Published On: Mar, Apr 7th, 2020

Coronavirus: domani Wuhan ritira le restrizioni, oltre 100 morti in un giorno in Svezia

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Afp, nel mondo 75mila vittime. Per la prima volta in Cina lunedì nessun decesso registrato. Parigi da domani limita attività sportive

Dopo 76 giorni, Wuhan, il focolaio della pandemia del coronavirus, vedrà domani cadere la serie di restrizioni più vincolanti decise il 23 gennaio negli sforzi per contenere la diffusione del contagio, tra cui la possibilità di lasciare la città. Per molti, uno delle principali obiettivi sarà semplicemente mangiare una ciotola di ‘reganmian’, il più popolare e tipico piatto di noodle piccanti del capoluogo della provincia dell’ Hubei. Con la vita da alcuni giorni orientata verso un’insperata normalità, considerando le gravissime cronache di fine gennaio, molti residenti hanno ricominciato a lavorare e ad andare fuori, con molteplici precauzioni come per la app che assegna lo stato di salute ai singoli e quindi possibilità di muoversi, per il ‘guozao’, il termine dialettale vecchio di secoli che indica la colazione. Lo sblocco arriva quando i nuovi casi di coronavirus sono stati ormai azzerati a Wuhan, mentre per la prima volta dal 23 gennaio, la città, l’Hubei e l’intera Cina non hanno riportato alcun decesso.

Hanno raggiunto la cifra di 75mila i morti a livello globale in seguito alla pandemia da coronavirus, stando ad un conteggio della Afp. La maggior parte delle vittime di coronavirus sono state registrate in Europa che resta il continente più colpito, secondo i calcoli della France Presse. Sono infatti 53.928 i morti del Covid-19 nel Vecchio Continente, con l’Italia che detiene il triste primato delle vittime (16.523), seguita dalla Spagna (13.798), e dalla Francia (8.911). Anche negli Stati Uniti c’è un alto numero di morti di coronavirus, 10.993. Dall’inizio della pandemia sono state contagiate nel mondo 1.350.759 persone, di cui 708.898 in Europe, 384.947 negli Stati Uniti e Canada e 122.348 in Asia.

La Cina ha registrato lunedì 32 casi di contagio da coronavirus, tutti importati, e per la prima volta nessun decesso. E’ quanto emerge dagli aggiornamenti quotidiani della Commissione sanitaria nazionale (Nhc).

I decessi zero sono emersi per la prima volta dal 23 gennaio, data di inizio del conteggio su base quotidiana della pandemia e dell’annuncio della chiusura della provincia dell’Hubei e del suo capoluogo Wuhan, l’epicentro del contagio, negli sforzi per contenere il Covid-19. Se i nuovi casi di contagio interno sono azzerati, quelli importati sono saliti, coi 32 di lunedì, a quota 983. Sono stati poi 89 i dimessi dagli ospedali, mentre i casi gravi sono scesi di 54 unità, a 211. Le infezioni complessive sono aumentate a 81.740, di cui 1.242 pazienti ancora in cura, 3.331 decessi e 77.167 dimessi dagli ospedali, pari a un tasso di guarigione del 94,4%. I nuovi casi di asintomatici aggiornati a lunedì si sono attestati a 30, comprensivi di 9 importati: allo stato, sono 1.033 le persone sotto osservazione medica, di cui 275 riconducibili a casi importati.

Il Giappone ha dichiarato lo stato di emergenza per sette delle otto regioni nel paese. Lo ha comunicato il governo. La decisione è stata annunciata dal premier giapponese Shinzo Abe nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva, dopo la riunione della task force di esperti designata per dare indicazioni sulla pandemia del coronavirus. Lo stato di emergenza durerà fino al 6 maggio, e oltre alla città di Tokyo, interesserà le prefetture di Kanagawa, Saitama, Chiba – confinanti con la capitale, così come quella di Osaka, Hyogo e Fukuoka, nel Giappone occidentale. Nel descrivere la circolare il premier ha esortato i connazionali a ridurre i contatti sociali con le altre persone del 60-70% con l’obiettivo di contenere il picco della malattia entro 2 settimane. Abe ha indicato che il sistema sanitario nazionale si trova in una situazione di criticità con il recente aumento dei casi di coronavirus e ha raccomandato i cittadini a evitare i viaggi nelle aree rurali del Paese.

Balzo di contagi in Russia. I casi di coronavirus nel Paese sono saliti di 1.154 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a toccare quota 7.497. La maggioranza dei contagi si verifica a Mosca, dove ormai si registrano oltre 5.100 casi. Nelle ultime 24 ore sono poi morte altre 11 persone, portando il computo totale a 58. Lo fa sapere la task force nazionale contro l’epidemia, citata dalla Tass.

Negli Stati Uniti sono morte 1.150 persone a causa del coronavirus nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University.

Il ministro della Sanità della Nuova Zelanda viola il lockdown. “Sono stato un idiota”, osì David Clark riconosce così di aver commesso un errore recandosi in spiaggia con la sua famiglia a circa 20 chilometri dalla sua abitazione e violando quindi il lockdown imposto nel paese per contrastare la diffusione del coronavirus. “In un momento in cui chiediamo ai neozelandesi di fare dei sacrifici di portata storica io ho deluso la mia squadra. Sono stato un idiota”, ha ammesso, presentando le dimissioni dal governo. Lo riferisce la Bbc. Le dimissioni sono state però respinte dalla premier Jacinda Ardern spiegando che, nonostante la gravità del comportamento del ministro, la situazione è tale da non consentire una destabilizzazione proprio sul fronte della sanità. Clark è stato però rimosso dal ruolo di vice alle Finanze e ‘retrocesso’ nella gerarchia interna al governo.

La Svezia registra oltre 100 morti in un giorno legate al coronavirus. Lo comunicano le autorità sanitarie. Finora la Svezia ha mantenuto una strategia del “tutto aperto”, ma a fronte di un aumento dei contagi e soprattutto dei morti, potrebbe presto allinearsi agli altri Paesi imponendo blocchi. Precisamente si tratta di 114 decessi, una parte dei quali scaturiti dalle cifre aggiornate su dati relativi ai giorni scorsi. In tutto la Svezia – che conta 10,3 milioni di abitanti – registra 7.693 casi positivi al covid-19 e 591 decessi.

Torna a impennarsi il numero di morti e di contagi da coronavirus nel Regno Unito, dopo il rallentamento del livello d’incremento degli ultimi giorni, secondo il dato aggregato diffuso oggi dal servizio sanitario nazionale nelle 4 nazioni del Paese: i decessi in particolare toccano un record di 854 in più in 24 ore, stando al calcolo fatto dal Guardian online, fino a ben oltre 6.000 totali.

Stretta contro il coronavirus a Parigi. Il comune della capitale francese nonché il prefetto di polizia hanno annunciato il divieto di ogni attività sportiva individuale tra le ore 10:00 e le ore 19:00. La decisione, una prima in Francia entrerà in vigore da domani.

In Spagna il numero delle vittime del coronavirus è salito a 13.798 rispetto ai 13.055 di ieri. Si registrano quindi 743 nuovi decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della Salute spagnolo.

Con 234 morti registrati nelle ultime 24 ore, nei Paesi Bassi il numero dei decessi sale a 2.101. Lo rendono noto le autorità olandesi. Si tratta del numero di decessi più alto in 24 ore dall’inizio della crisi. Il numero dei casi positivi al Covid-19 sale a 19.580 (+777), mentre i ricoveri in ospedale salgono a 7.427, +292. E’ il terzo giorno che quest’ultimo dato risulta inferiore alla soglia psicologica di 300 (ieri i ricoveri erano stati 260).

In Israele il numero dei casi positivi di coronavirus ha raggiunto la cifra di 9.006. Di questi i malati gravi sono 153, dei quali 113 in rianimazione. I decessi sono stati finora 59. Lo ha reso noto il ministero della sanità. Fra i contagiati, 700 sono ricoverati in ospedali, 6.400 si curano nelle loro abitazioni, 800 sono in cura in stanze di albergo messe a loro disposizione dalle autorità. Circa 700 sono guariti e sono stati dimessi. Per ridurre la diffusione della pandemia, il governo ha ordinato una chiusura generale da oggi fino a sabato a sera. In una prima fase sarà vietato lasciare le città di residenza, mentre sarà possibile spostarsi al loro interno. Ma domani sera, in concomitanza con la cena di apertura della Pasqua ebraica, sarà vietato allontanarsi dalle proprie abitazioni: questa limitazione non sarà tuttavia imposta nella località a maggioranza araba.

La Corea del Sud ha segnato lunedì 47 nuovi casi di infezioni da coronavirus, confermando lo stesso numero di domenica e tenendosi sotto quota 50 per il secondo giorno di fila: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha messo in guardia sui focolai in chiese e ospedali, e sui contagi di ritorno. Le infezioni complessive sono 10.331, i decessi 192 (+6) e i dimessi dagli ospedali 6.694 per un tasso di guarigione del 64,79%. Sono 14 i casi importati (802 totali). Seul ha eseguito i test sul Covid-19 su quasi 480.000 persone.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu terrà giovedì la sua prima riunione dedicata al coronavirus dopo settimane di impasse causata delle divisioni tra i cinque membri permanenti. Lo riferiscono alcune fonti diplomatiche. La scorsa settimana, esasperati dalla paralisi, provocata tra l’altro dal braccio di ferro Cina-Usa, nove dei 10 membri non permanenti hanno formalmente richiesto una riunione che sia aperta da un intervento del segretario generale Antonio Guterres.

Da oggi in Marocco portare mascherine ogni volta che si esce di casa è obbligatorio. Lo prevede un decreto ufficiale emesso dal governo dopo una riunione sull’epidemia di coronavirus. Rabat ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria nazionale il 19 marzo, confinando tutti a casa, con l’eccezione di coloro che hanno il permesso di svolgere il proprio lavoro. I controlli sono rigidi, con polizia, militari e addetti alla sicurezza che pattugliano le strade. Il numero ufficiale di casi di Covid 19 in marocco è 1.120, raddoppiato in una settimana, con 80 morti. Ma si sospetta che il numero reale sia molto più alto, perché il paese non ha grandi mezzi per eseguire test.

fonte ansa

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