Il k.o. del Lecce chiude la pratica. Quinta vittoria in sei partite con Ranieri, che rimonta nel secondo tempo con Chabot, Quagliarella e Bonazzoli in vista del derby di mercoledì. Per i ducali sesta sconfitta nelle ultime sette gare

Ribaltone Samp. Da 0-2 a 3-2. Ed è salvezza blucerchiata raggiunta con largo anticipo grazie al k.o. del Lecce poco dopo. Incredibile se si pensa a quello che si è visto nel primo tempo, dominato in lungo e in largo dal Parma, ma assolutamente legittimo se si osserva alla prestazione della ripresa nella quale i doriani,al quinto successo in sei partite, prendono in mano il pallino del gioco e non consentono mai agli avversari di fare un piccolo break. La Samp scavalca così in classifica gli emiliani e si accomoda a quota 41. Il Parma, invece, è in crisi nera: sesta sconfitta nelle ultime sette partite (e il pareggio contro il Bologna, l’unico risultato positivo, è arrivato nei minuti di recupero dopo una partita inguardabile)

La cosa clamorosa è, appunto, che il primo tempo è tutto del Parma, sia sul piano tecnico sia sul piano tattico. La Samp, schierata con uno scolastico 4-4-2, non riesce mai a rubare il pallone agli avversari, non pressa e, di conseguenza, resta schiacciata nella propria metà campo e sempre in balìa delle iniziative altrui. Il triangolo di centrocampo di D’Aversa è padrone assoluto, anche perché nessuno dei doriani s’incarica di contrastare Brugman che fa partire in perfetta libertà tutte le azioni. Al 18’ il primo segnale di questa netta supremazia: da un calcio d’angolo la palla finisce sui piedi di Gervinho che la addomestica, si beve un paio di avversari e fionda un tiro imparabile e potentissimo proprio sotto la traversa. Sei minuti dopo (24’) ci sarebbe il raddoppio di Caprari, annullato dalla Var per un fuorigioco dello stesso attaccante sulla precedente conclusione di Kulusevski. Il Parma insiste e la Samp non si sveglia, così al 40’, come logica prosecuzione del tran-tran della partita, ecco il 2-0: Kulusevski scapa sulla destra, accelera, piazza un tiro-cross sul quale, a un metro dalla linea di porta, interviene Bereszynski che spinge il pallone in rete. Al 44’ altra conclusione di Gervinho che accarezza il palo.

Poi cambia tutto

Nella ripresa, come se fino ad allora si fosse letto un libro al contrario, la storia si ribalta e gli eroi dei primi 45 minuti diventano soldati impauriti che non sanno più che cosa fare. Ranieri ridisegna la Samp secondo un più logico 4-3-1-2, fa entrare Bonazzoli e Maroni al posto di Ramirez e De Paoli e ottiene ciò che chiede: pressing, recupero veloce del pallone, dominio in mezzo al campo. Chabod timbra l’inizio della rimonta al 2’ su azione di calcio d’angolo (ancora una colossale dormita della difesa del Parma). Poi sale in cattedra il professor Quagliarella: al 24’, con un tiro a giro, va a togliere la ragnatela nell’angolino della porta di Sepe, e al 33’ serve un assist che è un babà per il tiro a colpo sicuro di Bonazzoli. Il Parma non ha la forza di reagire, visibilmente in debito di ossigeno e di idee. E pensare che qualche burlone, in città, parlava addirittura di Europa League…

fonte gazzetta.it

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