Published On: Mer, Feb 24th, 2021

Grande successo del libro-intervista di Sallustri – Magistratura: carriere, intrallazzi, colpi bassi. Un “Sistema” che si è imposto alla politica

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Nel gennaio scorso è uscito un libro, per tanti versi atteso e invocato, un libro che facesse piena luce su uno dei poteri dello Stato, che pian piano è diventato il potere egemone: La magistratura o potere giudiziario. Questo libro è stato recensito e ovviamente, da “il Giornale” e dalla “Verità”; nessun’altra testata vi ha dedicato un rigo, eppure è da settimane il libro più venduto in Italia! L’argomento oltre che interessare è sinonimo di volontà di conoscere quel che avviene nelle segrete stanze, spesso a danno dei cittadini o di determinate persone.
Il libro ha titolo “Il Sistema” e consiste in una lungo intervista del direttore de “il Giornale”, Alessandro Salustri a Luca Palamara, uno dei magistrati più potenti d’Italia, caduto in disgrazia nell’ottobre 2020 e radiato dall’ordine giudiziario. Luca Palamara è avviato ad una brillante carriera, iniziata con la presidenza dell’Associazione Nazionale Magistrati a 39 anni. A 45 viene eletto nel Coniglio Superiore della Magistratura e, alla guida della corrente di centro, Unità per la Costituzione, contribuisce a determinare le decisioni dell’organo di autogoverno dei giudici.
A fine maggio 2019, accusato di rapporti indebiti con imprenditori e politici e di aver lavorato illecitamente per orientare incarichi e nomine, diventa l’emblema del malcostume giudiziario dal cui ordine viene radiato.
Il libro svela, per bocca di Palamara, cosa sia “Il Sistema” che ha influenzato pesantemente la politica italiana.
Afferma il magistrato: “Tutti quelli, colleghi magistrati, importanti leader politici e uomini delle istituzioni molti dei quali tuttora al loro posto, che hanno partecipato con me a tessere questa tela erano pienamente consapevoli di ciò che stava accadendo”. “Il Sistema” è il potere della magistratura, che non può essere scalfito: tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze, o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia della nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato.
Un passo del libro è veramente illuminante: A pag. 93 alla domanda del Direttore Salustri (Eravate, siete stati, convinti di essere così potenti?) il Palamara risponde: “Le spiego una cosa fondamentale per capire cosa è successo in Italia negli ultimi venti anni. Un Procuratore della Repubblica in gamba, se ha nel suo ufficio un paio di aggiunti e di sostituti svegli, un ufficio di polizia giudiziaria che fa le indagini sul campo altrettanto bravo e ammanicato con i servizi segreti, e se questi signori hanno rapporti stretti con un paio di giornalisti di testate importanti e soprattutto con un giudice che deve decidere i processi, frequentandone magari l’abitazione… Ecco, se si crea una situazione del genere, quel gruppo e quella procura, mi creda, hanno più potere del Parlamento, del Premier e del governo intero. Soprattutto perché fanno parte di un “Sistema” che li ha messi lì e che per questo li lascia fare, oltre ovviamente a difenderli”.
Leggere cose del genere c’è da restare quasi increduli, eppure purtroppo è così. Cose che nessuno si aspetta come le interferenze del Presidente della Repubblica Napolitano, particolarmente interessato a colpire Silvio Berlusconi e a volere certe nomine. Ora vedere un Presidente che vuol far fuori il primo ministro, e ci riuscirà, non è cosa da Paese civile europeo ma da paese tipo il Congo degli anni sessanta.
Lunedì 15 febbraio nella trasmissione “Quarta Repubblica” condotta da Nicola Porro su Rete 4, erano presenti il direttore Sallustri, l’ex magistrato Nordio ed il concittadino ed ex assessore al Comune di Parma nella Giunta Vignali Bernini, che ebbe guai giudiziari dai quali uscì assolto dopo qualche processo; era accusato di contatti con la ‘ndrangheta nel processo Aemilia, mentre chi aveva avuto certi contatti, cioè esponenti del Pd, non erano stati toccati. In quel colloquio televisivo si parlò pure di questo caso e fu ricordato che a pag. 131 il Palamara diceva: “C’è di tutto, ma non c’è tutto. Penso, e sono solo a degli esempi, alla nomina del procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini, fortemente sostenuto dal Pd locale.
Questo magistrato, come ho scritto altre volte, è stato la fortuna i Parma. Infatti a dirigere la procura di Reggio aveva fatto richiesta il dottor D’Avino che aveva più titoli del Mescolini, ma “Il Sistema” ha atteso sino a che si liberasse la procura di Parma cui è stato assegnato il dottor D’avino, mentre il Mescolini ha approdato a Reggio. Perché è stata una fortuna? Perché finalmente dopo anni bui con procuratori non al di sopra delle parti ma con alcune sodali, (mi riferisco ai periodi in cui erano procuratori Panebianco e Laguardia) la nostra procura è ora guidata da persona seria, competente e indipendente. Scusate se è poco.
Su Mescolini, criticato pure per la pessima e partigiana gestione del caso Bibiano, pende la richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale. Ne discuterà il Csm il 24 prossimo. Tornando al libro del direttore Sallustri, è giusto sottolineare che per chi vuol seguire i fatti di casa nostra e cercare di capire il motivo di decisioni giudiziarie sibilline o controverse, ne “Il Sistena” ha una forte chiave di lettura. Già le indagini su Palomara che hanno portato alla sua radiazione, hanno scombinato l’ambiente dei magistrati, alcuni dei quali hanno cambiato posto, ma resta ancora molto da fare. Speriamo che la procura di Perugia vada sino in fondo e inizi a fare chiarezza in un ambiente ove, anziché pensare a rendere giustizia ai cittadini, si facevano intrallazzi e congiure da far impallidire quelli politici della prima repubblica.
Si comprende perché, senza gran pubblicità “Il Sistema” sia il libro più venduto. È veramente un libro che non può mancare in casa di chi ha a cuore la verità e la giustizia.

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