Il Comune di Parma ha incassato quasi 2 milioni di euro nel 2025 grazie alle sanzioni per eccesso di velocità registrate tramite autovelox.

Il dato inserisce la città ducale al sesto posto a livello regionale per proventi derivanti da questo specifico illecito, confermando come la pressione dei controlli elettronici resti un pilastro per la sicurezza stradale, ma anche una voce consistente del bilancio locale.

I rendiconti ministeriali delle amministrazioni locali evidenziano che più di una sanzione su tre in Italia è legata al piede troppo pesante sull’acceleratore. A Parma, la presenza capillare di postazioni fisse e mobili sul territorio urbano ed extraurbano ha permesso di consolidare un tesoretto milionario.

I proventi si inseriscono in un quadro di entrate complessive da codice della strada che la Polizia Locale di Parma riscuote annualmente, dove i soli dispositivi automatici di velocità ricoprono un ruolo da assoluti protagonisti del bilancio.

Dove Vanno i Soldi?
Come previsto dalla normativa nazionale, una quota specifica di questi incassi deve essere reinvestita obbligatoriamente per:

  • Sicurezza stradale: manutenzione straordinaria dei manti stradali e dei marciapiedi.
  • Segnaletica: ammodernamento dei cartelli e potenziamento dell’illuminazione degli incroci a rischio.
  • Educazione stradale: campagne di sensibilizzazione nelle scuole e acquisto di nuove attrezzature per gli agenti della Polizia Locale.

Il tema degli autovelox rimane al centro del dibattito automobilistico, specialmente dopo le recenti riforme che impongono ai Comuni una mappatura rigorosa e l’adeguamento dei dispositivi ai nuovi criteri di omologazione, pena la disattivazione immediata.

Nonostante i vincoli normativi più stringenti, l’attività di rilevamento a Parma si dimostra costantemente efficace nel sanzionare le condotte più pericolose.

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