La correlazione tra Irene Pivetti e le inchieste sulla sinistra nasce da un dibattito politico ed editoriale basato sulla tesi dei “due pesi e due misure” della magistratura. Questa linea critica mette a confronto l’avanzamento dei procedimenti giudiziari contro l’ex presidente della Camera con l’esito di indagini simili legate a esponenti della sinistra, considerate finite in un “vicolo cieco” o archiviate.

Il caso giudiziario di Irene Pivetti
Il focus mediatico su Irene Pivetti riguarda i risvolti dei suoi procedimenti giudiziari a Milano relativi a reati economico-finanziari e alle forniture del periodo pandemico:
- Condanna in appello per frode ed evasione: a dicembre 2025 i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno confermato la condanna a 4 anni di reclusione per accuse di evasione fiscale e autoriciclaggio legate a operazioni commerciali passate. Pivetti si è sempre dichiarata innocente.
- Inchiesta sulle mascherine dalla Cina: a giugno 2026 la Procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini in un secondo filone relativo a una compravendita di dispositivi di protezione dalla Cina dal valore di 35 milioni di euro, contestati dagli inquirenti come inutilizzabili.

Il parallelismo con le inchieste sulla sinistra
La polemica dei “due pesi e due misure” sollevata nell’area di centrodestra contesta il fatto che, mentre i filoni relativi a Pivetti (ex esponente della Lega) procedono spediti verso i vari gradi di giudizio, altre indagini parallele nate durante l’emergenza Covid-19 e relative a politici o amministratori di centrosinistra non abbiano avuto lo stesso esito.
Vengono citati come esempi di confronto:
- Il caso mascherine nel Lazio: i critici citano i filoni di indagine sulle forniture della Regione Lazio sotto la presidenza di Nicola Zingaretti, evidenziando come diverse di queste posizioni siano finite archiviate o non abbiano portato a processi duraturi a carico dei vertici politici.
- La gestione nazionale degli acquisti: il dibattito tocca anche le più ampie indagini sulla gestione della struttura commissariale e le decisioni prese dai passati governi di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, spesso al centro di accesi scambi in Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.






