Il Ministero della Difesa russo ha recentemente intensificato la pressione diplomatica e militare pubblicando una lista dettagliata di aziende straniere accusate di produrre droni d’attacco o componenti critici per le forze armate ucraine.

Mosca ha descritto queste strutture come “obiettivi potenziali” per le proprie forze armate, scatenando forti reazioni nelle capitali europee.

Il Cremlino ha suddiviso le entità coinvolte in due categorie principali:

  • Filiali di aziende ucraine in Europa – Una lista di 11 imprese con sedi dichiarate in città come Londra, Monaco, Riga, Vilnius e Praga.

  • Aziende straniere produttrici di componenti – Un elenco di 10 società situate in Italia, Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Israele e Turchia.

Le minacce di Mosca sono state accompagnate da dichiarazioni incendiarie di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, il quale ha avvertito che tali strutture sono ora da considerarsi “bersagli militari”.

La Commissione Europea ha minimizzato le accuse, definendo i commenti russi privi di dignità e ribadendo il pieno sostegno alla difesa dell’Ucraina.

Tuttavia, analisti internazionali notano che la pubblicazione di indirizzi specifici — sebbene alcuni siano risultati essere semplici edifici residenziali — rappresenta un passo deliberato verso l’escalation della guerra ibrida sul suolo europeo.

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