Il governo presieduto da Giorgia Meloni sta affrontando un momento cruciale per la politica energetica italiana con l’attuazione del Decreto Bollette 2026. Proprio in queste ore, il provvedimento è al centro del dibattito a causa dei nuovi aggiornamenti tariffari previsti per il secondo trimestre dell’anno.
Approvato inizialmente a metà febbraio, il decreto è stato presentato dalla Premier come una misura da 5 miliardi di euro volta a ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese.
È previsto un contributo straordinario di circa 115 euro per i nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità economica.
Il testo include crediti d’imposta e sconti per le aziende energivore per preservare la competitività del sistema produttivo. Per accelerare l’iter e garantire l’operatività delle misure, il governo ha recentemente posto la fiducia sul decreto.
Nonostante gli interventi governativi, l’Autorità per l’Energia (ARERA) ha confermato che dal 1° aprile 2026 circa tre milioni di clienti vulnerabili subiranno un aumento dell’8,1% sulle tariffe dell’elettricità.
Questo incremento è dovuto principalmente alle fluttuazioni dei mercati all’ingrosso e alla fine di alcune tutele emergenziali. Le associazioni dei consumatori hanno espresso preoccupazione, definendo lo scenario una possibile “Caporetto” per i bilanci familiari, con un aggravio stimato di circa 45 euro annui a famiglia.
Giorgia Meloni sta lavorando parallelamente a Bruxelles per ottenere il via libera definitivo su alcune norme tecniche del decreto, in particolare quelle relative allo scorporo dei costi ETS dal prezzo delle energie rinnovabili.
L’obiettivo dichiarato è una riforma strutturale che renda i prezzi dell’energia in Italia meno dipendenti dalle oscillazioni del gas e dalle tassazioni europee sulle emissioni.







