Il presidente statunitense Donald Trump e il neo-insediato Primo Ministro britannico Andy Burnham hanno avviato i loro primi contatti ufficiali lo scorso 20 luglio con una telefonata definita da Trump “ottima e molto positiva”.

Questo colloquio segna un tentativo di reset diplomatico dopo che i rapporti bilaterali con l’ex premier Keir Starmer si erano bruscamente deteriorati a causa di forti divergenze geopolitiche sulla guerra in Iran e sulla gestione energetica.

Durante la prima telefonata istituzionale, i due leader hanno gettato le basi per la futura cooperazione affrontando questioni chiave:

  • Energia: Trump ha accolto con favore l’approccio più pragmatico di Burnham sulle trivellazioni petrolifere nel Mare del Nord.
  • Sicurezza globale: è stato discusso l’impegno comune per il dispiegamento militare e lo sminamento nello Stretto di Hormuz per ripristinare le catene di approvvigionamento mondiali.
  • Commercio e alleanze: entrambi hanno riaffermato la solidità della storica alleanza militare e commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito.

Nonostante l’apertura iniziale e un invito formale esteso a Trump per visitare Manchester, Burnham si trova a dover bilanciare una complessa transizione.

Se da un lato ha mostrato maggiore flessibilità sui dossier energetici per compiacere Washington, dall’altro ha subito ribadito il suo sostegno incondizionato all’Ucraina in una successiva telefonata a Volodymyr Zelensky, un posizionamento che potrebbe ridisegnare i delicati equilibri della “coalizione dei volenterosi” rispetto alla linea della Casa Bianca.

I due leader prevedono di incontrarsi di persona nel prossimo futuro per approfondire i dossier bilaterali.

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