Published On: Mer, Apr 8th, 2020

Sono 80mila i morti nel mondo. Usa annunciano stop fondi a Oms

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Trump attacca l’Oms, ‘Troppo filocinese, ha sbagliato’. Negli Usa 12mila vittime, mille in poche ore

Sono oltre 80.000 i morti da coronavirus nel mondo. Lo indica il conteggio della Johns Hopkins University, che fissa al momento il numero dei decessi a 81.103. I contagiati, sempre secondo la JHU, sono 1.413.415.

Negli Stati Uniti il bilancio delle vittime da coronavirus sale ad oltre 12 mila, mille nel giro di poche ore. Solo in mattinata la Johns Hopkins University segnalava che i decessi avevano superato quota 11 mila. I casi di contagio sono ora 383.256. “Altri Paesi hanno di fatto piu’ casi di coronavirus di quelli dichiarati, solo che riportano numeri ingannevoli o sbagliati“, ha detto il presidente americano Donald Trump contestando che gli Stati Uniti siano il Paese al mondo con piu’ contagi. Secondo le ultime cifre ufficiali in Usa si contano oltre 386 mila casi, quasi il triplo di Italia e Spagna, piu’ di tre volte Francia e Germania e oltre il quadruplo della Cina. Gli Stati Uniti si apprestano a sospendere i fondi Usa diretti all’Organizzazione mondiale della sanita’, ha detto Donald Trump, che nelle ultime ore aveva criticato l’Oms per essere troppo filocinese e accusandola per questo di aver sbagliato nel dare in ritardo l’allarme sulla pandemia.

Oltre 4 miliardi di persone in 100 Paesi o territori sono obbligati o invitati a stare in casa per contenere la diffusione del coronavirus, secondo un conteggio dell’Afp. Si tratta di oltre la metà della popolazione mondiale (il 52%), valutata dall’Onu nel 2020 a 7,79 miliardi di persone.

La Cina ha messo fine formalmente all’isolamento di Wuhan disposto il 23 gennaio negli sforzi per frenare la diffusione del coronavirus: il capoluogo dell’Hubei, focolaio della pandemia, era stato bloccato il 23 gennaio con l’intera provincia coinvolgendo attraverso una misura draconiana e senza precedenti 60 milioni di persone. Allo scoccare della mezzanotte locale, le 18:00 in Italia, il divieto di lasciare la città è caduto: le auto sono tornare ai caselli autostradali e i passeggeri sono saliti sui treni, sempre in uscita.

Il Paese ha registrato lunedì 32 casi di contagio da coronavirus, tutti importati, e per la prima volta nessun decesso. E’ quanto emerge dagli aggiornamenti quotidiani della Commissione sanitaria nazionale (Nhc).

I decessi zero sono emersi per la prima volta dal 23 gennaio, data di inizio del conteggio su base quotidiana della pandemia e dell’annuncio della chiusura della provincia dell’Hubei e del suo capoluogo Wuhan, l’epicentro del contagio, negli sforzi per contenere il Covid-19. Se i nuovi casi di contagio interno sono azzerati, quelli importati sono saliti, coi 32 di lunedì, a quota 983. Sono stati poi 89 i dimessi dagli ospedali, mentre i casi gravi sono scesi di 54 unità, a 211. Le infezioni complessive sono aumentate a 81.740, di cui 1.242 pazienti ancora in cura, 3.331 decessi e 77.167 dimessi dagli ospedali, pari a un tasso di guarigione del 94,4%. I nuovi casi di asintomatici aggiornati a lunedì si sono attestati a 30, comprensivi di 9 importati: allo stato, sono 1.033 le persone sotto osservazione medica, di cui 275 riconducibili a casi importati.

Nel dilemma tra libertà e salute finora la Svezia ha scelto la prima, confidando di conservare il più possibile la seconda. Ma la dura realtà del bilancio delle vittime del coronavirus – oltre cento morti nel giro di 24 ore, per un totale di 591 decessi e con i contagi in crescita a quota 7.700 – sta facendo cambiare idea anche all’ultimo Stato europeo dove è ancora possibile andare al pub con gli amici o affollare le strade dello shopping, tutte scene che si continuano a vedere nelle città del Paese. Dopo lunghi negoziati tra i partiti, il governo di Stoccolma ha ricevuto il sostegno necessario alla legge che gli conferirà i poteri speciali per chiudere eventualmente ristoranti e bar, limitare gli spostamenti e gli assembramenti di persone, in caso l’epidemia peggiori, come tutto lascia presagire. Ma l’atteggiamento resta sempre flemmatico: la legge si applicherà solamente dal 18 aprile, dieci giorni in cui può succedere di tutto, e in ogni caso qualsiasi misura del governo resterà sotto lo stretto controllo del parlamento che potrà annullare ogni decisione dell’esecutivo entro 3-4 giorni.

La Norvegia, che valuta di aver bloccato la diffusione del coronavirus sul suo territorio, ha annunciato un alleggerimento progressivo delle misure di isolamento a partire dal 20 aprile a cominciare dalla riapertura degli asili nido e dall’abolizione della proibizione di recarsi nelle seconde case. “Insieme abbiamo posto il virus sotto controllo e possiamo di conseguenza riaprire la società poco a poco. Lo faremo insieme, in maniera controllata e progressivamente”, ha dichiarato la premierErna Solberg nel corso di una conferenza stampa.

Il ministero della Sanità britannico ha corretto al ribasso il calcolo del Guardian indicando un incremento giornaliero di 786 morti nell’intero Regno, fino a un totale esatto di 6.159. Mentre ha limitato il numero complessivo dei contagi a 55.242, con una curva di crescita stabilizzata attorno a circa 4000 al giorno. I 786 morti in più in 24 ore restano comunque un picco record di vittime del coronavirus per l’isola e superano in cifra assoluta il bilancio di giornata di altri 743 decessi indicato in Europa dalla Spagna.

Stretta contro il coronavirus a Parigi. Il comune della capitale francese nonché il prefetto di polizia hanno annunciato il divieto di ogni attività sportiva individuale tra le ore 10:00 e le ore 19:00. La decisione entrerà in vigore da domani. Sono 607 i decessi per Coronavirus in Francia nelle ultime 24 ore, per un totale di 7.091 negli ospedali. Aggiungendo gli oltre 3.000 morti del censimento effettuato negli ospizi, la Francia ha superato le 10.000 vittime e fa segnare questa sera un totale di 10.328 decessi.

In Spagna il numero delle vittime del coronavirus è salito a 13.798 rispetto ai 13.055 di ieri. Si registrano quindi 743 nuovi decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della Salute spagnolo.

Con 234 morti registrati nelle ultime 24 ore, nei Paesi Bassi il numero dei decessi sale a 2.101. Lo rendono noto le autorità olandesi. Si tratta del numero di decessi più alto in 24 ore dall’inizio della crisi. Il numero dei casi positivi al Covid-19 sale a 19.580 (+777), mentre i ricoveri in ospedale salgono a 7.427, +292. E’ il terzo giorno che quest’ultimo dato risulta inferiore alla soglia psicologica di 300 (ieri i ricoveri erano stati 260).

Record di morti in un giorno nello Stato di New York: ben 731, ha reso noto il governatore Andrew Cuomo. Il bilancio delle vittime è infatti salito a 5.498 dalle 4.758 delle 24 ore precedenti.  E con i suoi 138.836 casi supera l’Italia, che ha un numero di contagiati complessivo di 135.586. Complessivamente gli Stati Uniti hanno 378.289 casi e 11.830 morti.

Almeno mezzo milione di newyorchesi è già  senza lavoro o sta per perderlo. E’ il grido di dolore del sindaco Bill de Blasio, che nella quotidiana conferenza stampa ha fatto il punto sull’impatto che la pandemia sta avendo sulla popolazione della Grande Mela. “Le proiezioni iniziali – ha spiegato – parlano di un impatto durissimo sull’occupazione e di un enorme disagio economico. L’unico paragone che puo’ essere fatto e’ con la Grande Depressione”. A lanciare un altro drammatico allarme, poi, il capo della sanità pubblica americana: la comunità nera è quella più a rischio. Questo a causa delle condizioni mediche preesistenti, radicate in una storia di stenti e povertà, e a causa della diffusa mancanza di accesso alle cure.

Trump attacca l’Oms, ‘centrata su Cina, ha sbagliato’ – L’Organizzazione mondiale della sanità “ha sbagliato. Finanziata in larga parte dagli Stati Uniti è per qualche motivo sinocentrica. Fortunatamente ho respinto il loro consiglio di tenere aperti i confini alla Cina all’inizio. Perché dare una raccomandazione così sbagliata?”. Lo twitta Donald Trump, assicurando che guarderà attentamente all’Oms e ai finanziamenti americani.

Usa 2020: Wisconsin sfida la pandemia, seggi aperti – Seggi aperti in Wisconsin per le primarie, nonostante il bilancio della pandemia in uno degli stati chiave in ogni elezione americana, parla di oltre 2.500 casi di contagio e almeno 85 vittime. Dopo la decisione della Corte suprema statale di bloccare l’ordine del governatore Tony Evers, quello di posticipare le primarie al 9 giugno, si vota dunque regolarmente, anche se l’affluenza è prevista ai minimi. Non sarà inoltre possibile procedere alla conta dei voti fino al 13 aprile. Lunghe comunque le code, anche perché i 180 seggi originari sono stati concentrati in cinque location a causa del forfeit dato da moltissimi scrutatori volontari. Questi ultimi sono stati in parte rimpiazzati da almeno 300 uomini della Guarda nazionale dello stato. In Wisconsin, nella città di Milwaukee, dovrebbe svolgersi la convention del partito democratico. Prevista per meta’ luglio e’ stata ora spostata a meta’ agosto a causa della pandemia. Ma Joe Biden ha chiesto ufficialmente di tenere una convention virtuale. Il Wisconsin nel 2016 fu fondamentale per la vittoria di Donald Trump

Nyt, Trump già sapeva a gennaio dei rischi – Donald Trump fu messo in guardia sui rischi e sull’impatto economico della pandemia già a fine gennaio, quando il presidente americano ancora minimizzava la portata dell’emergenza coronavirus. Lo riporta il New York Times che cita un memo di Peter Navarro, uno dei più stretti e fidati consiglieri del tycoon. Memo del 29 gennaio in cui si avverte che senza un’azione di contrasto decisa il virus avrebbe lasciato l’America “senza difese” e sarebbe costato al Paese migliaia di miliardi di dollari e migliaia di vittime e persone malate.

Il ministro della Sanità della Nuova Zelanda viola il lockdown. “Sono stato un idiota”, così David Clark riconosce così di aver commesso un errore recandosi in spiaggia con la sua famiglia a circa 20 chilometri dalla sua abitazione e violando quindi il lockdown imposto nel paese per contrastare la diffusione del coronavirus. “In un momento in cui chiediamo ai neozelandesi di fare dei sacrifici di portata storica io ho deluso la mia squadra. Sono stato un idiota”, ha ammesso, presentando le dimissioni dal governo. Lo riferisce la Bbc. Le dimissioni sono state però respinte dalla premier Jacinda Ardern spiegando che, nonostante la gravità del comportamento del ministro, la situazione è tale da non consentire una destabilizzazione proprio sul fronte della sanità. Clark è stato però rimosso dal ruolo di vice alle Finanze e ‘retrocesso’ nella gerarchia interna al governo.

In Iran, dove sono 62.589 i casi confermati e 113 le nuove vittime, per un totale di 3.872 deceduti dall’inizio della pandemia, sono almeno 600 le persone morte per aver ingerito alcol adulterato con la convinzione che aiutasse a proteggere dal Covid-19. Lo ha riferito il portavoce della magistratura di Teheran, Gholamhossein Esmaili, precisando che i casi di avvelenamento sono circa tremila in diverse province della Repubblica islamica, tra cui quelle di Fars, Khuzestan e Khorasan Razavi. Numerose persone hanno anche perso la vista. “Alcuni di coloro che avevano prodotto illecitamente l’alcol adulterato sono stati arrestati. Affronteremo la questione con decisione”, ha assicurato il portavoce iraniano.

Il governo israeliano ha approvato le misure di lockdown del paese annunciate dal premier Benyamin Netanyahu. Secondo le disposizioni, tutti gli israeliani non potranno lasciare le città in cui risiedono dalle 19.00 di questa sera (ora locale) fino alle 06.00 di venerdi’ mattina. Inoltre – in previsione del Seder, la cena rituale che apre la festività della Pasqua ebraica – non ci si potrà allontanare da casa dalle 15.00 di domani fino alle alle 07.00 di giovedì mattina. Le restrizioni non si applicano a quelle comunità i cui residenti non sono ebrei. Da domenica mattina, 12 aprile, infine sarà obbligatorio indossare fuori casa una mascherina sanitaria o coprirsi bocca e naso con sciarpa o fazzoletto.

Balzo di contagi in Russia. I casi di coronavirus nel Paese sono saliti di 1.154 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a toccare quota 7.497. La maggioranza dei contagi si verifica a Mosca, dove ormai si registrano oltre 5.100 casi. Nelle ultime 24 ore sono poi morte altre 11 persone, portando il computo totale a 58. Lo fa sapere la task force nazionale contro l’epidemia, citata dalla Tass.

Il Giappone ha dichiarato lo stato di emergenza per sette delle otto regioni nel paese. Lo ha comunicato il governo. La decisione è stata annunciata dal premier giapponese Shinzo Abe nel corso di una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva, dopo la riunione della task force di esperti designata per dare indicazioni sulla pandemia del coronavirus. Lo stato di emergenza durerà fino al 6 maggio, e oltre alla città di Tokyo, interesserà le prefetture di Kanagawa, Saitama, Chiba – confinanti con la capitale, così come quella di Osaka, Hyogo e Fukuoka, nel Giappone occidentale. Nel descrivere la circolare il premier ha esortato i connazionali a ridurre i contatti sociali con le altre persone del 60-70% con l’obiettivo di contenere il picco della malattia entro 2 settimane. Abe ha indicato che il sistema sanitario nazionale si trova in una situazione di criticità con il recente aumento dei casi di coronavirus e ha raccomandato i cittadini a evitare i viaggi nelle aree rurali del Paese.

La Corea del Sud ha segnato lunedì 47 nuovi casi di infezioni da coronavirus, confermando lo stesso numero di domenica e tenendosi sotto quota 50 per il secondo giorno di fila: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha messo in guardia sui focolai in chiese e ospedali, e sui contagi di ritorno. Le infezioni complessive sono 10.331, i decessi 192 (+6) e i dimessi dagli ospedali 6.694 per un tasso di guarigione del 64,79%. Sono 14 i casi importati (802 totali). Seul ha eseguito i test sul Covid-19 su quasi 480.000 persone.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu terrà giovedì la sua prima riunione dedicata al coronavirus dopo settimane di impasse causata delle divisioni tra i cinque membri permanenti. Lo riferiscono alcune fonti diplomatiche. La scorsa settimana, esasperati dalla paralisi, provocata tra l’altro dal braccio di ferro Cina-Usa, nove dei 10 membri non permanenti hanno formalmente richiesto una riunione che sia aperta da un intervento del segretario generale Antonio Guterres.

Da oggi in Marocco portare mascherine ogni volta che si esce di casa è obbligatorio. Lo prevede un decreto ufficiale emesso dal governo dopo una riunione sull’epidemia di coronavirus. Rabat ha dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria nazionale il 19 marzo, confinando tutti a casa, con l’eccezione di coloro che hanno il permesso di svolgere il proprio lavoro. I controlli sono rigidi, con polizia, militari e addetti alla sicurezza che pattugliano le strade. Il numero ufficiale di casi di Covid 19 in marocco è 1.120, raddoppiato in una settimana, con 80 morti. Ma si sospetta che il numero reale sia molto più alto, perché il paese non ha grandi mezzi per eseguire test.

fonte ansa

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