Si è conclusa nella città di Parma la latitanza e la scia di reati di un pluripregiudicato considerato dagli inquirenti ad altissima pericolosità sociale. Gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato lo hanno prelevato direttamente dalla sua abitazione per dare esecuzione a una misura di sicurezza detentiva. L’uomo, già gravato da numerosi precedenti penali contro la persona e il patrimonio, è stato trasferito alla Casa di Lavoro di Castelfranco Emilia.

Il filone principale dell’attività criminale dell’uomo riguardava il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il suo profilo era già emerso all’interno dei radar investigativi per una passata condanna legata al trasporto di stranieri irregolari. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il soggetto operava come ingranaggio di un più ampio e fitto network criminale transnazionale. L’organizzazione era specializzata non solo nell’organizzare i viaggi illegali verso il territorio nazionale, ma anche nel procacciamento e nella falsificazione di documenti d’identità validi per l’espatrio.
Accanto alla tratta di migranti, l’uomo portava avanti una seconda e violenta attività criminale sul territorio. Era infatti finito al centro di delicati procedimenti penali avviati in sinergia dalle Procure di Parma e Mantova per i reati di rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni personali. Insieme a un complice anch’egli pluripregiudicato, l’arrestato prendeva di mira donne che lavoravano all’interno di alcuni centri massaggi delle due province, mettendo a segno veri e propri blitz violenti.

L’uomo si trovava sottoposto al regime della libertà vigilata, con il tassativo divieto di allontanarsi dal proprio comune di residenza. Ciononostante, durante l’estate aveva continuato a violare sistematicamente le prescrizioni della magistratura, venendo intercettato dalle forze dell’ordine nei territori di Cremona e Bologna in compagnia del suo complice.
A fronte dei continui spostamenti illeciti e del palese disprezzo delle regole, il Magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia ha revocato il beneficio precedente, disponendo l’immediato aggravamento della misura e l’internamento in struttura. Il blitz degli agenti ha così messo definitivamente la parola fine alle attività illegali dell’uomo.





