L’aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma non sarà uno scalo merci. La dichiarazione ufficiale della maggioranza in Comune e dello stesso sindaco Michele Guerra prova a mettere una pietra tombale sulle storiche preoccupazioni dei cittadini relative all’impatto acustico, ambientale e viabilistico di un potenziale hub logistico nel cuore della città. Tuttavia, l’opposizione dei comitati ambientalisti resta accesa, denunciando un “gioco di prestigio” normativo.

Il dibattito si è infiammato in seguito alla pubblicazione del Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035, elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme a ENAC. Secondo i capigruppo di maggioranza del Comune di Parma, le linee guida ministeriali parlano chiaro: lo scalo del “Verdi” non è inserito nell’elenco delle strutture destinate al trasporto merci cargo.

“Parma non è più un aeroporto che farà traffico cargo in nessun modo”, ha ribadito con nettezza Michele Guerra, bollando i timori persistenti come “allarmismi strumentali”. “L’obiettivo dell’amministrazione è ora quello di potenziare la vocazione dello scalo esclusivamente sul traffico passeggeri a medio raggio, inserendolo in una rete logistica regionale integrata e “green”.

Secondo gli attivisti, il Piano Nazionale degli Aeroporti si configura come uno strumento di indirizzo strategico e programmatico ma non ha valenza prescrittiva o vincolante per i singoli scali. Il timore è che la società di gestione (Sogeap) possa comunque portare avanti le opere di allungamento della pista e le infrastrutture originariamente pensate per i pesanti voli cargo notturni, sfruttando i decreti di compatibilità ambientale già ottenuti in passato.

La mobilitazione contro l’opzione merci a Parma va avanti dal 2018. I rischi denunciati dai comitati e da esponenti ambientalisti, come la consigliera Silvia Zamboni, ruotano attorno a tre macro-criticità:

  • Inquinamento acustico ed atmosferico: I voli cargo utilizzano spesso vettori più datati e pesanti, concentrati nelle ore notturne, con forti ripercussioni sui quartieri limitrofi.
  • Impatto sulla salute: L’incremento di polveri sottili derivanti dalle rotte aeree a bassa quota sopra il tessuto urbano.
  • Saturazione viabilistica: Un hub cargo attira inevitabilmente centinaia di camion e tir al giorno per la movimentazione delle merci a terra, ingolfando i nodi stradali della città.

Mentre la politica locale rivendica il successo del nuovo Piano Nazionale blindando lo scalo all’uso civile, i comitati chiedono al Comune un passo formale in più: chiarire e modificare il Masterplan dell’aeroporto per eliminare definitivamente qualsiasi ambiguità strutturale che possa permettere, in futuro, un dietrofront sul trasporto merci.

Lascia una Replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *