Un uomo di 63 anni residente nella frazione di Parma San Pancrazio è rimasto vittima di una sofisticata truffa di smishing, subendo il furto di una cospicua somma di denaro dal proprio conto corrente. L’operazione, conclusasi grazie ad un’articolata indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di San Pancrazio, ha portato all’individuazione e alla contestuale denuncia in stato di libertà di due soggetti residenti fuori regione.
Si tratta di un giovane di 21 anni residente in Campania e di un uomo di 66 anni residente nel Lazio, entrambi ritenuti i presunti responsabili del reato di truffa aggravata in concorso. La tecnica utilizzata dai malviventi è ormai tristemente nota alle cronache con il nome di smishing (una variante di phishing che utilizza i messaggi di testo sul cellulare). La vittima ha ricevuto sul proprio smartphone un SMS apparentemente proveniente dal proprio istituto di credito o da un servizio di assistenza correlato.
Il testo del messaggio metteva in guardia l’uomo riguardo a un presunto problema di sicurezza sul conto o a un accesso non autorizzato. Per risolvere l’emergenza, il sessantatreenne veniva invitato a cliccare su un link esterno inserito nel testo. Una volta aperto il collegamento, la vittima è stata indirizzata su una pagina web clone – del tutto identica a quella ufficiale della banca – dove ha inserito le proprie credenziali di accesso e i codici dispositivi personali.
In pochi istanti, i truffatori hanno preso il controllo del conto corrente e hanno autorizzato massicci trasferimenti di denaro, prosciugando i risparmi dell’uomo. Dopo essersi accorto dei movimenti illeciti sul proprio estratto conto, la vittima si è rivolta immediatamente ai militari per sporgere denuncia. Gli investigatori dell’Arma di San Pancrazio hanno avviato tempestivi accertamenti informatici e bancari, tracciando i flussi di denaro e analizzando i dati di connessione legati alla frode.
La minuziosa ricostruzione dei movimenti telematici ha permesso di risalire ai conti beneficiari delle somme sottratte, intestati proprio al ventunenne campano e al sessantaseienne laziale, entrambi deferiti alla Procura della Repubblica.
I Carabinieri rinnovano l’invito alla massima prudenza: gli istituti di credito e le aziende di servizi non richiedono mai, in nessun caso, dati sensibili, password, PIN o codici di sblocco tramite SMS, email o chat di messaggistica istantanea. Nel caso si ricevano messaggi sospetti, la raccomandazione resta quella di non cliccare su alcun link e di verificare l’anomalia contattando direttamente i canali ufficiali della propria banca.





