Una giornata di inizio estate si è trasformata in dramma a Pontetaro, in provincia di Parma. Nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 27 maggio, un giovane di soli 21 anni ha perso la vita dopo essersi tuffato nelle acque del fiume Taro senza più riemergere.
L’allarme è scattato intorno alle 15:00, quando gli amici o i presenti hanno visto il ragazzo scomparire improvvisamente tra i flutti del fiume. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità, il ventunenne, dopo essersi tuffato in acqua, è stato rapidamente sopraffatto dalle forti correnti, che lo avrebbero trascinato verso valle in direzione dell’impianto idroelettrico della zona.
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Sul posto sono intervenuti d’urgenza prima i vigili del Fuoco con il supporto fondamentale dei sommozzatori e poi i soccorritori del 118.
Le ricerche sono andate avanti in modo serrato per un paio d’ore. Purtroppo, nel tardo pomeriggio, i sommozzatori hanno individuato e recuperato il corpo senza vita del giovane. Ogni tentativo di rianimazione da parte del personale sanitario è risultato vano.
La tragedia riaccende i riflettori sulla pericolosità delle acque interne. Il fiume Taro, pur apparendo calmo o con un basso livello d’acqua in superficie, nasconde spesso insidie letali come improvvisi dislivelli del fondale, mulinelli e correnti sotterranee estremamente forti, capaci di trascinare a fondo anche i nuotatori più esperti.




