La città di Parma ha registrato una temperatura minima storica di 26,8°C nella notte del 29 giugno 2026, segnando un nuovo picco drammatico per l’ondata di calore africano che sta flagellando l’Emilia-Romagna. Questo valore straccia i precedenti record cittadini, trasformando la notte in una morsa di afa insopportabile con temperature che non sono mai scese sotto la soglia critica nemmeno nelle ore prima dell’alba.

L’anticiclone subtropicale che staziona sulla pianura padana impedisce il normale raffreddamento del suolo. Nelle aree urbane il fenomeno delle notti tropicali si è aggravato drasticamente: a mezzanotte la colonnina di mercurio superava ancora i 30°C, rendendo impossibile il riposo senza l’ausilio di sistemi di condizionamento.

La persistente cappa di umidità ha amplificato la temperatura percepita dalla popolazione. Il caldo estremo non sta risparmiando la fauna locale, provocando una vera e propria emergenza ecologica nel cuore della città. Centinaia di rondoni sono caduti a terra stremati dal calore dai tetti del centro storico.

Gli uccelli, incapaci di resistere alle temperature roventi accumulatesi sotto le tegole e le fessure dei palazzi storici, si sono lanciati al suolo nel tentativo disperato di trovare refrigerio. I volontari e le associazioni protezionistiche sono attivi per tentare di recuperare gli esemplari ancora in vita.

La Protezione Civile e Arpae mantengono lo stato di massima allerta per l’ondata di calore. Le raccomandazioni restano quelle di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali e di monitorare costantemente anziani e soggetti fragili. I servizi di emergenza e i Pronto Soccorso locali registrano un forte aumento degli accessi dovuto a malori legati alla disidratazione e ai picchi di calore.

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