Il virologo: ‘Ma il vero rischio è quello che s’inneschi un’epidemia fuori controllo’. Stima shock nel Regno Unito: oltre 40mila vittime

“Il numero delle vittime a causa del coronavirus negli Stati Uniti è probabilmente molto più elevato di quello ufficiale”, che parla attualmente di 80mila morti: lo ha detto il virologo Anthony Fauci rivolgendosi alla commissione Sanità del Senato americano. Fauci, in autoisolamento precauzionale da domenica, è intervenuto in videoconferenza.

“Il mio messaggio è chiaro e coerente – ha spiegato Fauci – Se si saltano i passaggi di una riapertura graduale, quelli indicati nelle linee guida messe a punto dalle autorità sanitarie, le conseguenze potrebbero essere molto gravi: è pericoloso. Il rischio è quello di innescare un’epidemia che non si è più in grado di controllare”.

Fauci ha poi definito “eccessivo” pensare che ci possano essere un vaccino o una cura che permettano il rientro di milioni di studenti nei campus e nelle scuole pubbliche a fine agosto. “Bisogna essere realistici”, ha concluso precisando che per un vaccino distribuito su vasta scala ci vorrà ancora molto tempo.

Gli ultimi dati pubblicati dall’università Johns Hopkins contano 80.682 decessi, di cui 830 nelle ultime 24 ore, a fronte di 1.347.881 casi accertati; 232.733 le persone guarite. Dati riservati della task force della Casa Bianca, inoltre, riferiscono di un’impennata di casi nelle aree rurali: in Stati come il North Carolina, il Missouri, il Nebraska e l’Ohio in una sola settimana si è
registrato un aumento del 200%; in altre aree comprendenti Tennessee, Iowa, Kentucky e Texas si è verificato un aumento del 72%.

REGNO UNITO – Torna a salire a 627 morti, con il rimbalzo ormai consueto del conteggio rispetto alla raccolta parziale dei dati riferiti ai weekend, il bilancio delle vittime del coronavirus nel Regno Unito nelle ultime 24 ore: fino a un totale di 32.692, stando all’aggiornamento odierno del ministero della Sanità. I contagi diagnosticati dall’inizio della pandemia passano invece a 226.463, con un numero quotidiano di test sceso a 85.000 circa contro i 100.000 di ieri e una curva confermata in flessione dei ricoveri e dei nuovi casi di giornata (3.403). Un’elaborazione statistica diffusa oggi dall’Ons, l’Istat britannico, indica tuttavia una stima reale di oltre 40.000 decessi, che porterebbe il Paese al triste secondo posto dietro i soli Stati Uniti. Stando alle elaborazioni settimanali dell’Ons, i decessi legati almeno come concausa al Covid-19 censiti in Inghilterra e Galles al 9 maggio sono saliti a 35.044 e quelli rilevati fino al 3 in Scozia e Irlanda del Nord a 3.300. Sommando queste cifre a quelle dei morti contati giorno per giorno fino al 10 dal ministero della Sanità, rileva l’agenzia Pa, si arriva quindi ad oltre 40.000.

SPAGNA – Aumentano i morti giornalieri provocati dal coronavirus in Spagna: secondo i dati resi noti oggi dal governo, nelle ultime 24 ore sono decedute nel Paese 176 persone, il 43% in più rispetto alle 123 delle 24 ore precedenti. Bilancio che porta il totale dei decessi a quota 26.920, su 228.030 casi. Il governo, intanto, introdurrà l’obbligo della quarantena di 14 giorni per tutti i viaggiatori in arrivo dall’estero. La misura entrerà in vigore venerdì e sarà applicata fino al 24 maggio, giorno in cui scade l’attuale stato di emergenza nel Paese, ma potrebbe essere prorogata. Una buona notizia, infine, arriva da Olot, cittadina 100 chilometri a nord di Barcellona: Maria Branyas, con i suoi 113 anni la donna più anziana di Spagna, è guarita dal Covid-19 in una casa di riposo in cui diversi altri residenti contagiati sono invece deceduti.

AMERICA LATINA- In appena 12 ore la pandemia da coronavirus ha registrato in America Latina un nuovo tetto di contagi (381.819) e di morti (21.440). E’ quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. Secondo il più recente conteggio, i primi dieci Paesi da soli concentrano la quasi totalità dei contagi e dei morti (rispettivamente 372.337 e 21.060). Il Brasile si conferma il Paese più colpito con 168.331 contagiati e 11.519 morti, seguito da Perù (68.822 e 1.961) e Messico (36.327 e 3.573), che mostra un numero di deceduti molto alto rispetto agli infettati.
Nella classifica con più di 5.000 contagi si posizionano quindi Ecuador (29.509 e 2.145), Cile (30.063 e 323), Colombia (11.613 e 479), Repubblica Dominicana (10.634 e 393), Panama (8.448 e 244) e Argentina (6.034 e 305).

RUSSIA – In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 10.899 nuovi casi di Covid-19, superando così quota 10.000 per il decimo giorno di fila. In totale, i casi accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia salgono ora a 232.243. Lo riporta la task force anti-coronavirus russa, secondo cui le morti provocate dal nuovo virus in Russia sono 2.116, di cui 107 nel corso dell’ultima giornata. Al momento, stando ai dati della Johns Hopkins, la Russia supera anche la Spagna per casi totali e si posiziona alle spalle degli Stati Uniti. Secondo la task force in Russia sono stati eseguiti 5,8 milioni di tamponi. Cinque giornalisti sono morti in Russia per cause legate al coronavirus e circa 200 professionisti dei media si sono ammalati dopo aver contratto il virus. Lo ha detto il capo dell’Unione russa dei giornalisti Vladimir Solovyov.

INDIA – Il numero di casi di coronavirus registrato in India ha superato la soglia dei 70.000: è quanto emerge dai dati pubblicati dall’università americana Johns Hopkins. I contagi accertati nel Paese hanno raggiunto quota 70.827, inclusi 2.294 morti. Finora le persone guarite sono 22.549.

PAKISTAN – Il numero di decessi per Covid-19 in Pakistan ha superato quota 700, mentre il conteggio di casi positivi è salito a oltre 32.000. Lo rende noto oggi il Ministero della Salute. Secondo i dati del dicastero, il numero di persone morte a causa di coronavirus nel Paese è aumentato di 39 nelle ultime 24 ore, a 706. I casi complessivi di Covid-19 sono aumentati di 1.140 a 32.081, meno dei 1.476 di lunedì. La provincia meridionale del Sindh e quella orientale del Punjab hanno registrato rispettivamente 12.017 e 11.869 casi, il 74% del totale nel Paese asiatico. I dati mostrano che il numero di persone guarite dal coronavirus è aumentato a 8.555, con 343 recuperi nelle ultime 24 ore. Il numero di pazienti critici è diminuito di 8, a 188.

CINA – Le Autorità di Wuhan, epicentro della pandemia di coronavirus, hanno deciso di testare tutti i cittadini entro 10 giorni per evitare una seconda ondata della malattia. La notizia, riportata dalla Cnn, segue l’annuncio di 6 nuovi casi rilevati nell’ultima settimana nella città dopo oltre un mese senza nuovi contagi.

LIBANO – Il Libano fa un passo indietro rispetto alla fase 2 per il coronavirus, che era cominciata il 4 maggio: il governo, infatti, ha decretato la chiusura di ogni attività commerciale e produttiva del Paese da domani a lunedì compreso, a causa di un rialzo improvviso della curva dei contagi, causata soprattutto, secondo i media, da una malagestione dei rimpatri dall’estero. Negli ultimi giorni sono state registrate decine di positività, che hanno fatto salire il numero complessivo ufficiale a 890.

fonte ansa

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