La torta fritta emiliana è l’indiscussa regina nei territori di Parma, Piacenza e dintorni. Questo scrigno dorato, gonfio e cavo all’interno, è l’accompagnamento perfetto per i celebri salumi locali.

A seconda della provincia in cui ci si trova, assume nomi diversi: gnocco fritto a Modena e Reggio Emilia, crescentina a Bologna o chisolino a Piacenza. A Parma si chiama esclusivamente torta fritta.
Ingredienti per 4 persone
Farina 00: 500 grammi
Strutto: 60 grammi (più quello necessario per friggere)
Lievito di birra fresco: 25 grammi
Acqua tiepida (o metà acqua e metà latte): 250 ml
Sale fino: 1 cucchiaino
Zucchero: 1 pizzico (per attivare il lievito)

Preparazione dell’impasto
Sciogliete il lievito di birra nell’acqua tiepida insieme a un pizzico di zucchero. Disponete la farina a fontana sulla spianatoia. Versate al centro il liquido con il lievito, lo strutto morbido e il sale. Lavorate energicamente l’impasto per circa 10 minuti fino a ottenere un panetto liscio, sodo ed elastico. Riponete il panetto in una ciotola, copritelo con la pellicola o con un canovaccio. Lasciatelo riposare in un luogo tiepido per almeno un’ora, o fino al raddoppio del volume. Successivamente infarinate la spianatoia. Stendete l’impasto con il mattarello fino a raggiungere uno spessore sottile di circa 2-3 millimetri. Con una rotella tagliapasta ricavate dei rettangoli o dei parallelogrammi di circa 7 x 8 centimetri. La tradizione esige la cottura nello strutto caldo a 170-180°C, elemento che dona la tipica fragranza e non rende la pasta unta. In alternativa, potete optare per l’olio di semi di arachidi. Immergete pochi pezzi alla volta. Premete leggermente la superficie con una schiumarola per favorire il gonfiore immediato. Fate dorare per circa un minuto per lato, scolate e adagiate su carta assorbente.
Come servirla
La torta fritta va consumata caldissima, appena scolata. Si sposa divinamente con il Prosciutto di Parma DOP, il Salame di Felino, la coppa e la pancetta piacentina e i formaggi cremosi come lo stracchino. Accompagnate il tutto con un calice di Lambrusco o di Malvasia frizzante.






