Dal 1° al 25 ottobre Parma e Busseto tornano a trasformarsi nelle capitali mondiali della lirica. Il sipario del Teatro Regio si alza per la ventiseiesima edizione del Festival Verdi, un appuntamento che quest’anno supera i confini dell’Europa per esplorare il fascino dei “Mondi lontani”.

Il tema portante dell’edizione 2026 scava infatti nell’esotismo ottocentesco, in quell’attrazione magnetica che la cultura del XIX secolo provava per le civiltà remote, traducendola in un’indagine profondamente contemporanea sull’incontro, lo scontro e il dialogo tra culture differenti.
Un percorso che attraversa tre continenti – dalle foreste del Nuovo Mondo all’antica Mesopotamia, fino alle sabbie dell’Egitto dei Faraoni – unendo tre titoli verdiani specchio di epoche e stili radicalmente diversi.
L’inaugurazione ufficiale del 1° ottobre al Teatro Regio di Parma è affidata a un titolo di rarissimo ascolto: Alzira (repliche l’8 e il 17 ottobre). Tratta dall’omonima tragedia di Voltaire e ambientata nel Perù del XVI secolo durante la sanguinosa conquista spagnola, l’opera mancava dal festival parmense dal lontano 2002. Questa attesissima nuova produzione vanta la direzione di un gigante del podio come il Maestro James Conlon, con la regia innovativa di Manuel Renga. Un’occasione d’oro per i melomani di riscoprire una gemma nascosta degli “anni di galera” di Verdi.

Il viaggio nei mondi lontani prosegue il 3 ottobre al Teatro Regio con un monumentale Nabucodonosor (in scena anche l’11, 18 e 24 ottobre). Ambientato tra Gerusalemme e Babilonia, lo spettacolo nasce in un nuovo allestimento curato da Pier Luigi Pizzi (firma di regia, scene e costumi), con la direzione d’orchestra di Francesco Lanzillotta alla guida della Filarmonica Toscanini e un cast straordinario che vede spiccare, tra gli altri, il basso Michele Pertusi.
A Busseto, nella bomboniera del Teatro Giuseppe Verdi, va invece in scena l’Antico Egitto di Aida (2, 9, 16 e 25 ottobre). Per questa produzione il festival sceglie di riproporre lo storico, poetico allestimento creato da Franco Zeffirelli nel 2001 per il Centenario Verdiano, con la ripresa della regia affidata a Stefano Trespidi e la direzione musicale del talentuoso Giuseppe Mengoli, al suo debutto nel titolo.
Oltre ai tre pilastri operistici, il cartellone si arricchisce di appuntamenti dal valore spirituale e civile immenso. Il 10 ottobre sarà la volta del tradizionale Gala Verdiano, seguito il 14 ottobre dal concerto benefico “Fuoco di gioia”. Il 23 ottobre, la maestosa Messa da Requiem offrirà al pubblico del Teatro Regio un momento di assoluta e viscerale intensità emotiva.
A fare da straordinario contrappunto alle celebrazioni ufficiali c’è l’energia travolgente di Verdi Off, iniziativa che porta la musica del Maestro fuori dai teatri, invadendo piazze, scuole, ospedali e persino carceri, a dimostrazione di come la cultura verdiana a Parma sia un patrimonio vivo, inclusivo e a disposizione di tutta la comunità.






