La prevenzione non è solo una buona abitudine, ma il pilastro fondamentale della salute pubblica. Secondo i dati più recenti del National Cancer Institute, circa l’80% delle vite salvate da patologie gravi è merito dell’azione combinata di stili di vita sani e diagnosi precoce tramite screening.

Per comprendere come proteggersi, è utile distinguere i tre livelli di intervento medico.

Prevenzione Primaria – Mira a impedire l’insorgenza della malattia agendo sui fattori di rischio. Include l’adozione di una dieta equilibrata, l’attività fisica, le vaccinazioni e l’astensione dal fumo.

Prevenzione Secondaria (Screening) – Si concentra sulla diagnosi precoce in persone asintomatiche. Identificare una lesione o un tumore nelle fasi iniziali permette di intervenire con cure meno invasive e aumenta drasticamente le probabilità di guarigione.

Prevenzione Terziaria – Riguarda la gestione della malattia già diagnosticata per prevenire complicanze, disabilità o recidive.

In Italia, il Sistema Sanitario offre percorsi di screening organizzati e gratuiti per le fasce di popolazione ritenute più a rischio.

Tumore della Mammella – Rivolto generalmente alle donne tra i 50 e i 69 anni (con estensioni fino ai 74 in alcune regioni), prevede una mammografia ogni 2 anni.

Tumore del Colon-Retto – Rivolto a uomini e donne tra i 50 e i 74 anni, consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni.

Screening Neonatali – Obbligatori per tutti i nuovi nati, permettono la diagnosi precoce di malattie congenite e metaboliche.

Aderire agli inviti della propria ASL/ATS non è solo un atto di responsabilità individuale, ma un modo per accedere a protocolli di alta qualità certificati. Studi recenti stimano che nel 2025 in Italia verranno diagnosticate 390.000 nuove neoplasie; tuttavia, la mortalità è in calo grazie alla diffusione della diagnosi precoce.

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