Crisi Ucraina-Russia, la tensione resta altissima. Continuano gli sforzi diplomatici, ma dalla telefonata tra il presidente Usa Biden e il presidente russo Putin non è arrivata la svolta sperata.

11.52 – Gli osservatori britannici dell’Osce, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, vengono ritirati dall’Ucraina: ad annunciarlo è stato un portavoce del Foreign Office citato dalla Cnn. “In linea con le nostre responsabilità, abbiamo preso la decisione di ritirare i nostri osservatori distaccati presso la missione Smm dell’Osce. Prendiamo molto sul serio la sicurezza del nostro personale”, ha dichiarato il citato dall’emittente. La Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina (Smm) era stata dispiegata il 21 marzo 2014. “La Smm è una missione civile disarmata, presente sul campo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in tutte le regioni dell’Ucraina. I suoi compiti principali sono osservare e riferire in modo imparziale e obiettivo sulla situazione in Ucraina e facilitare il dialogo tra tutte le parti”, si legge sul sito dell’organizzazione.

11.41 – “La situazione, come tutti voi state sentendo, si sta deteriorando e sta per entrare in una fase molto pericolosa”. A dichiararlo è stato oggi il premier australiano Scott Morrison, dopo la decisione di sospendere temporaneamente le operazioni dell’ambasciata a Kiev. “Le azioni unilaterali della Russia per minacciare e bullizzare l’Ucraina sono qualcosa di completamente e assolutamente inaccettabile”, ha aggiunto, spiegando che le famiglie e membri dello staff dell’ambasciata a Kiev sono partiti qualche tempo fa e che i tre restanti membri del personale sono stati ora incaricati di trasferirsi a Leopoli. Il primo ministro ha anche fatto riferimento alla Cina, dicendo che il Paese rimane “agghiacciantemente silenzioso” sulle truppe russe accumulate vicino al confine con l’Ucraina nelle ultime settimane.

11.34 – “Nessuno dovrà sorprendersi qualora la Russia dovesse provocare un incidente che poi userà per giustificare l’azione militare che ha pianificato”. A dichiararlo, intervenendo dalle Hawaii è stato il segretario di stato americano Antony Blinken. “Il rischio di un’azione militare russa è abbastanza alto e la minaccia abbastanza imminente” da rendere l’ordine di lasciare l’Ucraina impartito alla maggior parte del personale diplomatico americano “la cosa prudente da fare”.

11.18 – Negli ultimi giorni non sono stati registrati “drastici cambiamenti” alla frontiera. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba mentre cresce a livello diplomatico la tensione tra Washington e Mosca, accusata di incrementare la propria presenza militare a ridosso del territorio ucraino. Senza cambiamenti sostanziali anche le attività nel ‘territori occupati’, ha aggiunto, parlando delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nell’est del paese. L’Ucraina, ha quindi proseguito, continua “a lavorare attivamente con gli alleati e dall’interno”, certa che la diplomazia sia l’unica via percorribile per risolvere la crisi. “L’Ucraina non è sola. La situazione è sotto controllo e il paese è preparato a qualunque tipo di scenario”, ha assicurato.

9.38 – “C’è una ventata di Conferenza di Monaco nell’aria”. E’ l’analogia indicata dal ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, il quale parlando della crisi Ucraina, in un’intervista al Sunday Times, fa riferimento alla Conferenza di Monaco nel settembre del 1938, che si concluse con l’annessione alla Germania della regione dei Sudeti ma non riuscì a impedire lo scoppio della seconda guerra mondiale. Per Wallace, un attacco rimane “altamente possibile” e potrebbe accadere “in qualsiasi momento”.

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