Negli Usa altri 2.502 morti in 24 ore

La soglia delle persone guarite dal coronavirus a livello mondiale ha superato oggi il milione: è quanto emerge dal conteggio aggiornato pubblicato dalla Johns Hopkins University. Secondo i dati raccolti dall’università americana, i guariti sono ora 1.014.809, mentre i morti sono 233.405 a fronte di un totale di 3.257.520 casi.

Sono oltre 230 mila i morti per coronavirus nel mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, il numero delle vittime è di 233.405. I casi di contagio sono invece oltre 3,2 milioni, pari cioè a 3.257.520.

Torna a salire il numero giornaliero dei morti negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore, secondo la Johns Hopkins University, sono stati 2.502 rispetto ai 2.200 del giorno precedente. In totale il numero delle vittime è’ salito a 60.876 mentre i casi di pazienti contagiati sono 1.036.652.

Anthony Fauci, l’autorevole virologo della task force Usa contro il coronavirus, non esclude che gli Usa possano arrivare al vaccino entro il prossimo gennaio. “Vogliamo procedere velocemente ma vogliamo assicurarci che sia sicuro ed efficace. Penso che sia fattibile se le cose vanno nel verso giusto”, ha detto ai media. La strada, ha spiegato, e’ assumersi il rischio di cominciare la produzione con le societa’ coinvolte presumendo che funzioni e, in tal caso, aumentarla.

“La situazione rimane seria” e “non uniforme” in Europa dove “Spagna, Italia, Regno Unito, Germania e Francia hanno ancora il più alto numero di casi, ma in seguito alle misure di distanziamento vediamo un plateau o una riduzione nei nuovi casi, dobbiamo monitorare questo sviluppi positivi da vicino”. Lo ha detto Hans Kluge, il direttore regionale per l’Europa dell’Oms, in conferenza stampa, in merito al coronavirus.  Nella pandemia da coronavirus “abbiamo visto la velocità con cui anche i migliori sistemi sanitari possono essere devastati. La salute deve essere al top dell’agenda politica. Senza salute non c’è economia e non c’è sicurezza. Questa è una lezione da non dimenticare”, ha aggiunto Kluge, invitatondo tutti i Paesi “a essere uniti”. Quando la prima ondata del coronavirus sarà passata “è essenziale prepararsi a una seconda o una terza, particolarmente se non c’è ancora un vaccino disponibile”, ha spiegato  il direttore regionale per l’Europa dell’Oms. “Bisogna essere preparati”, ha ribadito, sottolineando che d’ora in avanti la sanità pubblica “deve avere una maggiore prominenza nella società. Dobbiamo avere una sanità pubblica forte”.

Per 370 milioni di bambini la scuola è molto più che un semplice luogo di apprendimento. Per loro è un’ancora di salvataggio per quanto riguarda la sicurezza di vita, garantisce i servizi sanitari ma soprattutto il nutrimento. Lo ha dichiarato Henrietta Fore, direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) sottolineando come la chiusura delle scuole in gran parte del mondo a causa della pandemia avrà effetti devastanti sulla nutrizione e la salute dei bambini dei Paesi più poveri. “Se non interveniamo subito, mettendo in campo aiuti vitali per i più vulnerabili le ricadute del Covid-19 peseranno per decenni”, ha aggiunto. “In molti Paesi in via di sviluppo – sottolinea la rappresentante Onu – la promessa di un pasto sicuro per i propri figli è sufficiente a convincere i parenti a mandare i bambini a scuola”, sottraendoli così a faticosi lavori domestici, come percorrere chilometri per raccogliere l’acqua potabile per i bisogni familiari o salvaguardare le bambine dai matrimoni precoci. Insieme ai pasti scolastici, infatti, i bambini dei Paesi poveri beneficiano a scuola di servizi sanitari come le vaccinazioni

BRASILE – Bolsonaro si rifiuta di rendere pubblico il risultato del suo test per il coronavirus, nonostante un giudice federale gli avesse chiesto di farlo, accogliendo il ricorso di un quotidiano di San Paolo. Intanto nel Paese è stata prorogata la chiusura delle sue frontiere terrestri per 30 giorni per contenere la diffusione del coronavirus, che ha già ucciso 5.466 persone nel Paese, secondo i dati del ministero della Salute. La Gazzetta ufficiale dell’Unione ha pubblicato un’edizione extra mercoledì sera con un decreto che ha prolungato la chiusura dei valichi di frontiera che sono bloccati dal 19 marzo. La misura riguarda tutti i cittadini stranieri e fa eccezione per i brasiliani residenti all’estero e le persone di altre nazionalità che risiedono in Brasile. Il Brasile condivide circa 17.000 chilometri di frontiere terrestri con nove paesi del Sud America.

GERMANIA – Lo Stato e le Regioni consentono di nuovo la celebrazione dei servizi religiosi in Germania, ma a certe condizioni che garantiscano la sicurezza. Oltre alle messe ordinarie, si potranno celebrare in piccoli gruppi battesimi, circoncisioni, matrimoni e funerali. E’ quanto trapela dalla riunione del governo con i Laender, secondo quanto scrive la Dpa. Nel Paese l’indice di contagio R0 del Covid-19 è stato aggiornato a 0,75: lo ha riferito oggi il direttore del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, nel corso di una conferenza stampa. Due giorni fa l’aumento del fattore di contagio a 1 aveva fatto parlare di una ripresa del virus.

REGNO UNITO–  Il premier britannico Boris Johnson terra’ oggi la sua prima conferenza stampa quotidiana da quando e’ guarito dal Covid-19, mentre aumentano le pressioni affinche’ avvii un percorso verso l’allentamento del lockdown. Lo riferisce l’agenzia Pa, secondo cui l’ufficio del premier ha reso noto che questa mattina una riunione del governo aveva in agenda l’esame di una “risposta in generale” ma nessuna decisione sulle misure di contenimento della pandemia. Dei malati ricoverati in ospedale per Covid-19, la metà è stata dimessa in vita, il 33% è morto e il 17% ha continuato a ricevere cure a domicilio. La terapia intensiva è stata necessaria per il 17% dei pazienti: di questi il 31% è stato dimesso vivo, il 45% è morto e il 24% ha continuato a ricevere cure. E’ quanto emerge dallo studio ISARIC4C, condotto su 16.749 persone ricoverate negli ospedali del Regno Unito dalle università di Liverpool, Edimburgo e l’Imperial College di Londra.

SPAGNA – E’ sceso a 268 il bilancio giornaliero dei morti provocati dal coronavirus in Spagna, un calo del 17,5% rispetto ai 325 del giorno precedente: lo ha reso noto oggi il governo, secondo i dati pubblicati dal quotidiano El Pais. Nel complesso la Spagna registra così 24.543 decessi a fronte di 213.435 casi di contagio. Le persone guarite finora sono 112.050.  Sabato prossimo gli spagnoli potranno ricominciare a uscire per passeggiare e fare sport, ma la ripresa sarà organizzata per fasce orarie: lo ha stabilito il comitato tecnico istituito dal governo e presieduto dal premier Sánchez. Secondo quanto riporta il quotidiano El Pais, il ministro della Sanità Salvador Illa spiegherà i dettagli del piano questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa.

BELGIO – “Rispetto alla giornata di ieri in Belgio si sono registrati 111 nuovi decessi di cui 60 nelle Fiandre, 42 in Vallonia e 9 a Bruxelles, e nelle case di riposo si sono avuti più decessi che in ospedale” a causa del coronavirus. Lo ha detto Yves Van Laethem il portavoce interfederale della lotta al Covid-19, nella consueta conferenza stampa. “Il totale dei morti sale così a 7.594”, ha aggiunto. Le persone ricoverate da ieri sono state “178 mentre 293 sono quelli dimessi, una cifra stabile”, ha precisato. I nuovi casi di contagio “registrati sono 660 per un totale di 48.519”.

RUSSIA – In Russia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.099 nuovi casi di coronavirus (il più alto giornaliero) e il totale ora ha sfondato quota 100mila contagiati, a 106.498 in totale. La Russia, stando ai dati compilati dalla Johns Hopkins University, diventa così l’ottavo Paese col più alto numero di casi ufficiali al mondo, dopo la Turchia. I morti sono stati invece 101 arrivando a un totale di 1073, sfondando così quota 1000. Lo riporta la task force nazionale, citata dalla Tass. Il premier russo Mikhail Mishustin è risultato positivo al coronavirus.

CINA – La Cina ha riportato 4 nuovi casi di coronavirus, tutti importati, e 33 ulteriori asintomatici: la Commissione sanitaria nazionale (Nhc), nel suo aggiornamento quotidiano, ha spiegato che mercoledì non sono state rilevati altri decessi legati al Covid-19. Nel complesso, le infezioni totali sono salite a 82.862, di cui 619 ancora sotto trattamento medico e 77.610 guarigioni, mentre i decessi sono fermi a 4.633. I casi importati, invece, sono saliti a 1.664, di cui 1.139 pazienti dimessi dagli ospedali e 525 in cura, con 13 in gravi condizioni. Gli asintomatici hanno toccato un totale di 998 casi, di cui 127 importati, restando tutti sotto osservazione medica.

COREA DEL SUD  –  La Corea del Sud ha segnato zero contagi domestici di Covid-19 nella giornata di mercoledì per la prima volta dal 15 febbraio, confermando solo 4 casi importati. Le infezioni totali sono salite a 10.765, secondo gli ultimi dati del Korea Centers for Disease Control and Prevention, con i decessi aumentati di una sola unità, a 247, per un tasso di mortalità al 2,29%. Sono 9.059 le persone curate e dimesse dagli ospedali, 137 in più rispetto a martedì. Nel complesso, il tasso di guarigione sfiora è salito all’84,15%.

IRAN – Salgono a 94.640 i casi di coronavirus in Iran, con 983 contagi registrati nelle ultime 24 ore, ai minimi quotidiani da 40 giorni. Le nuove vittime sono 71, per un totale di 6.028 decessi confermati. I malati in gravi condizioni sono 2.976, mentre i pazienti guariti crescono a 75.103. Il totale dei test effettuati ammonta a 463.295, con meno di 10 mila tamponi eseguiti in un giorno. Lo annuncia il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour

BULGARIA – In Bulgaria, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 51 nuovi casi di coronavirus (7 nella capitale Sofia): il bilancio complessivo dei contagi sale così a 1.488. Negli ospedali sono ricoverati in tutto 310 pazienti, 38 dei quali in terapia intensiva. Si registrano quattro nuovi decessi, per un totale di 65 vittime. Nove sono i nuovi casi di contagio fra il personale medico, dove il bilancio sale a 164. Il ministero dell’Istruzione bulgaro ha deciso ieri di concludere l’anno scolastico nel Paese via web. Gli allievi si presenteranno nelle scuole soltanto per gli esami di fine anno. Le date degli esami dipenderanno dall’evoluzione della pandemia nel Paese.

ISRAELE – Il numero dei casi di coronavirus in Israele è salito oggi a 15.870, 88 in più rispetto a ieri. I decessi sono saliti a 219, sette in più rispetto a ieri. Lo ha reso noto il ministero della Sanità che ha anche registrato con soddisfazione che ormai in Israele il numero complessivo dei guariti (8.412) è superiore a quello dei malati. In calo inoltre del 2,5% il numero dei malati gravi (117) e delle persone in rianimazione.

TURCHIA – Sono 29.284 le persone che si trovano al momento in quarantena in 76 province della Turchia per sospetto contagio di Covid-19. Ad altre 34.452 persone, che erano state finora in isolamento preventivo, è stato invece permesso di rientrare nelle proprie abitazioni dopo la fine dei periodo di quarantena. Lo ha reso noto il ministro della Gioventù e dello Sport turco Mehmet Kasapoglu, responsabile della gestione dei dormitori studenteschi dove alloggiano i cittadini in isolamento coatto. Secondo l’ultimo bollettino, in Turchia si registrano oltre 117 mila casi e 3.081 vittime provocate dal coronavirus.

TUNISIA – La Tunisia registra altri 5 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 980 il totale dei casi confermati nel Paese nordafricano. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che i decessi sono 40, mentre i guariti sono 279. I pazienti in rianimazione sono 20. La Tunisia allenterà le misure di lockdown dal 4 maggio.

PAKISTAN –  E’ salito a 346 il numero dei decessi per coronavirus in Pakistan e a 15.759 quello dei contagi. Lo rende noto il ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore si sono avuti 19 morti e 874 nuovi casi positivi. Il numero dei guariti è aumentato di 627, portando il totale a 4.052.

TAGIKISTAN – Le autorità del Tagikistan hanno confermato per la prima volta la presenza di casi di Covid-19 nella repubblica ex sovietica dell’Asia centrale. “Ad oggi, ufficialmente, i tamponi hanno confermato 15 casi di coronavirus in Tagikistan”, ha reso noto il ministero della Salute tagiko, ripreso dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Dieci contagi sono stati accertati a Dushanbe e cinque nella regione di Sughd, nel nord del Paese.

YEMEN –  Lo Yemen ha reso noto di aver registrato i primi due decessi per coronavirus, dopo aver segnalato nei giorni scorsi cinque casi confermati di Covid-19. Lo riferisce al Jazira online, sottolineando che le Nazioni Unite hanno affermato di temere che l’epidemia potrebbe diffondersi inosservata nel Paese, dove milioni di persone sono costrette ad affrontare una carestia e mancano di cure mediche. La guerra dello Yemen tra ribelli Houthi e truppe filo-governative si è intensificata nel marzo 2015, quando una coalizione militare a guida saudita è intervenuta contro i ribelli che ancora controllano gran parte del Paese, compresa la capitale. Più di cinque anni di guerra civile hanno tra le altre cose gravemente degradato il servizio sanitario del paese, rendendolo assolutamente inadeguato a far fronte a Covid-19.

fonte ansa

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