Published On: Mer, Mar 11th, 2020

Usura: un reato spregevole che non ha confini

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Elementi, cause e aggravanti di un delitto che galleggia disinvoltamente dal nord al sud del nostro Paese

In termini pratici, parliamo di usura quando una persona presta denaro ad un’altra che è in difficoltà economiche, richiedendo in cambio oltre al capitale anche interessi altissimi.

Chi ricorre a tale tipo di prestito non può procurarselo attraverso una banca (che non presta denaro se sa che il debitore non può garantirne la restituzione) perché già insolvente, perché inaffidabile finanziariamente o più banalmente perché non può attendere i tempi tecnici per un prestito o un mutuo.

Per procurarsi denaro contante ed urgente ricorre allora a certi “privati” che approfittano del suo stato di bisogno e gli offrono a vista il denaro necessario, applicando però tassi “usurari” talmente sproporzionati che quasi sempre non solo sarà impossibile per lui restituire il capitale ma diventa difficile restituire gli stessi interessi.

Le cause
Come si finisce dagli usurai? Capita quando si entra in una spirale di paura e di vergogna per non essere in grado di fare onore agli impegni assunti. E’ a questo punto che ci si rivolge a un “amico” o all’amico dell’amico, che tanto amico non è, perché invece è pronto ad arricchirsi alle spalle della vittima avviandolo verso la rovina, con prestiti dagli interessi molto elevati, mensili, settimanali se non giornalieri.

I motivi? Sono vari. Crisi economica, difficoltà finanziarie, un tenore di vita non rapportato al reddito, clienti che non pagano e necessità di far fronte ai debiti con i fornitori, banche che richiedono il “rientro” del credito concesso,

Il reato
Il reato di usura è previsto dall’art. 644 del codice penale che punisce con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro chiunque si faccia dare o promettere interessi o vantaggi usurari, sotto qualsiasi forma, in cambio di prestazione di denaro o di altra utilità.

La stessa pena è prevista per il “mediatore” che dopo aver procurato a taluno una somma di denaro od altra utilità chiede, per la mediazione, un compenso usurario.

Quando scatta l’usura?
La legge – tramite l’Ufficio Italiano Cambi – stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. (L.106/2011 che ha modificato l’art.2,4 della L.108/96). Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi delle operazioni di finanziamento per la definizione del tasso usuraio.

Questi tassi medi, aumentati di un quarto a cui si aggiungono altri quattro punti percentuali, rappresentano il tasso massimo oltre il quale scatta il reato di usura.

Sono comunque sempre tassi usurari quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria ed essi risultano sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione.

Aggravanti
Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se il colpevole ha agito nell’esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare, se ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari del debitore, se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno o di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale.
L’impossibilità di restituire i soldi ricevuti – comprensivi di capitale ed interessi – spinge molte volte il debitore ad accettare di svendere al creditore-usuraio i suoi beni e in molti casi, se si tratta di un imprenditore, anche la sua stessa azienda. Questa ipotesi è abbastanza ricorrente anche se può accadere che, come immagine di facciata, l’azienda continui ad essere gestita dal debitore trasformato in proprietario apparente.

Cautele
E’ opportuno diffidare da chi offre denaro in prestito con rapide procedure chiedendo in cambio interessi elevati o altre pesanti condizioni. Se ci si rivolge ad una “finanziaria” è meglio accertarsi se è abilitata ad esercitare il credito, controllando che tutte le condizioni risultino dal contratto e verificando sempre il “piano di rientro”. Se nessuna banca accetta di concedere un prestito, ci si può rivolgere alla Fondazione Antiusura più vicina. Se ci si rende conto che l’usuraio ci sta “strozzando”, non esitare a denunziare l’usuraio dopo essersi premuniti di testimonianze e registrazioni.
www.studiocataldi.it

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