La tregua è già finita. Dopo il calo degli ultimi mesi, le bollette energetiche torneranno a salire. Tutta colpa dei prezzi di elettricità e gas, previsto in ripresa da qui a fin anno.

Per l’elettricità, famiglie e piccole imprese saranno destinate a spendere il 10 per cento in più nel terzo trimestre dell’anno rispetto alla tariffe del trimestre in corso, mentre i rincari saliranno del 25% nel periodo che va da ottobre a dicembre, sempre rispetto al trimestre in corso. Detto in altre termini, non bisogna fare l’errore di sommare gli aumenti.

Stessa dinamica, ma più contenuta, per il gas naturale: “Le quotazioni dei mercati all’ingrosso del gas naturale per i prossimi mesi hanno di recente mostrato una volatilità crescente” e sono previsti al rialzo “per il terzo e quarto trimestre in rialzo, rispettivamente del 5% e del 15% rispetto alle quotazioni per il secondo trimestre”.

E’ quanto si legge nella memoria depositata dalla Arera (Authority per energia, reti e ambiente) nelle commissioni Finanze e Affari sociali in occasione dell’audizione del presidente, Stefano Besseghini, sul decreto Bollette.

Anche se la relazione è indirizzata, di fatto, al Parlamento, nella memoria, i vertici dell’Authority segnalano alcuni “alert” al governo guidato da Giorgia Meloni sul provvedimento annunciato dal governo per il prossimo inverno. In particolare, sulla norma con la quale prevedono aiuti alle famiglie nel caso in cui il prezzo medio mensile del gas all’ingrosso dovesse superare i 45 euro al megawattora. Un intervento che potrebbe riguardare oltre 18 milioni di utenze (pari a 23,5 milioni di clienti domestici residenti meno circa 5 milioni di titolari di bonus sociale)”.

Viene infine fatto rilevare nella relazione che “l’orizzonte della misura limitato al solo trimestre ottobre-dicembre 2023 presenta criticità sotto il profilo sia della protezione dei consumatori nell’intero periodo invernale 2023/24, dato che eventuali prezzi elevati del gas nei mesi tra gennaio e marzo 2024 non darebbero luogo al contributo previsto, sia per il rapporto benefici/costi dell’implementazione della misura che richiede importanti aggiustamenti dei sistemi informativi dei venditori”.

(Fonte: Repubblica.it)

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