Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto uno storico accordo bilaterale volto a porre fine alle ostilità militari dirette, stabilizzare il Medio Oriente e riaprire le rotte energetiche globali. Il memorandum d’intesa in 14 punti sancisce una tregua immediata dopo mesi di durissimo conflitto. La firma ufficiale del documento avverrà venerdì in Svizzera.

Il testo del memorandum traccia la strada per una convivenza strategica regolata da impegni precisi ed immediati:

  • Riapertura dello Stretto di Hormuz: l’Iran si impegna a garantire il libero transito delle navi commerciali e delle petroliere nel corridoio strategico. Gli Stati Uniti, di contro, hanno già revocato il blocco navale dei porti iraniani.
  • Limitazioni al nucleare: Teheran accetta di interrompere l’arricchimento dell’uranio ad altissima purezza (che aveva toccato il 60%), accettando di diluire le scorte esistenti per destinarle a soli scopi civili.
  • Sblocco dei fondi e aiuti economici: Washington darà il via libera al progressivo scongelamento di circa 25 miliardi di dollari di asset iraniani all’estero. Sul tavolo svizzero si discute inoltre l’attivazione di un piano di incentivi e investimenti privati fino a 300 miliardi di dollari per sostenere l’economia di Teheran.
  • Il nodo delle milizie regionali: il memorandum prevede la cessazione del sostegno finanziario e militare iraniano a gruppi come Hezbollah in Libano e agli Houthi in Yemen, considerati da Washington fattori di grave instabilità.

Nonostante l’accordo segni un passo cruciale per la diplomazia globale, restano pesanti incognite sul campo, in particolare per ciò che concerne il governo israeliano. Secondo alcune fonti gli Stati Uniti avrebbero respinto la richiesta di Israele di visionare in anticipo il testo integrale dell’accordo.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele «non si sente vincolato» dai termini di questa intesa. Nel frattempo, i vertici di Hezbollah hanno chiesto rassicurazioni a Teheran affinché, nelle successive fasi negoziali con gli Usa, venga preteso il totale ritiro delle forze israeliane (IDF) dal territorio libanese.

La comunità globale ha accolto la notizia con unanime sollievo, specialmente per l’allentamento della crisi energetica che stava minacciando i mercati mondiali.

Le Nazioni Unite: il Segretario Generale dell’ONU António Guterres ha definito il memorandum «un passo cruciale verso la pace», annunciando che l’intesa finale verrà ratificata da una risoluzione ufficiale del Consiglio di Sicurezza.

L’Unione Europea – Ursula von der Leyen ha espresso profonda soddisfazione, sottolineando come l’accordo apra le porte a una stabilità duratura e allo smantellamento definitivo dei programmi balistici di Teheran. Una linea condivisa pienamente in una nota congiunta dai leader di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna.

I prossimi 60 giorni saranno determinanti: le delegazioni resteranno collegate per limare i dettagli attuativi e monitorare il rispetto della tregua sul terreno. Per il momento, i mercati respirano e lo spettro di una guerra totale in Medio Oriente sembra essersi allontanato.

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