Gentile Direttore, sono Giovanni Massimo Agostino, Le scrivo, per raccontarLe, quello che ho potuto verificare nell’amministrazione di un condominio popolare di Parma dove il Comune di Parma ha quasi il 50% della proprietà e paga quasi il 50% delle spese, che competono alla proprietà.
Io sono un amministratore di condomini, cha aveva amministrato il condominio da giugno 1998 a novembre 2008. In questi 10 anni ho avuto modo di conoscere molto approfonditamente il condominio.
Mi permetto di fare una breve introduzione, per far comprendere meglio quello che Le scrivo. Nel 2007 mi si era rotto il disco fisso del pc, avevo portato il computer a sostituire il disco fisso e una volta tornato in studio ho telefonato alla ditta che aveva fatto il software per farmi riattivare la licenza del gestionale. Tutto questo quando ricevevo la brutta notizia che la ditta che aveva prodotto il gestionale era fallita.
Quindi anche se avevo fatto tutti i salvataggi, non avendo la possibilità di potere attivare la licenza, non potevo neanche utilizzare i salvataggi, per cui avevo perso 10 anni di dati di tutti i condomini che gestivo.
Quindi, non avendo potuto recuperare i dati che avevo salvato, mi aveva costretto a ricostruire tutta la contabilità di tutti i condomini. Le garantisco che questo mi aveva fatto passare molte giornate pesanti.
A causa di ciò, non riuscivo ad essere puntuale con le assemblee per l’approvazione dei bilanci consuntivi, per cui, in questo condominio, i condomini decisero di sostituirmi a fine novembre 2008, nominando un altro professionista.
Questo nuovo professionista mi comunicò a metà dicembre che era stato nominato nuovo amministratore. Avevamo concordato il passaggio dei documenti subito dopo l’Epifania, ma questo non avvenne per motivi specifici che successivamente le spiegherò.
Riuscì a consegnare i documenti del condominio nel maggio del 2009, ricordando al professionista che avevo anticipato dal mio c/c personale degli importi per conto del condominio, avendo pagato io alcuni fornitori.
Il nuovo professionista, convocò la sua prima assemblea nell’ottobre 2009, presentando i bilanci consuntivi dal 01/07/2005 al 30/062009.
Avendo avuto la possibilità di poter controllare i suoi bilanci consuntivi, notavo subito che aveva invertito i saldi finali del l’ultimo consuntivo approvato, come se fossero dei debiti, e questo faceva sballare la contabilità.
Ho pertanto telefonato al nuovo professionista per fargli notare l’errore, che poi durante il corso dell’assemblea è stato spiegato ai condomini. A quanto pare l’errore è stato corretto e sono stati inviati ai condomini i consuntivi giusti. A quel punto io sollecitavo il rimborso delle spese che avevo anticipato.
Il professionista mi rispondeva che non risultava nessun pagamento anticipato da me, tuttavia non diedi molto peso a quella risposta, mentre continuavo la mia attività con gli altri condomini.
Successivamente mi accorgevo che stavo perdendo molti condomini, senza particolari motivazioni: mi dicevano… solo per quello che si sente dire in giro.
Mentre nel 2011 i condomini pensarono di cambiare solo dopo due anni il nuovo professionista, nominando come amministratore il responsabile di Acer, per cui ho chiesto il saldo dei miei crediti al nuovo amministratore, il quale mi diceva che non aveva nessuna evidenza dei pagamenti che io avevo anticipato per il condominio.
A questo punto mi rivolgevo al mio legale per il recupero dei miei crediti. Dopo diversi solleciti da parte dell’Avvocato, Acer iniziava a pagarmi in diverse trance i miei crediti, tutti documentati.
A quel punto io ero curioso di capire perché mi avevano rimborsato in parte dei miei crediti, avendo avuto la possibilità di partecipare all’assemblea del dicembre 2013 dove si doveva approvare il bilancio consuntivo 2012/2013. A quel punto mi proponevo come amministratore.
L’assemblea lo deliberava e mi incaricava di fare la revisione dei conti dal 01/07/2005 al 31/12/2013.
Nel mese di gennaio 2014, mi venivano consegnati i documenti del condominio. Durante il controllo dei documenti ho trovato dei fogli in carta intestata dello studio che mi aveva succeduto con la spiegazione di come aveva fatto a far scomparire i soldi che io avevo anticipato per il condominio. Inoltre, tutti gli estratti conto del condominio dove ci sono moltissimi appunti.
La cosa particolare è questa, che faceva risultare ai condomini il conto corrente a debito di € 5.771,85, mentre invece era a credito di € 5.771,85. Tutto questo era scappato all’attento controllo del responsabile di Acer, il quale aveva approvato i bilanci consuntivi sbagliati senza neanche averli verificati.
Mentre proseguivo con le verifiche della contabilità, mi accorgevo che nel bilancio consuntivo 2010/2011, che avrebbe dovuto presentarlo il professionista che mi aveva succeduto, ma non era stato fatto. L’aveva presentato l’amministratore di Acer, e mi accorgevo che nell’elenco dei condomini c’erano anche due persone, una defunta nel 1999 e l’altra nel 2004.
La cosa ancora più strana è che quella morto nel 1999 aveva pagato tutte le rate del bilancio consuntivo 2010/2011 e poi aveva comunicato all’amministratore che lui il 4 aprile 2012 lasciò l’appartamento alla moglie e chiedeva che venissero divise le spese dal 01/07/2011 al
04/04/2012 a lui e dal 05/04/2012 al 30/06/2012 alla moglie, e questo era stato fatto.
Poi notavo che ad una signora che nessuno conosce gli era stata attribuita la proprietà di un appartamento che non aveva mai acquistato, e sempre nel bilancio 2010/2011 si era venduta l’appartamento a sé stessa, e anche qui venivano divise le spese con un proprietario che non è mai esistito.
Avendo verificato tutte le criticità contabili, presentai i in assemblea il 7 novembre del 2014 la relazione con tutti gli errori riscontrati.
All’assemblea era presente per mezzo delega il Direttore di Acer per il Comune di Parma e l’ex amministratore di Acer a rappresentare l’ente. I condomini approvarono la relazione dove avevo dimostravo tutti gli errori e mi avevano incaricato di rifare tutti i bilanci consuntivi dal
01/07/2005 al 31/12/2014.
Nel frattempo mi sono incontrato con una dirigente del Comune di Parma, al quale spiegavo tutto quello che io avevo riscontrato e successivamente ho fissato la data dell’assemblea condominiale per l’approvazione dei bilanci consuntivi corretti dal 01/07/2005 al 31/12/2014, ma casualmente, Acer, aveva convocato l’assemblea con l’odg:
revoca amministratore e nomina nuovo amministratore, lo stesso giorno in cui io avevo fissato quella ufficiale. Tutto questo a mia insaputa.
A quel punto un dipendente di Acer, alcuni giorni prima della data fissata per l’assemblea, telefonò a una condomina invitandola di farsi da portavoce con gli altri condomini di non partecipare all’assemblea ufficiale, ma di andare solo a quella convocata da Acer per revocarmi l’incarico.
Il 4 giugno 2015 solo due condomine andarono all’assemblea di Acer, mentre gli altri parteciparono a quella ufficiale, che però non raggiunse il numero legale.
Quello che non ci è mai stato spiegato è che il Sindaco Pizzarotti Federico aveva delegato un funzionario a partecipare all’assemblea indetta da Acer per revocarmi l’incarico, e così avvenne, motivando che non avevo presentato la relazione dei bilanci consuntivi sbagliati e che non avevo presentato i nuovi bilanci consuntivi, mentre io avevo fatto tutto.
Avendo voluto vedere le varie motivazioni e continuando a partecipare alle assemblee dell’amministratore che era stato nominato al mio posto, notavo che venivano sempre approvati i bilanci consuntivi sbagliati, trascinando gli errori precedenti e aggiungendone dei nuovi.
Dopo averlo segnalato più volte alle persone preposte del Comune di Parma e avendo ricevuto delle risposte dove ribadivano che erano solo dei miei dubbi infondati, sono riuscito a fissare un appuntamento presso la sala Romagnosi del Comune di Parma, dove erano presenti due dirigenti e un funzionario del Comune di Parma, io e due persone che mi avevano accompagnato.
Dopo una decina di minuti che si parlava, ad un certo punto, come un lampo a ciel sereno, il funzionario, rivolgendosi al dirigente con tono di voce molto alto, gli diceva: non puoi scaricare il barile su di me, non me lo pianti nel culo a me, perché la colpa è di tutti e siamo tutti coinvolti.

A quel punto la verità aveva trionfato. Si era rotto l’anello debole della catena. A fronte di tutto questo l’assessore del bilancio e delle partecipate, Ferretti Marco, mi comunicava, a mezzo e-mail il primo ottobre 2019, che aveva presentato un esposto alla procura della repubblica di Parma in merito alle mie segnalazione prodotte. Ragion per cui le mie segnalazioni erano fondate.

In fede, Giovanni Massimo Agostino. Prossimamente mi permetterò di aggiungere ulteriori dettagli.

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