Il Principato si conferma la capitale mondiale dello yachting d’élite. Da oggi fino al 26 settembre le acque cristalline di Port Hercule ospitano la 35ª edizione del Monaco Yacht Show, l’evento di riferimento assoluto per il settore dei superyacht. Quest’anno i numeri delineano un mercato in fortissima espansione e ad altissimo tasso di innovazione tecnologica: la flotta in banchina sfiora i 120 superyacht, arricchita da ben 43 anteprime mondiali pronte al debutto davanti a una platea di armatori, broker e designer internazionali.

Con slot di costruzione nei cantieri più blasonati già prenotati fino al 2028 e 2029, l’edizione del 2026 diventa un’opportunità unica e irripetibile per ammirare da vicino le imbarcazioni appena consegnate e comprendere dove si stia dirigendo l’ingegneria navale del lusso.
L’industria nautica italiana si presenta a Monaco nel ruolo di assoluta protagonista e motore commerciale del salone. I grandi marchi nostrani presidiano con fermezza il segmento sotto i 60 metri, mettendo in mostra l’eccellenza del Made in Italy attraverso yacht come il Benetti B.Now 50M, il Riva 54 Metri, il Mangusta 165 Rev e il Baglietto Fast50.
Tra i debutti più attesi spiccano le due world premiere firmate Benetti: il maestoso 67 metri ibrido M/Y Dagger e il full-custom di 50 metri M/Y Perseverance. Grande curiosità anche per il primo modello nato dalla collaborazione ingegneristica tra Next Yacht Group (marchio AB Yachts) e il celebre brand automobilistico tedesco Brabus.
Se l’Italia stravince sul fronte delle vendite del nuovo, il salone evidenzia anche le dinamiche del mercato secondario (con 62 yacht in vendita per un valore di 2,1 miliardi di euro), dove i marchi nordeuropei come Feadship, Lürssen e Amels continuano a mantenere valutazioni da record sul valore residuo. La sfida per i cantieri italiani a Monaco è proprio questa: tradurre il primato assoluto delle nuove commesse in un analogo prestigio finanziario sul mercato dell’usato.

L’evoluzione tecnica di quest’anno si muove lungo due binari paralleli: la transizione ecologica e le prestazioni estreme. Le anteprime mondiali spaziano da visioni totalmente green — come il catamarano Sunreef 100 Eco e soluzioni a vela di grande stazza con motorizzazioni ibride — fino a imbarcazioni nate per la pura velocità, come i weekender in alluminio capaci di superare i 50 nodi.
Tra i veri e propri “giganti” che catturano l’attenzione del pubblico ci sono le imponenti nuove costruzioni di Oceanco (tra cui spicca il maestoso Leviathan di 111 metri) e l’Amels 80 Pangea. Sul fronte del design d’avanguardia, riflettori puntati sul futuristico catamarano di 43,5 metri This Is It (prodotto da Tecnomar), caratterizzato da una straordinaria larghezza di oltre 14 metri e soffitti in vetro alti più di tre metri nella suite armatoriale.
Oltre allo sfarzo e ai party esclusivi che animano le serate del Principato, il Monaco Yacht Show si conferma una formidabile piattaforma di business. L’accesso alla giornata inaugurale di oggi è strettamente riservato ai clienti privati dotati di pass VIP e su invito dei cantieri, garantendo ad acquirenti e charterer l’atmosfera ideale per trattative riservate e visite a bordo dei superyacht prima dell’apertura al pubblico generale.
Con biglietti giornalieri che partono da circa 700 euro per il grande pubblico, l’evento ribadisce la sua natura di ecosistema d’élite dove l’eccellenza artigianale incontra l’ingegneria del domani.





