Published On: Mer, Set 30th, 2020

Dopo tre Cantieri ACER sequestrati dalla magistratura BALCONI VOLANTI, APPALTI VOLANTI: POLITICA INCAPACE

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Ancora al palo quasi dopo un anno i cantieri sequestrati per la realizzazione di case popolari. Così Acer, partner gestionale del Comune di Parma nella gestione degli immobili per le case popolari, inventa per l’agosto 2020 tre spettacoli di musica e poesia da tenersi in alcuni condomini di edilizia pubblica per allietare le serate ad alcuni condomini dei 4500 appartamenti comunali e agli “artisti”, che dopo il fermo dovuto alla pandemia, pensiamo lautamente pagati con soldi pubblici.
Cosa ci sia sotto questa iniziativa dei “balconi Volanti” non ci pare ben chiaro, se non che l’iniziativa è sponsorizzata anche dalla regione e dal comune di Parma stesso, quelle amministrazioni pubbliche appunto che avrebbero dovuto chiarire tramite i propri rappresentanti politici se Parmabitare, società a maggioranza pubblica controllata Acer, abbia tenuto un comportamento corretto o meno nell’affidare direttamente importanti opere pubbliche saltando la fase dell’obbligatoria gara di appalto.
A Parma e in Regione, quando l’urbanistica, gli appalti e gli interessi economici si intrecciano e coinvolgono i potentati economici locali e non vengono seguite le norme di Legge, la politica sembra tirarsi indietro dalle proprie responsabilità e lascia purtroppo alla Magistratura quello spazio che sarebbe di sua naturale competenza per cercare di ristabilire la correttezza normativa.
Tra il 2018 e 2019 in città abbiamo assistito a ben tre sequestri di cantieri da parte della Magistratura che vedono coinvolto il nostro Comune o per mancati controlli ed iniziative di carattere urbanistico o per affidamenti diretti senza la necessaria gara di appalto di cantieri pubblici.
Abbiamo letto delle prese di posizione del Presidente di Ance riprese dalla Gazzetta di Parma, affinché il cantiere del Mal, già iniziato, non si fermasse, poi siamo stati spettatori del sequestro del cantiere direzionale di Via Spezia, realizzato con un’ampia volumetria in eccesso che si sarebbe voluta sanare con un trasferimento di altre volumetrie edificatorie di altra zona, poi ancora al sequestro di cantieri per le case popolari di cui uno affidato all’impresa del presidente Nazionale di Ance, quello che affermava che i cantieri iniziati dovevano essere portati comunque a termine senza interruzioni; ragionamento corretto e condivisibile solo alla condizione che le iniziative urbanistico/edilizie e gli appalti siano stati effettuati secondo le normative di Legge.
A Parma questo ragionamento sembra stoni e le grandi imprese parmigiane e le istituzioni sembra pensino comunque che i lavori iniziati siano comunque da non fermare, forse con rimpianto, pensano ai tempi del Tribunale governato da Panebianco, dove se qualcosa veniva fuori, si sarebbe comunque aggiustato, messo a posto, vedi al proposito il DUC epoca Ubaldi.
Ora forse qualcosa è cambiato in Tribunale, ma non nella politica che nonostante l’ingresso di nuovi movimenti appare incapace e resta immobile a fronte delle iniziative del Tribunale.
Alcuni sperano che con le problematiche e la carenza di lavoro causata dalla pandemia, con l’allontanamento del dr. Cantone dall’Autorità Anticorruzione e con le spinte per la revisione del Codice degli Appalti, ci possa saltar fuori una sanatoria e sistemazione delle situazioni fuori norma e che la questione possa riguardare anche i cantieri sequestrati.

La Magistratura sta procedendo per ora con prudenza e nella sua azione pensiamo ci sia anche la possibilità data alla politica di rimediare almeno in parte agli errori, abbiamo appreso anche di importanti corsi amministrativi di Dirigenti Pubblici coinvolti all’Università Bocconi di Milano per cui crediamo ci siano tutti i presupposti per chiarire ogni aspetto della situazione.

E’ passata l’estate, per ora ci siamo dovuti accontentare dei “Balconi Volanti”, iniziativa voluta da Acer, Comune e Regione, uno spettacolo, di letture, poesia e buona musica per allietare le serate di alcune decine di inquilini delle case popolari, con l’autunno vorremmo vedere, dopo regolari aste pubbliche, riprendere i lavori almeno delle case popolari e prendere atto almeno delle scuse politiche oltre all’’avvicendamento degli importanti dirigenti pubblici che si sarebbero “dimenticati” di questo indispensabile passaggio per l’affidamento di opere pubbliche.

A latere dobbiamo informare che la nostra redazione è stata contattata al riguardo da numerose persone, alcune condividevano i nostri articoli, altre ci sono apparse mandate da qualcuno al solo scopo di scoprire chi ci avesse mandato gli articoli e le informazioni pubblicate, a tali mandanti consigliamo di investire meglio il loro tempo e la loro “intelligenza”.

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