In un contesto di forte tensione politica internazionale, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato una serie di duri attacchi contro la gestione della politica estera del Governo Meloni, definendola “disastrosa” e orientata esclusivamente alla “gloria personale” della Premier.
Conte ha sollecitato un cambio di rotta drastico nei rapporti con Washington. Ha chiesto al governo di rinegoziare i contratti sottoscritti con l’amministrazione Trump riguardanti l’acquisto di armi e di gas americano, giudicato troppo costoso.
Secondo Conte, Meloni si troverebbe in una posizione di “genuflessione” verso gli Stati Uniti, trascurando le emergenze che colpiscono famiglie e imprese italiane sommerse dal caro energia.
Conte ha più volte ribadito che l’Italia ha perso credibilità internazionale a causa di quella che definisce una “Realpolitik” fallimentare. Ha criticato l’allineamento del governo ai nuovi tagli previsti dal Patto di Stabilità, chiedendo invece un ritorno in Europa per difendere gli investimenti necessari al Paese.
Ha inoltre ironizzato sulla posizione della Premier rispetto a Donald Trump, affermando che Meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua linea diplomatica di fronte alle recenti critiche e attacchi ricevuti.
Sul fronte dei conflitti globali, il leader di M5S mantiene una posizione di netta contrapposizione. Conte ha definito “una vergogna nazionale” il silenzio del governo sulle azioni di Netanyahu a Gaza, chiedendo misure concrete come l’embargo sulle armi e sanzioni economiche. Ha denunciato il sostegno italiano alla strategia di “escalation militare” con la Russia, opponendosi all’invio di ulteriori fondi per armamenti a scapito di servizi essenziali come la sanità pubblica.
In merito alle tensioni nel Golfo, ha dichiarato che qualsiasi intervento italiano dovrebbe avvenire esclusivamente sotto mandato ONU, criticando le “giravolte” della Premier sulla sicurezza marittima.
Conte ha concluso i suoi interventi esortando il Governo a smettere di rincorrere obiettivi ideologici e a preoccuparsi della “vera sicurezza” degli italiani, che passa per la fine dei conflitti e la tutela del potere d’acquisto.







