Appuntamento martedì 25 maggio, nell’ambito del programma “The Extraordinary Italian Taste”. Parma Alimentare rinnova il suo impegno come facilitatore di business al servizio del mondo imprenditoriale parmense. Il webinar, che vede la partecipazione di 20 aziende, ruoterà sul mercato americano: gli Usa, che già danno segnali di ripresa, sono il terzo Paese di destinazione dell’export alimentare parmense, con un giro d’affari raddoppiato tra 2010 e 2020 e che si è attestato nel 2020 su quota 159 milioni di euro. Si parlerà di certificazione FDA, obblighi normativi FSMA, etichettatura, comunicazione. Prevista anche una sessione di business matching.

Parma, 24 maggio 2021 – In collaborazione con l’ufficio newyorchese di ICE – Italian Trade Agency, Parma Alimentare organizza nella giornata di martedì 25 maggio il webinar “Il mercato Usa: legislazione FSMA/FDA. Panorama, divieti e particolarità”. Si tratta di un evento virtuale pensato per gli imprenditori parmensi che operano nel settore food & beverage interessati a muovere i primi passi negli Stati Uniti: un mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un sistema doganale e da un quadro normativo particolarmente complessi in materia di prodotti agroalimentari. Sono 20 le aziende parmensi che prenderanno parte all’evento virtuale.
Come spiega Alessandra Foppiano, Executive Manager di Parma Alimentare: «Dalla nascita, il nostro ruolo è quello di facilitatore di business, al servizio delle aziende F&B del territorio parmense. In un momento in cui, per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19, è impossibile prendere parte a eventi b2b nel mondo, ci siamo impegnati a promuovere il settore agroalimentare parmense sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie. In particolare, abbiamo aderito al progetto ‘The Extraordinary Italian Taste’ di ICE, organizzando prima un webinar per operatori food, tour operator e giornalisti francesi e ora questo appuntamento con focus sugli Stati Uniti. Abbiamo pensato al Nord America, perché gli Usa sono un mercato che già dà segni di vitalità e ripresa, grazie a un’efficace campagna vaccinale e a un preciso programma di riaperture».
C’è un altro motivo importante dietro la scelta degli Stati Uniti: «Gli Stati Uniti sono un Paese sensibile all’appeal delle nostre produzioni alimentari – continua Alessandra Foppiano -. Parliamo del terzo Paese, dopo Francia e Germania, di destinazione del food parmense. Nel decennio 2010-2020, l’export alimentare parmense verso gli Usa è cresciuto del 196%. I comparti che hanno il peso maggiore sono il lattiero caseario (48%) e le conserve animali (23%), a cui appartengono le DOP Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma. Il 2020 è stato un anno condizionato dalla situazione pandemica: il calo è stato comunque contenuto, pari al 3%, con un giro d’affari di 159 milioni di euro. Ci sono però segmenti che hanno performato molto bene anche negli ultimi 12 mesi: i prodotti da forno e farinacei (+57%), le conserve vegetali (+83%), la molitoria (+35%), oltre alle bevande, cresciute del 30%, anche se al momento rappresentano una quota esigua delle esportazioni, pari allo 0,3%».
Il webinar “Il mercato Usa: legislazione FSMA/FDA. Panorama, divieti e particolarità” si focalizzerà in particolare su due aspetti: la certificazione FDA – Food and Drug Administration, indispensabile per la commercializzazione dei prodotti agroalimentari italiani sul suolo americano, e la normativa FSMA – Food Safety Modernization Act. Un pacchetto normativo definito dalla FDA al fine di forzare tutti gli operatori del settore F&B a adottare un sistema di gestione della sicurezza alimentare. Tra gli obblighi specifici previsti dalla FSMA l’implementazione di un Food Safety Plan, la nomina di un referente aziendale che deve monitorarne la corretta applicazione e audit da parte degli importatori stelle e strisce.
Il webinar promosso da Parma Alimentare in collaborazione con ICE – Italian Trade Agency di New York approfondirà poi il tema dell’etichettatura, illustrando le regole generali e quelle riferite specificamente alla caratteristiche nutrizionali dei prodotti. E quello della comunicazione, delineando semplici strategie per presentarsi in modo efficace ai buyer nordamericani.
A conclusione del momento formativo, è prevista una sessione di business matching con potenziali partner statunitensi.

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