L’esame di Stato cambia volto e riprende ufficialmente il suo nome storico: dal corrente anno scolastico debutta la Nuova Maturità. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha introdotto una riforma profonda, definita dal decreto legge 127 del 2025, che trasforma la struttura del colloquio orale e rimette al centro la valutazione globale dello studente.

Un ritorno al passato nel nome, ma una spinta decisa verso il futuro nella sostanza. Per gli oltre 500 mila studenti italiani la Maturità 2026 si presenta con regole del tutto inedite. L’obiettivo dichiarato dal ministro Giuseppe Valditara è superare la dimensione puramente “burocratica” del vecchio Esame di Stato per certificare, oltre alle competenze tecniche, la reale maturazione personale e critica del candidato.
La prima novità logistica riguarda i giorni della settimana in cui si svolgeranno gli scritti. Per la prima volta dopo molti anni, la Maturità non inizierà di mercoledì, bensì di giovedì:
- Giovedì 18 giugno 2026 (ore 8:30): Prima prova scritta nazionale (Italiano).
- Venerdì 19 giugno 2026 (ore 8:30): Seconda prova scritta nazionale (specifica per ogni indirizzo di studio).
La struttura degli scritti rimane sostanzialmente invariata. Per il tema di Italiano i maturandi potranno scegliere tra 7 tracce ministeriali divise in 3 tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità.
Il vero e proprio terremoto della riforma 2026 si concentra sulla prova orale, completamente ridisegnata rispetto al passato
Addio alle buste e ai materiali “astrusi”
Viene definitivamente eliminato il documento o spunto iniziale (immagini, brevi testi, tabelle) fornito dalla commissione negli anni passati per far partire i collegamenti multidisciplinari, spesso giudicati forzati o astratti dagli stessi studenti.

Blindato su sole 4 materie
Il nuovo colloquio si concentra esclusivamente su quattro discipline specifiche stabilite e comunicate dal Ministero. La commissione interrogherà solo ed esclusivamente su queste materie d’esame, rendendo la prova più definita e approfondita. Per i licei e i principali istituti tecnici, il quadro ministeriale fissa materie precise (come Storia e Matematica al Classico, o Storia e Scienze Naturali allo Scientifico). Negli Istituti Professionali del nuovo ordinamento viene invece data autonomia alle singole scuole per la scelta delle due discipline interne.
Obbligo di risposta: la scena muta è bocciatura
La normativa stabilisce un paletto rigidissimo per l’orale. Il colloquio è a tutti gli effetti obbligatorio per il superamento dell’esame: fare scena muta o rifiutarsi di sostenere l’orale comporterà la non idoneità immediata, a prescindere dai voti eccellenti accumulati negli scritti o nel credito scolastico.
Valutazione a 360° e Diploma Digitale
La filosofia della nuova Maturità punta a pesare lo sviluppo complessivo dell’individuo. I commissari (la cui commissione d’esame nel 2026 risulta ridotta a un totale di 5 membri) prenderanno fortemente in esame il Curriculum dello studente.
Oltre al profitto nelle materie d’esame, la valutazione finale terrà conto di:
- Esperienze di scuola-lavoro (PCTO).
- Competenze digitali e percorso svolto nell’ambito dell’Educazione Civica.
- Attività extrascolastiche meritevoli, come impegni culturali, sportivi o sociali che dimostrino la responsabilità e l’autonomia del candidato.
Nota sul voto in condotta – Chi viene ammesso all’esame con il minimo in condotta (6/10) ha l’obbligo di presentare e discutere durante l’orale un testo critico specifico di Educazione Civica.
Un’ultima novità, prettamente tecnologica, chiuderà il percorso: i diplomati del 2026 saranno i primi a ricevere ufficialmente, insieme alla versione cartacea tradizionale, il proprio diploma in formato digitale direttamente nel proprio portfolio ministeriale.





