Il Parco Ducale di Parma, polmone verde di oltre 20 ettari situato nel cuore della città, rappresenta uno scrigno artistico e naturale unico, di recente restituito alla comunità grazie a una serie di importanti interventi di riqualificazione completati nel mese di luglio.

Con un investimento di 2.730.000 euro, il Comune di Parma ha ripristinato l’antico splendore della Peschiera e della monumentale Fontana del Trianon, arricchendo il legame tra la memoria storica ducale e la moderna fruizione pubblica.
Affettuosamente chiamato dai cittadini semplicemente “il Giardino”, il parco Ducale è molto più di un’area verde: è un palinsesto storico che racconta le vicende delle dinastie europee che hanno governato la città dal XVI secolo in poi.
Le origini del parco risalgono alla metà del ‘500, quando il duca Ottavio Farnese decise di erigere una residenza oltre il torrente Parma, circondandola da un grande spazio destinato agli svaghi della corte. Di quell’originaria epoca farnesiana, caratterizzata da fastose feste acquatiche, sopravvive la grande Peschiera.
Fu tuttavia nel Settecento che il parco assunse l’elegante fisionomia neoclassica di stampo francese che ammiriamo oggi. Il primo ministro borbonico Guillaume Du Tillot affidò l’opera all’architetto di corte Ennemond-Alexandre Petitot, il quale si avvalse dei modelli di Pierre Contant d’Ivry, massimo specialista d’Oltralpe.

Il disegno geometrico dei viali fu arricchito da un nucleo di sculture in marmo di Jean Baptiste Boudard, trasformando il giardino in un museo a cielo aperto. Nell’Ottocento, il parco divenne il luogo d’elezione della duchessa Maria Luigia d’Austria, che vi introdusse le celebri serre per la coltivazione della Violetta di Parma.
I lavori di riqualificazione appena conclusi si sono concentrati sul ripristino dell’equilibrio idraulico del laghetto e sul restauro della Fontana del Trianon, un imponente manufatto originariamente creato per il giardino della Reggia di Colorno e successivamente trasferito sull’isolotto della Peschiera. L’intervento ha comportato:
- Efficienza idrica: l’installazione di un nuovo impianto di captazione dalla falda e la riqualificazione dei sistemi di carico e scarico delle acque.
- Rigenerazione ecologica: l’introduzione di flora macrofitica per la depurazione naturale e il ricollocamento controllato della fauna ittica.
- Archeologia svelata: durante gli scavi per le vasche di servizio sono emerse le antiche fondazioni in muratura destinate a sorreggere le scenografie della naumachia (battaglia navale teatrale) allestita nel 1690 per le nozze tra Odoardo Farnese e Dorotea Sofia di Neuburg.
Un eccezionale tratto murario sul fondo del lago è stato lasciato visibile, offrendo un nuovo tassello alla storia cittadina. Il rilancio del Parco Ducale non si ferma all’acqua. Il Comune ha infatti siglato un accordo trentennale con l’Ordine degli Architetti di Parma per la rigenerazione delle storiche ex Serre Petitot. Con uno stanziamento di 750.000 euro, la struttura verrà riconvertita nella Casa dell’Architettura, un polo culturale aperto al pubblico destinato a mostre, eventi e dibattiti sulla pianificazione urbana e paesaggistica.
Oggi il Parco Ducale, con i suoi oltre 1.500 alberi monumentali (tra cui platani e ippocastani bicentenari), si conferma il nucleo centrale del benessere e dell’identità parmigiana. Non più giardino d’élite esclusivo per i principi, ma bene comune accessibile a tutti, dove la grande storia europea convive perfettamente con il tempo libero, lo sport e la cultura contemporanea.





