Parma, città d’arte e di raffinata cultura, si trova oggi a fronteggiare una sfida crescente che ne deturpa il volto storico e monumentale: il fenomeno delle scritte vandaliche. Non si parla di street art, ma di veri e propri atti di inciviltà che colpiscono indiscriminatamente muri, saracinesche e perfino monumenti iconici del centro.
Le recenti cronache riportano episodi preoccupanti, come l’apparizione di svastiche e scritte antisemite nel greto del torrente Parma. Anche il sottopasso del ponte Romano, recentemente riqualificato, è stato nuovamente deturpato in poche ore da graffiti privi di valenza artistica.
Questo degrado non risparmia le zone più sensibili: dalle scritte No Vax nel quartiere Montanara agli attacchi alla sede della Cgil, il vandalismo grafico sembra essere diventato un mezzo improprio di espressione politica e ideologica.
Il Comune di Parma, guidato dalla necessità di preservare il decoro urbano, ha recentemente intensificato le contromisure. A partire da marzo 2026, è stato attivato un piano strutturato in collaborazione con Iren Ambiente per potenziare la pulizia e il lavaggio delle superfici imbrattate.
Inoltre, una nuova ordinanza comunale emessa a febbraio 2026 prevede sanzioni più severe, con multe che possono arrivare fino a 450 euro per chi viene colto a deturpare gli spazi pubblici.
Oltre al danno estetico, il vandalismo comporta un onere economico significativo per la collettività. Già in passato l’amministrazione lamentava spese per decine di migliaia di euro destinate esclusivamente alla rimozione di scarabocchi.
Per contrastare questa piaga, il Comune invita i cittadini a segnalare tempestivamente nuovi atti vandalici attraverso strumenti come l’app Comuni-chiamo.
La sfida resta aperta: mentre le squadre di pulizia si adoperano per restituire decoro alle vie della “Piccola Parigi”, la lotta contro l’inciviltà richiede un cambio di rotta culturale per impedire che la bellezza di Parma soccomba sotto strati di vernice spray.







