A Parma e provincia cresce vertiginosamente l’uso di sostanze stupefacenti pesanti e psicostimolanti (crack, cocaina ed eroina), ridefinendo la geografia dello spaccio e mandando in crisi i servizi di assistenza. I dati emersi in occasione della recente Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga delineano uno scenario allarmante: l’accesso ai servizi sanitari territoriali e i ricoveri di urgenza al pronto soccorso sono in netta crescita.

Ad essere colpiti sono soprattutto i minorenni, tanto che, secondo il grido d’allarme lanciato dalle realtà in prima linea come la comunità di Don Valentini, un minorenne su quattro a Parma fa ormai uso di sostanze illegali.
Spinto da prezzi d’accesso stracciati (con singole “fumate” vendute a partire da appena cinque euro), il crack sta letteralmente invadendo i quartieri sensibili della città. Rispetto a quindici anni fa, l’afflusso di consumatori di crack verso le strutture assistenziali è quasi raddoppiato (+95%), intercettando non solo situazioni di grave emarginazione sociale ma anche giovanissimi attratti dalla facilità di acquisto e dall’effetto immediato e devastante.

L’espansione della cocaina in polvere si conferma capillare. Come confermato dal dibattito cittadino e dalle recenti indagini di polizia, non si tratta di un fenomeno relegato agli angoli delle strade. Il consumo “invisibile” attraversa trasversalmente il tessuto professionale di Parma — coinvolgendo medici, avvocati, commercianti e studenti universitari — con reti di spaccio capaci di garantire consegne rapide a domicilio.
Sebbene l’eroina mantenga uno storico “zoccolo duro” di assuntori di vecchia data, le unità di strada registrano una sua preoccupante ricomparsa in modalità di poli-consumo (ovvero assunta insieme ad altre sostanze stimolanti per mitigare gli effetti del “down”).
Nelle ultime settimane le forze di polizia e l’Arma dei Carabinieri hanno messo in atto imponenti operazioni “ad alto impatto”. Solo l’ultimo monitoraggio straordinario coordinato a livello nazionale ha portato all’identificazione di oltre 1.500 persone nella sola provincia di Parma, con decine di denunce e segnalazioni in Prefettura per possesso e spaccio. Di rilievo anche le indagini della Guardia di Finanza di Parma che hanno stroncato importanti canali di rifornimento della cocaina sul territorio padano.





