Il caso politico che coinvolge il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la giornalista e scrittrice Claudia Conte è esploso ultimamente, scuotendo la maggioranza di governo e sollevando interrogativi su possibili conflitti di interesse.
Il caso è nato in seguito a un’intervista rilasciata da Claudia Conte, nella quale la giornalista ha ammesso apertamente di avere una relazione sentimentale con il titolare del Viminale, dichiarando: “Sì, non posso negarla”.
La notizia ha subito richiamato alla memoria collettiva il precedente caso Sangiuliano-Boccia, portando la Premier Giorgia Meloni a convocare d’urgenza il ministro per chiarimenti.
Al di là della sfera privata, il fulcro della polemica riguarda alcuni incarichi professionali ottenuti da Claudia Conte:
- Consulenza parlamentare: il 12 febbraio 2026 la giornalista è stata nominata consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e degrado delle città.
- Presenza istituzionale: è stata segnalata la sua partecipazione a numerosi eventi ufficiali e “talk” legati alle forze dell’ordine e al Ministero dell’Interno.
Piantedosi ha rassicurato la Presidente del Consiglio affermando che si tratta di una vicenda puramente personale e che il suo ruolo non ha avuto alcuna influenza sulle nomine della Conte.
Il caso ha tuttavia innescato un forte scontro politico. PD, M5S e AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) hanno chiesto formalmente chiarimenti in Aula, ipotizzando un uso improprio delle istituzioni e arrivando a chiederne le dimissioni. Elly Schlein ha parlato di “ennesimo scandalo”.
Internamente alla maggioranza, la Lega ha mantenuto una posizione critica. Fonti del partito hanno lasciato trapelare che, in caso di rimpasto dovuto a questa vicenda, il leader Matteo Salvini sarebbe pronto a tornare al Viminale.








