La desertificazione è una delle emergenze ambientali più critiche, un fenomeno che trasforma le terre un tempo fertili in aree aride a causa di cambiamenti climatici e attività umane.

Oggi circa il 40% delle terre emerse è considerato degradato, una condizione che minaccia la sicurezza alimentare e la stabilità economica globale.

Ogni anno degradano circa un milione di chilometri quadrati di terra sana. Ogni secondo, scompare una superficie di terreno fertile equivalente a quattro campi da calcio.

Il degrado del suolo e la siccità costano all’economia globale circa 878-880 miliardi di dollari all’anno. Il 2024 è stato confermato come il primo anno in cui le temperature globali hanno superato la soglia critica di +1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali, accelerando l’evaporazione e inaridendo i suoli.

L’Italia è tra i paesi europei più vulnerabili, con una situazione che si è aggravata drasticamente negli ultimi anni:

  • Aree a Rischio: oltre il 28% del territorio nazionale è a rischio di degrado e desertificazione.

  • Regioni Critiche: le percentuali più alte di territorio a rischio si registrano in Molise (58%), Puglia (57%) e Basilicata (55%). La Sicilia è attualmente una delle zone più colpite da severità idrica.

  • Risorse Idriche: nel 2025, la disponibilità di acqua rinnovabile in Italia è diminuita del 19% rispetto all’anno precedente, confermando un trend negativo che dura dal 1951.

La comunità internazionale si è posta l’obiettivo ambizioso di ripristinare 1,5 miliardi di ettari di terra degradata entro il 2030.

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