L’Emilia-Romagna rinnova il suo modello di coesione strategica. L’8 settembre 2026 a Bologna, il presidente della Regione, Michele de Pascale, insieme a sindacati, associazioni di categoria, atenei ed enti locali, ha siglato ufficialmente il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale.

Questo accordo, che conta ben 59 soggetti firmatari, rappresenta l’evoluzione strutturale dei precedenti accordi del 2015 e del 2020.

L’obiettivo cardine della nuova intesa è ambizioso: abbattere le disuguaglianze sociali e territoriali, superando in modo definitivo la vecchia contrapposizione tra logiche economiche e tutela dell’ambiente.

L’architettura del Patto riflette le grandi risposte della regione ai mutamenti socio-economici dell’ultimo decennio:

  • 2015 (Il Lavoro): la priorità assoluta era la spinta occupazionale per rispondere alla crisi economica globale.
  • 2020 (Il Clima): in piena emergenza pandemica, l’accordo ha integrato la sfida della sostenibilità e della transizione ecologica.
  • 2026 (L’Economia Sociale): il raggio d’azione si estende al pilastro sociale, mettendo al centro le comunità e la cura delle persone in condizioni di fragilità.

Il documento strategico, consultabile nel dettaglio sul portale ufficiale della Regione Emilia-Romagna, delinea precisi impegni per guidare il territorio verso le transizioni ecologica e digitale:

  • Cura della comunità e diritti fondamentali: il Patto si concentra su tre diritti cardine del cittadino: la tutela della sanità pubblica come garanzia democratica, il diritto a un lavoro di qualità e l’accesso alla casa.
  • Transizione ecologica e sicurezza: si confermano gli investimenti per la messa in sicurezza e la cura del territorio, mantenendo fermi i traguardi di sostenibilità energetica a lungo termine.
  • Competitività delle filiere e innovazione: viene richiesto uno sforzo congiunto per valorizzare le filiere produttive locali attraverso la digitalizzazione e la semplificazione amministrativa.
  • Inclusione generazionale: gli investimenti mirano a trasformare la transizione in opportunità concrete per i giovani, affinché le nuove generazioni siano protagoniste del presente e non solo del futuro.

La vera novità di questa sigla risiede nel forte accento posto sull’economia sociale. Come sottolineato dalle istituzioni regionali, l’Emilia-Romagna punta a un modello in cui la crescita economica non lasci indietro nessuno. Attraverso la collaborazione sinergica di tutte le parti sociali e del Terzo settore, il territorio punta a far sì che chiunque si trovi in una situazione di vulnerabilità possa contare sul supporto e sulle reti della propria comunità.

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