inquirenti locali delle persone presenti sul luogo dell’agguato. Tra questi anche il racconto del funzionario italiano del Wfp, Rocco Leone, l’italiano superstite. Tra l’attività che i carabinieri del Ros svolgeranno in Congo c’è anche quella relativa alle armi utilizzate dai ranger intervenuti nel luogo dell’agguato all’ambasciatore Luca Attanasio e al carabiniere Vittorio Iacovacci. I Ros acquisiranno informazioni sulle armi in dotazione al corpo che si occupa di vigilare il Parco del Virunga. Secondo una ricostruzione, vi sarebbe stato uno scontro a fuoco tra i ranger e i rapitori ed è in questa fase che avrebbero perso la vita i due italiani.

Il capo di Stato congolese Félix Antoine Tshisekedi ha deciso di inviare oggi a Roma un “suo emissario per portare una lettera personale al presidente del Consiglio italiano” Mario Draghi. Lo scrive il sito Cas-Info sintetizzando un comunicato della presidenza della Repubblica democratica del Congo sull’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere carabiniere Vittorio Iacovacci. Il presidente congolese “ha reso visita” alla vedova dell’ambasciatore italiano.

Le salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci “hanno ricevuto gli omaggi delle autorità congolesi nel corso di una sobria cerimonia” senza accesso dei media. Lo riferisce il sito Infoplus pubblicando una foto delle due bare coperte da altrettante bandiere tricolori. A rendere l’omaggio, “stringendosi in raccoglimento”, sono stati “il governatore del Kivu Nord, Carly Nzanzu Kasivita, e il Consigliere principale del capo di Stato presso il collegio diplomatico Boshiri”. Le bare sono state esposte sotto un tendone nel settore militare della Monusco all’aeroporto internazionale di Goma, precisa Infoplus. “Dopo aver deposto due corone di fiori a nome del Capo di Stato congolese Felix Antoine Tshisekedi Tshilombo”, i due alti funzionari “hanno scambiato qualche parola con i delegati del governo italiano venuti per assicurare il rimpatrio dei loro compatrioti”, viene aggiunto. Un aereo cargo dell’aviazione italiana è atterrato a metà giornata a Goma con a bordo “una decina di ufficiali” e dovrebbe decollare oggi pomeriggio alla volta di Roma, scrive infine Infoplus.

LA DINAMICA 

Secondo un comunicato della presidenza congolese sono stati i rapitori a uccidere l’ambasciatore e il carabiniere, sparando loro a bruciapelo. “Allertate, le Ecoguardie e le Fardc”, le Forze armate congolesi, “si sono messe alle calcagna del nemico. A 500 metri, i rapitori hanno tirato da distanza ravvicinata sulla guardia del corpo, deceduta sul posto, e sull’ambasciatore, ferendolo all’addome”, si afferma nel comunicato riportato dal sito Cas-Info.

L’ambasciatore era arrivato a Goma già venerdì scorso, riferisce un comunicato della presidenza congolese. “L’ambasciatore è arrivato a Goma venerdì 19 febbraio 2021 alle 10:30 a bordo del jet della Monusco immatricolato 5Y/Sim. Alle 09:27 di lunedì 22 febbraio”, viene aggiunto, “un convoglio di due veicoli del Programma alimentare mondiale ‘Pam’ è partito da Goma alla volta del comune di di Kiwanja, in territorio di Rutshuru”.

E’ illeso il terzo italiano che ieri viaggiava assieme all’ambasciatore Luca Attanasio e al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci nel convoglio Onu attaccato in Congo. Rocco Leone, vice direttore del Pam nel Paese, secondo quanto si apprende, è stato portato in ospedale per controlli subito dopo l’agguato ma non ha riportato alcuna ferita. La moglie del cooperatore italiano dell’Onu superstite in Congo ha potuto parlare al telefono con il marito, che l’avrebbe rassicurata sulle sue condizioni. Le avrebbe detto di stare bene. Lo si apprende a Prato da amici dell’unico italiano sopravvissuto. Rocco Leone, direttore aggiunto del World Food Programme (Wfp), 56 anni, non risulta ferito nella sparatoria ma è ricoverato in un ospedale africano in stato di shock.

E le “Forze Democratiche per la liberazione del Ruanda” (Fdlr) hanno negato di essere responsabili per l’uccisione dell’ambasciatore, del carabiniere e dell’autista del Pam, secondo quanto riferisce il sito Actualite.cd citando una dichiarazione del gruppo ribelle che peraltro aveva già negato di aver compiuto un attacco che gli viene comunemente ascritto, quello nell’aprile scorso in cui morino 17 persone tra cui 12 rangers del parco nazionale Virunga.

Il presidente congolese Félix Antoine Tshisekedi “ha reso visita” alla vedova dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio ucciso ieri nella Repubblica democratica del Congo. Lo riferisce un tweet del sito congolese Infoplus pubblicando una foto. Pur con le mascherine si riconoscono, tutti in piedi, il capo di Stato e la première dame congolese, Denise, quest’ultima accanto alla consorte dell’ambasciatore ucciso, la signora Zakia.

 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio terrà domani alle 9 nell’aula della Camera un’informativa urgente sull’uccisione del ambasciatore Italiano in Congo.

L’AGGUATO

Un’imboscata in piena regola, probabilmente a scopo di sequestro, finita in tragedia. L’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista congolese, Mustapha Milambo, sono stati uccisi in un agguato mentre viaggiavano a bordo di un’auto dell’Onu in una regione della Repubblica democratica del Congo, il Nord Kivu, da anni teatro di violenti scontri tra decine di milizie che si contendono il controllo del territorio e delle sue risorse naturali. Il governo di Kinshasa punta il dito contro le Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), ribelli di etnia Hutu conosciuti per il genocidio in Ruanda del 1994, che hanno stabilito la loro roccaforte nell’area dell’agguato, mentre l’Italia chiede un rapporto dettagliato alle Nazioni Unite.

Il convoglio, composto da due vetture del Programma alimentare mondiale (Pam-Wfp), stava viaggiando verso nord, sulla strada tra Goma e Rutshuru, dove il diplomatico italiano avrebbe dovuto visitare un programma di distribuzione di cibo nelle scuole dell’agenzia dell’Onu, fresca di Nobel per la pace. Alle 10.15 (le 9.15 in Italia), le due auto vengono fermate a circa 15 km da Goma, nei pressi di Nyiaragongo, nel parco nazionale di Virunga, da un commando di 6 persone che apre il fuoco, prima sparando in aria, poi uccidendo l’autista.

Secondo le prime ricostruzioni riferite dal governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, gli assalitori portano il diplomatico e il carabiniere della scorta nella foresta. Scattato l’allarme, sul posto si precipita una pattuglia di ranger dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura che si trova nelle vicinanze, seguita da forze dell’esercito locale. Esplode un conflitto a fuoco nel quale gli aggressori uccidono Iacovacci. Anche Attanasio viene colpito dagli spari: di chi, ancora non è chiaro. Il corpo esangue dell’ambasciatore, ferito all’addome, viene caricato su un pick-up dai primi soccorritori, per poi essere trasferito all’ospedale di Goma.

Altre tre persone sarebbero state rapite, riferisce il ministero dell’Interno di Kinshasa, e si parla anche di alcuni feriti. Il governo congolese ha dichiarato che le autorità provinciali del Nord Kivu non erano a conoscenza della presenza dell’ambasciatore nell’area e che questo non ha permesso loro di fornirgli misure di sicurezza adeguate, né il loro tempestivo arrivo sul posto in “una parte del Paese considerata instabile e in balia di alcuni gruppi armati ribelli nazionali e stranieri”. Formatesi all’inizio degli anni 2000, le Fdlr sono accusate di diversi attentati nella zona, tra cui quello dell’aprile 2020 in cui morirono 17 persone tra cui 12 ranger dell’Iccn.

Il Pam ha tuttavia riferito che la strada era stata precedentemente controllata e dichiarata sicura per essere percorsa anche “senza scorte di sicurezza”. La Farnesina ha però chiesto all’Onu di fornire quanto prima un report dettagliato sull’attacco in un luogo dove Attanasio si era recato su invito del Pam.

In Italia la morte di Attanasio e Iacovacci è stata accolta con sgomento e dolore, dal presidente Sergio Mattarella che ha parlato di “lutto per questi servitori dello Stato” al premier Mario Draghi che ha espresso il cordoglio del governo ai familiari del diplomatico, che lascia una moglie e tre bimbe piccole, e del giovane carabiniere che avrebbe dovuto sposarsi in estate. La terribile notizia ha raggiunto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Bruxelles, dove si trovava per il Consiglio Esteri Ue e dove ha raccolto il cordoglio unanime dei colleghi e dei vertici europei. Rientrato immediatamente a Roma, il ministro ha ricevuto messaggi di solidarietà dall’intera comunità internazionale, dall’Onu fino al segretario di Stato Usa, Antony Blinken. E raccogliendo l’appello delle forze politiche, unanimi nel cordoglio e nella condanna dell’attacco, ha annunciato che riferirà “il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza” sulle circostanze dell’agguato ancora pieno di interrogativi e sul quale la procura di Roma ha aperto un’inchiesta.

Al telefono con la collega congolese, Marie Tumba Nzeza, il ministro ha chiesto “di fare luce sulle dinamiche e le responsabilità dell’attentato”, auspicando che le autorità di Kinshasa offrano “piena collaborazione nei contatti e negli scambi con la magistratura e le forze di sicurezza italiane”. Nel pomeriggio la stessa ministra ha reso visita alla vedova del diplomatico nella loro casa di Kinshasa, mentre i genitori di Attanasio restano chiusi nel loro dolore: “Lo abbiamo saputo dai media – hanno fatto sapere -, preferiamo non parlare”.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto l’esposizione a mezz’asta della bandiera italiana e della bandiera europea sugli edifici pubblici degli Organi Costituzionali e dei Ministeri, in segno di lutto per la tragica scomparsa dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Iacovacci.

fonte ansa

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