Il primo controllo alla prostata deve essere effettuato a 50 anni in assenza di sintomi o familiarità, mentre va anticipato a 40 anni se si hanno parenti stretti (padre o fratelli) che hanno avuto un tumore prostatico.

La prevenzione urologica è lo strumento più efficace per diagnosticare precocemente il tumore della prostata – la neoplasia più diffusa nella popolazione maschile – e per gestire l’ipertrofia prostatica benigna.

Aspettare la comparsa dei sintomi è l’errore più comune da evitare. L’età in cui sottoporsi alla prima visita urologica varia in base al profilo di rischio del paziente:

  • 50 Anni: età standard per la popolazione maschile senza fattori di rischio o sintomi.
  • 45 Anni: soglia raccomandata dalle principali linee guida in caso di rischio moderato.
  • 40 Anni: controllo precoce obbligatorio in caso di forte familiarità ereditaria.

Lo screening completo per la salute della prostata si articola in due passaggi fondamentali e non invasivi:

  • Esame del PSA: un semplice prelievo di sangue per misurare l’Antigene Prostatico Specifico.
  • Esplorazione Rettale (DRE): la palpazione della prostata da parte dell’urologo per valutarne volume e consistenza.

I campanelli d’allarme da non ignorare
Indipendentemente dall’età, è necessario richiedere una visita immediata se si manifestano i seguenti disturbi urinari:

  • Difficoltà a iniziare la minzione
  • Flusso urinario debole, intermittente o gocciolamento finale
  • Bisogno frequente di urinare, specialmente durante la notte (nicturia)
  • Sensazione di svuotamento incompleto della vescica
  • Bruciore o dolore durante il passaggio dell’urina

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