L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha pubblicato lo scorso 2 marzo i dati relativi al lavoro in Italia, dettagliando il numero di occupati e disoccupati per il mese di gennaio 2023.

Rispetto ai mesi precedenti, il trend ha continuato a essere positivo e sembra ormai iniziata la ripresa post-pandemica sotto questo aspetto.

In più, il fenomeno dei Neet continua ad arretrare e testimonia una prima speranza ritrovata per il proprio futuro personale e professionale.

Il lavoro in Italia a gennaio 2023 aveva già occupato più di 23 milioni di persone, secondo il rapporto dell’ISTAT.

Rispetto a gennaio 2022, la crescita ha interessato i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e gli autonomi. In confronto a dodici mesi fa, ora risultano occupate 459 mila persone in più con questo tipo di inquadramento.

All’aumento del numero di contratti a tempo indeterminato è corrisposta una diminuzione di quelli a termine nello stesso periodo. I lavoratori assunti in questo modo sono circa 50 mila in meno rispetto a un anno prima. In altre parole, adesso la preferenza per le nuove assunzioni va a contratti di lavoro più stabili.

L’ISTAT ha evidenziato come la crescita dell’occupazione sia positiva anche perché ha interessato la popolazione in maniera omogenea. L’aumento ha coinvolto sia lavoratori uomini che lavoratrici donne. Il dato è positivo trasversalmente in tutte le classi d’età.

Il mese di gennaio 2023 ha confermato una tendenza al rialzo già iniziata negli ultimi mesi dello scorso anno. A partire da settembre 2022 ogni mese aveva fatto registrare un dato positivo rispetto alla rilevazione precedente. Si tratta dunque di un fenomeno niente affatto passeggero: è possibile attendersi che questo trend abbia un respiro più ampio.

I dati sul lavoro in Italia diffusi dall’ISTAT mostrano un incremento del tasso di disoccupazione. A gennaio 2023 è arrivato al 7,9% sul totale, con un picco del 22,9% per la fascia più giovane.

Il fatto che aumenti anche il numero dei disoccupati è in questo caso una notizia positiva. Se – come in questo caso – c’è una crescita sia degli occupati che dei disoccupati, significa che si sta riducendo il fenomeno dei Neet e in generale delle persone inattive.

Sono definiti come Neet le persone che non studiano, non lavorano e non frequentano percorsi formativi. “Neet” è l’acronimo inglese di Neither in Employment or in Education or Training.

I dati ISTAT confermano la buona notizia: il numero degli inattivi si è ridotto del 3,7%, certificando un primo successo degli sforzi per contrastare questo fenomeno. Si tratta di 478 mila persone in meno rispetto a gennaio 2022. Quasi mezzo milione di persone si è messa alla ricerca di un lavoro oppure ha deciso di proseguire gli studi.

Da questo dato si può intravedere il ritorno di una speranza per il futuro. Le persone più rassegnate erano rimaste finora inattive. Ora invece cominciano a credere nuovamente nella possibilità di un inserimento lavorativo oppure nell’opportunità di riprendere un percorso scolastico o universitario.

(Fonte: Buonenotizie.it)

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